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Sondaggi referendum autonomia Lombardia e Veneto aggiornati oggi: previsioni, chi vince sì e no, quorum raggiunto giovedì 19 Ottob

La partita del referendum per l'autonomia nelle due regioni del nord si gioca tra i sostenitori del sì e quelli dell'astensione. A caccia del quorum.

Sondaggi referendum autonomia Lombardia

Sondaggi referendum autonomia Lombardia e Veneto



Sono due le premesse indispensabili prima di entrare nel cuore dei sondaggi più recenti sull'esito dei referendum autonomia Lombardia e Veneto. Il primo è relativo al raggiungimento di un quorum per rendere validi i risultati. Ebbene, nel caso della Lombardia non c'è alcuna soglia da raggiungere: prevarrà il risultato qualunque sia il numero dei residenti che si recherà alle urne. Ben diverso è il caso del Veneto, dove è stato fissato il quorum del 50% più uno affinché il sì impegni la Regione a intavolare le trattative con il governo sull'autonomia. In caso di prevalenza del no, non cambia nulla. La seconda premessa, al di là della questione del quorum, è il valore politico dell'affluenza, soprattutto nel caso della Lombardia. Se la percentuale sarà troppo bassa, saremo di fronte alla delegittimazione dell'azione della Regione.

Sondaggi referendum autonomia Lombardia e Veneto: vince il sì o il no?

La vera partita si gioca dunque sull'affluenza perché è verosimile credere che chi si recherà alle urne lo farà per votare sì. Solo una percentuale residuale barrerà la casella del no (in maniera digitale in Lombardia, considerando che si vota nei seggi con il tablet) mentre la maggior parte se ne infischierà scegliendo la strada dell'astensione. Ebbene, i sostenitori del sì stanno adesso ridimensionando le attese perché la quota del 50%, sondaggi alla mano, sembra un miraggio. Viene adesso considerato un successo una partecipazione al 30%. Non è proprio un caso che a ribadire la sua posizione favorevole ci ha pensato nelle ultime ore Silvio Berlusconi, sempre in grado di orientare il voto. Se il Partito democratico mantiene una posizione ambigua, senza dire apertamente se barrare la casella del sì, del no o dell'astensione, ma preferendo pronunciarsi solo dopo i risultati, i promotori della Lega e il Movimento 5 Stelle sono apertamente per il sì.

Anche in questo caso, vale la pena evidenziare come la Lega sia facendo dei referendum autonomia Lombardia e Veneto una battaglia politica mentre il Movimento 5 Stelle appare più defilato e non spinge con il piede sull'acceleratore. Il punto è che quel sondaggio Swg pubblicato dal Corriere della Sera fa male ai sostenitore del referendum e del sì che hanno subito un duro colpo. Se il 51% dei lombardi e il 56% dei veneti ritengono corretto il ricorso allo strumento del referendum, così come disciplinato dalla Costituzione italiana, dall'altra meno della meta (il 41% dei lombardi e il 45% dei veneti) la ritiene effettivamente utili. E che dire che il 56% degli intervistati del nord ovest e il 52% del nord est ritiene questo referendum uno spreco di denaro pubblico? Sono percentuali che rischiano di riversarsi in termini estremamente negativi in termini di partecipazione al voto.

La battaglia è tra il sì e l'astensione

Insomma, il referendum si è incanalato su un versante molto stretto, rispetto al quale le possibilità di allargamento del consenso sembrano basse. Il sì o comunque la partecipazione dovrebbe sfondare nell'area di centrosinistra, ma per un combinato di ragione il riscontro è piuttosto tiepido. Le Regioni Veneto e Lombardia puntano a una maggiore indipendenza nei settori indicati dalla Costituzione ovvero alimentazione, casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale, commercio con l'estero, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale, governo del territorio, grandi reti di trasporto e di navigazione, istruzione, ordinamento della comunicazione, ordinamento sportivo, porti e aeroporti civili, previdenza complementare e integrativa, produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia, professioni, protezione civile, rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni, ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi, tutela della salute, tutela e sicurezza del lavoro, valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il