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Referendum chi vince tra si e no aggiornamenti in tempo reale spoglio schede, risultati ufficiali, exit poll, proiezioni

Stando alle ultime rilevazioni c'è il rischio è che a rivelarsi decisivi siano i voti degli italiani all'estero.

Referendum chi vince tra si e no aggiorn


Aggiornamento sondaggi e rilevazioni, spoglio schede e risultati ufficiali: Alle ore 12 l'affluenza è stata del 20%, alle ore 19 del 57%. Alle 23 conosceremo l'ultimo dato e poi dopo circa mez'ora gli exit poll, rilevazioni e previsioni fino all'inizio dello spoglio delle schede ufficiali. Chi vincerà tra sì e no?

Aggiornamento sondaggi e rilevazioni, spoglio schede e risultati ufficiali: La giornata di votazioni prosegue, non senza polemiche, come quelle sulle matite cancellabili. Tra poche ore inizierà lo spoglio e sarà quindi possibile conoscere il vincitore già questa notte, compreso il voto dall'estero. 

Si vota domenica 4 dicembre dalle 7 alle 23 sul futuro della costituzione italiana. Sono chiamate alle urne tutti gli elettori, compresi quelli delle regioni a statuto speciali. Per essere valido il referendum costituzionale, rispetto a cui i sondaggi clandestini di queste ultimissime ore riferiscono di una differenza minima tra il sì e il no, con quest'ultimi in vantaggio, non è necessario che la partecipazione al voto superi il 50%. Lo scrutino inizierà subito dopo la chiusura delle operazioni di voto. Anche noi di businessonline.it seguiremo l'appuntamento per tutta la giornata, fornendo aggiornamenti sull'andamento dell'affluenza e naturalmente sullo spoglio. Sicuri punti di riferimento sono i vari repubblica.it, corriere.it, ilsole24ore.com e tg24.sky.it.

In qualche modo, tutti i partiti sono convinti di potercela fare e il rischio è che a rivelarsi decisivi siano i voti degli italiani all'estero, particolarmente numerosi alle urne, con tutto il carico di polemiche che inevitabilmente porterà con sé. Con il referendum costituzionale i cittadini italiani possono scegliere se cambiare la Costituzione italiana ovvero il più importante documento italiano, quello in cui sono scritti i diritti, i doveri e i valori delle persone, come per esempio il diritto al lavoro e il diritto alla scuola. Per votare è necessario essere maggiorenni e presentarsi al proprio seggio muniti di tessera elettorale e documento di identità.

In merito ai cambiamenti che questo referendum costituzionale introdurrà nel caso di vittoria del sì, la Camera dei deputati, 630 deputati eletti dai cittadini (come oggi), sarà l'unica a votare la fiducia al governo, l'unica Assemblea legislativa ordinaria e può respingere le richieste del Senato, a maggioranza assoluta su Stato-Regioni. Come hanno rivelato i sondaggi, clandestini adesso e con pubblicazione regolare prima, proprio il ruolo del Senato è uno dei punti che spinge gli elettori a scegliere sì o no. Nella nuova composizione, sarà formato da 100 senatori, 95 eletti dai Consigli regionali (21 sindaci più 74 consiglieri senatori) e 5 nominati dal Capo dello Stato per 7 anni. Non saranno dunque direttamente eleggibili dai cittadini. Mantenuta l'immunità dei senatori, che sarà uguale a quella dei deputati. La competenza legislativa sarà piena solo su riforme e leggi costituzionali

Tornano allo Stato alcune materie come energia, infrastrutture, protezione civile. Su richiesta del governo, la Camera può legiferare su materie regionali. In merito all'elezione del presidente della Repubblica, passerà da 730 grandi elettori (deputati e senatori), secondo il seguente quorum: due terzi dei grandi elettori fino al terzo scrutinio; tre quinti dalla quarta alla sesta votazione; tre quinti dei votanti dal settimo scrutinio. Ecco poi nuovi limiti ai decreti legge. I regolamenti parlamentari dovranno indicare un tempo certo per il voto dei ddl. Dei 15 giudici costituzionali, 3 saranno eletti dalla Camera e 2 dal Senato. Possibile il giudizio preventivo sulle leggi elettorali se richiesto da un quarto dei deputati, già in questa legislatura.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il