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Referendum autonomia Veneto: cosa succede se vince no. Cosa si chiede

La partita dell'autonomia in Veneto incontra adesso uno step decisivo. La strada è però in salita perché è necessario convincere almeno la metà degli elettori a votare.

Referendum autonomia Veneto: cosa succed

Referendum autonomia Veneto: cosa succede



Qual è la posta in gioco nel referendum autonomia Veneto in calendario nella sola giornata di domenica 22 ottobre? Quali sono le richieste? In estrema sintesi viene invocata una maggiore autonomia su quasi tutte le materie possibili e di mantenere nella Regione il 90% dei tributi erariali riscossi nel territorio veneto. Viene anche rivendicata una piena titolarità regionale nella definizione dei contratti di lavoro in alcuni importanti settori, come l'istruzione e la sanità. Due aspetti meritano però di essere segnalati. In prima battuta se non si presenterà alle urne almeno il 50% più uno dei aventi diritto al voto, il referendum non sarà valido, qualunque sia il risultato. La vittoria del sì non ha conseguenze nel breve periodo, ma autorizza la Regione ad avviare negoziazioni con lo Stato per invocare maggiore autonomia. Richieste che, sia chiaro, possono essere restituite al mittente. Ma attenzione, anche la Brexit è iniziata così.

Referendum autonomia Veneto: cosa si chiede

Ci sono due articoli della Costituzione da tenere ben presente quando si parla del referendum per l'autonomia in Veneto. Il 116 e il 117 prevedono la possibilità di attribuire alle Regioni a Statuto ordinario ulteriori forme e condizioni di particolare e maggiore autonomia su determinate materie, tra cui tutte quelle già a legislazione concorrente. L'iter per la loro eventuale attribuzione prevede una trattativa tra Regione ed esecutivo per l'individuazione delle materie e la definizione delle risorse necessarie a esercitarle, da tradursi poi in un accordo formale e successivamente in una legge definitiva approvata da entrambe le Camere a maggioranza assoluta.

Cosa succede se vince il sì

Se dovesse vincere il sì, ma solo ed esclusivamente nel caso di raggiuntamento del quorum, la Regione Veneto avvierà una trattativa con lo Stato per ottenere più competenze e risorse. Il tema chiave è il cosiddetto residuo fiscale cioè la differenza tra le tasse pagate allo Stato e quanto quest'ultimo restituisce sul territorio sotto forma di trasferimenti diretti o beni e servizi. Il residuo fiscale del Veneto ammonta a 15,5 miliardi di euro l'anno. Quando e se avvierà la trattativa con lo Stato per l'ottenimento di maggiori poteri, come previsto dall'articolo 116 della Costituzione, il governatore del Veneto punterà su protezione civile, formazione e lavoro e politica industriale (infrastrutture comprese). Dei 15,5 miliardi di residuo fiscale negativo, la Regione punta a trattenerne 8 a livello locale. Il concetto è chiaro: se il Veneto funzionerà meglio ne beneficerà tutta l’Italia.

Cosa succede se vince il no

Molto semplicemente, se a prevalere sarà il no non si creerebbero le condizioni per iniziare un'altra negoziazione con lo Stato. La Regione Lombardia ha avviato più volte la procedura di richiesta di maggiore autonomia, ma senza risultati. Di conseguenza la situazione rimarrà per ora immutata nei seguenti settori strategici:

  1. produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia
  2. grandi reti di trasporto e di navigazione
  3. ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi
  4. coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario
  5. valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali
  6. alimentazione
  7. ordinamento della comunicazione
  8. porti e aeroporti civili
  9. casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale
  10. protezione civile
  11. previdenza complementare e integrativa
  12. enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale
  13. tutela della salute
  14. professioni
  15. commercio con l'estero
  16. istruzione
  17. tutela e sicurezza del lavoro
  18. governo del territorio
  19. ordinamento sportivo
  20. rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni

In ogni caso, a differenza di quanto avvenuto in Catalogna, la Regione Veneto ha deciso di muoversi nel rispetto della Costituzione, che permette alle Regioni a statuto ordinario di chiedere un'autonomia diversifica rispetto alle altre, ma sempre nel contesto dell'unità nazionale.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il