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Feltri: non mi reco in Sicilia e immigrati portano malattie. E per accettarli vogliono drogarci

Bufera sul direttore editoriale di Vittorio Feltri dopo la sua partecipazione alla trasmissione radiofonica La Zanzara e la titolazione della prima pagina del suo quotidiano.

Feltri: non mi reco in Sicilia e immigra

Attacco hacker al sito Libero



Una dura presa di posizione da parte di Feltri, sia nei conteuti che nelle parole e le espressioni usate, da capire bene se fossero in parte anche battute o dette in un momento di accesa discussione. Certo che non sono le prime affermazioni così forte da parte di alcuni giornalisiti e direttori di testate come BelPietro e l'idea di un piano segreto per drogarci con l'ossitocina per farci accettare con più facilità l'immigrazione.
 

Ha detto chiaro e tondo che andare in Burkina Faso non rientra tra i suoi pensieri più lontani. E anche di andare in Sicilia non ha la minima intenzione. Nulla da obiettare se le due affermazioni fossero state dette in contesti differenti. Ma in realtà, il giornalista Vittorio Feltri le ha pronunciate una dietro l'altro nel contesto di un acceso dibattito radiofonico sul mistero della morte di Sofia, la bimba di Trento di quattro anni deceduta lunedì agli Spedali Civili di Bresci. La piccola è stata colpita dalla malaria, senza essere mai andata all'estero e nonostante la malaria cerebrale venga trasmessa unicamente da una zanzara che vive in aree tropicali. Sul direttore editoriale di Libero, intervenuto in diretta per via del titolo in prima pagina all'indomani della morte della piccola, si è abbattuta una bufera. E c'è chi crede che l'attacco hacker al sito del quotidiano (liberoquotidiano.it) sia direttamente collegato.

Attacco hacker al sito, bufera su Vittorio Feltri

Nel momento in cui scriviamo il sito è irraggiungibile e l'unica traccia di vita del quotidiano arriva da un post pubblicato su Facebook: "Buongiorno. Liberoquotidiano.it è sotto attacco hacker dalla scorsa notte. Ci scusiamo con i lettori per la nostra assenza: stiamo lavorando per risolvere il problema al più presto". Di fatto, il sito è fuori uso a distanza di alcune ore dalla partecipazione di Feltri alla trasmissione La Zanzara su Radio 24, condotta da Giusppe Cruciani e David Parenzo dalle 18.30 alle 21. A completezza delle informazioni, facciamo presente come dopo le affermazioni di Feltri sulla Sicilia (battuta o meno che sia), non c'è stata alcuna replica da parte dei due giornalisti.

Il tutto mentre le associazioni Articolo 21, A mano disarmata, Progetto diritti, la Rete Nobavaglio e Amnesty International Italia hanno annunciato una battaglia legale contro Libero e Il Tempo. Hanno dato mandato ai loro legali di studiare la possibile presentazione di un esposto-denuncia alla magistratura per violazione della legge che condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e che hanno per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali, nonché per violazione dell'articolo 658 del codice penale ovvero procurato allarme.

Picco di malattie con il rientro dall'estero

Per la piccola Sofia si è trattato di una infezione autoctona contratta sul territorio nazionale e di tipo particolarmente virulento come non si registrava in Italia da molti decenni. Negli altri casi curati al Civile di Brescia si è invece sempre trattato di infezioni contratte all'estero. In genere settembre è il mese nel quale si registra il numero maggiore di casi. Solo lo scorso anno erano stati oltre venti. Il picco di settembre, spiegano nel nosocomio, è legato principalmente al rientro degli immigrati in visita al Paese d'origine o di turisti in vacanza in paesi esotici nei quali la malaria è endemica. Spesso le persone arrivano con l'infezione e la sviluppano qui - spiega il direttore della Clinica di Malattie Infettive del Civile - e questo non riguarda solo i migranti, ma anche gli italiani che viaggiano. Ma come la piccola Sofia potrebbe aver preso la malaria? Le ipotesi sono tre:

  1. Attraverso l'utilizzo di siringhe e altri strumenti contaminati o attraverso trasfusioni di sangue infetto
  2. Attraverso la punture di zanzare vettori della malattia importate da Paesi dove la malattia è endemica
  3. Attraverso la puntura di zanzare autoctone che hanno precedentemente punto soggetti infettati

Ossitocina per drogarci e accettare immigrati

Da ricordare che anche sul giornale di Feltri era apparsa la ricerca portata a grande conoscenza anche in questo caso con dei titoli allarmanti e allarmistici da BelPietro sulla propria testata del caso dell'Ossitocina una sostanza che secondo BelPietro era ed è in fase di studio per essere iniettata agli europei e forse agli americani per far accettare l'immigrazione. E uno studio avanzato in questo senso era stato portato avanti da diverse università, una in particolare in Germania che aveva pagato diverse centinaia di persone per fare esperimenti con l'ossitocina.
Il titolo del giornale di BelPietro era "Vogliono drogarci con l'ossitocina per farci accogliere chi ci uccide".

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di Chiara Compagnucci pubblicato il