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Politici e imprenditori: a 60 anni farsi da parte per diventare consulenti. Favorevoli e contrari

Dal presidente di una azienda di produzione e distribuzione di format televisivi con passato politico-giornalistico, arriva la proposta di tagliare finalmente il cordone ombelicale con il potere dei 'grandi vecchi', nel nostro paese sempre o



Luca Josi, segretario dei giovani socialisti ai tempi d'oro, quando regnava incontrastata l'imponente e ingombrante figura di Bettino Craxi, si diletta ora alla presidenza dell'Einstein Multimedia Productions, una società italiana con sede in via dei Condotti a Roma, che si propone al mercato globale come "leader nella produzione e distribuzione di contenuti... ...da declinare su tutti i media di oggi e di domani", senza specificare in realtà di quali contenuti si parli, ma annoverando "oltre 300 tra i più importanti format di tutto il mondo". Spulciando nel sito ufficiale, si viene a scoprire che le mille e più ore di produzioni televisive annue annoverano numerosi programmi della televisione pubblica e privata nazionale, da "Passaparola" a "Sarabanda", da "Quiz show" a "Top of the Pops", solo per citarne alcuni, e tralasciando i rapporti professionali con i vari Enrico Papi, Gerry Scotti, Pippo Baudo.

Di certo un valido curriculum di presentazione per quanto concerne la "comunicazione di costume", come potrebbe definirsi; meno per l'impegno politico cui il suo presidente si dedicava, come la stessa scheda dell'azienda ricorda, parlando di Josi quale "giovane prodigio del giornalismo", prima di intraprendere la carriera manageriale. Un impegno politico tornato ora alla ribalta, grazie all'iniziativa presentata qualche giorno fa presso l'Auditorium Ara Pacis Augustae (sempre nella capitale), alla quale è stato dato il nome di "Patto Generazionale", nata con l'intento di permettere il ricambio delle classi dirigenti del Paese.

La questione parte dalla constatazione inerente la difficoltà di molti quarantenni italiani nel raggiungere posizioni di vertice in settori quali la politica, l'imprenditoria, la ricerca. La proposta di Josi prende spunto da qui, e viene riassunta da questo passaggio in forma interrogativa del "Patto": "Chi di noi, quindi, coerentemente a quando chiede ricambio e competitività, è disposto, oggi, a sottoscrivere un patto che lo impegni, raggiunta l'età dei 60 anni, a lasciare o non accettare un ruolo di leadership (cariche primarie della politica e dell'economia) continuando ad offrire il suo impegno nei ruoli di vice, di numero due, di saggio, di consulente o di qualsiasi altra posizione che consenta alla società di avvantaggiarsi e non disperdere la sua esperienza?"

Il nodo à infatti proprio questo, non tanto nel farsi da parte per coloro che hanno raggiunto un certo limite di età, quanto piuttosto il proseguire la propria attività da posizioni certo defilate, ma continuando a mettere al servizio delle nuove leve esperienza e suggerimenti. Un tema che, in un paese come il nostro, molto sembra avere a che fare con il concetto di utopia, piuttosto che con quello di una possibile realizzazione.

Andando oltre l'ambigua provenienza dell'imput iniziale, e con la soddisfatta sorpresa dello stesso promotore, all'incontro dell'Ara Pacis si sono fatti vedere rappresentanti autorevoli dell'industria e della politica, tra cui l'amministratore delegato Unicredit Alessandro Profumo e il segretario Ds Piero Fassino, nell'occasione protagonista di un piccato quanto emblematico battibecco con il "margheritino" Mario Adinolfi, vicedirettore di Nessuno Tv, reo di aver chiesto a Fassino di "fare la conta" alle prossime candidature tra lui e la moglie, proprio in virtù della proposta in discussione, così da lasciare il posto a qualche giovane.

Ma molte altre sono state le "autorità" accorse in sala, dal ministro Melandri a Marco Follini, da Gad Lerner alle giovani "donne d'assalto" del centrodestra, tra cui Giorgia Meloni e Chiara Moroni. Indistintamente, unanimi e concordi tutti nell'accettare la proposta-provocazione di Josi, almeno sulla carta.

Anche perché, essendo l'unico caso in Europa ad aver riproposto gli stessi candidati alla guida del governo a dieci anni di distanza, forse è giunto il momento di cambiare qualcosa davvero. Almeno si spera.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il