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Aumento PIL: quali novità attendersi dalla legge di stabilità?

Nel giorno dell’esultanza per il Pil che finalmente aumenta viaggiando a un ritmo più sostenuto del previsto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha svolto con saggezza il ruolo di calmiere

Aumento PIL: quali novità attendersi dal

Quali sono le prospettive per la manovra finanziaria alla luce dei dati sul Pil? Puoi scoprirlo leggendo l'articolo



L'aumento inaspettato del PIL offre al Governo la possibilità di fare ulteriori investimenti, ora bisogna capire dove indirizzare i soldi in più a disposizione. Vediamo i possibili interventi (aggiornamento 9:09)

Esecutivo euforico sugli ottimi risultati del PIL italiano, anche se gli osservatori fanno notare che l'Italia rimane in ogni sempre indietro rispetto alla media UE e che un solo primo dato non è indice di una ripresa decisa dell'economia. In ogni caso resta il fatto che a fine anno il PIL finale, stando ai numeri attuali, sarà sicuramente maggiore rispetto alle previsioni pertanto vi sono diversi miliardi di euro da poter investire in più. Vediamo le possibile scelte in base alle ultime dichiarazioni (aggiornamento 9:30)

Le buone notizie, o almeno le notizie che assumono un significato positivo alla luce della contingenza attuale, fanno sempre bene. A un Paese, l’Italia, che sembra essersi avvitato su sé stesso. Un Paese che fa fatica ad uscire dalle sacche di una crisi devastante che ha cambiato per sempre la vita di tutti i cittadini, ad ogni latitudine. Nel giorno dell’esultanza per il Pil che finalmente aumenta viaggiando a un ritmo più sostenuto del previsto, le stime parlano infatti di un + 1,3-1,4% rispetto all’1,1% previsto con conseguente impatto anche sul rapporto deficit/Pil, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha svolto con saggezza il ruolo di calmiere tenendo i piedi ben piantati per terra.

E dettando già quale sarà la linea da seguire in futuro. Quali le prospettive che si possono già intravedere nella prossima manovra finanziaria. Il Governo quindi, negli ultimi mesi di vita prima dell’inizio del periodo elettorale si concentrerà dunque sulla legge di bilancio che dovrà gioco forza rappresentare lo specchio di questa ventata di ottimismo. Dovrà rappresentare un nuovo passo importante per la crescita senza però abbandonare la via del risanamento dei conti che sta iniziando a dare i suoi primi frutti.

Certo la spinta che può arrivare dal Pil potrebbe consentire anche di alleggerire il peso per la manovra, che al momento parte da dodici miliardi di euro necessari a sterilizzare gli aumenti di Iva e accise e rispettare l’impegno concordato con Bruxelles di uno sforzo di riduzione del deficit strutturale dello 0,3%.

Pil prospettive in finanziaria

I dati positivi sul Pil dunque spostano l’attenzione su quelle che saranno le prospettive della prossima finanziaria. Che sarà anche una manovra particolare visto che anticiperà le elezioni politiche. La tentazione di cedere al rigore dei conti per spianare la strada a mance e mancette sarà certamente grande. Compito del Governo sarà quello di rendere innocue queste pulsioni e continuare nel cammino rigoroso del risanamento.

E della lotta per favorire l’occupazione giovanile. L’ipotesi più accreditata è quella di un intervento in due mosse: prima di tutto uno sconto del cinquanta per cento sui contributi per i primi due anni ai neoassunti. L’asticella dell’età va dagli under ventinove agli under trentacinque, anche se prende piede la proposta di mediazione avanzata dal viceministro Morando di fissarla a trentadue anni.

Pil aumenta altre prospettive

In seconda battuta questa riedizione della decontribuzione, stabile e non più transitoria, sarebbe accompagnata da un’altra misura strutturale, cioè il taglio di quattro punti dei contributi per il giovane lavoratore assunto con contratto stabile. Costo dell’intera operazione da un minimo di novecento milioni a un massimo di due miliardi, ma crescente nel tempo.

Con la legge di bilancio andranno poi reperite le risorse necessarie al rinnovo del contratto degli statali, che ha bisogno ancora di almeno 1,2 miliardi per garantire gli ottantacinque euro medi di aumento, oltre a circa tre miliardi per finanziare le cosiddette spese indifferibili. Andranno rifinanziati, come ha indicato lo stesso Padoan, anche gli incentivi agli investimenti privati.

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di Luigi Mannini pubblicato il