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Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca Bail IN e rischio fallimento senza aiuti di Stato per correntisti e obbligazionisti

Sono ore delicate per il futuro di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e dei loro azionisti e correntisti.

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca

Banche in crisi, più sicure e fallimento



AGGIORNAMENTO: Continua l'incertezza intorno a Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. I due istituti di credito, molto probabilmente, rinvieranno i termini per poter aderire all’Offerta pubblica transattiva, la cui scadenza potrebbe slittare da mercoledì ventidue a sabato venticinque marzo. O addirittura a lunedì ventisette marzo giorno che precede il nuovo consiglio di amministrazione, convocato per stimare gli accantonamenti necessari per coprire il rischio rappresentato dalle richieste di risarcimento non ritirate.

La situazione è tutt'altro che tranquilla oggi martedì 21 marzo e tra le ultime notizie emerge come la situazione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca è sempre tenuta sotto controllo tra rischio fallimento e Bail In per correnti e obbligazionisti. Solo pochi giorni fa Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno chiesto aiuto allo Stato. E spetta adesso alla Commissione europea e alla Banca centrale europea autorizzare l'impiego dei fondi. Il tutto mentre occorre fare i conti con le obbligazioni in difficoltà sui listini, l'abbassamento del rating dell'agenzia Fitch del lungo termine da B- a CCC e a breve termine da B a C.

E quella di domani è una giornata decisiva perché scadono i termini per la Banca Popolare di Vicenza per aderire all'Offerta di transazione. Succede allora che in vista dell'aumentato flusso di azionisti alle filiali per sottoscrivere l'accordo di transazione, le filiali sono aperte con orari straordinari per svolgere esclusivamente attività legate all'Offerta di transazione. Tante per essere chiari, oggi martedì 21 e domani mercoledì 22 marzo, porte aperte fino alle 18.45. E si tratta di un appuntamento delicato perché un fallimento lascerebbe incerte il rischio legale e potrebbe gonfiare l'importo di capitale chiesto per soddisfare i requisiti europei.

Numeri alla mano, i soci che hanno firmato l'adesione sono 52.865,49,6% delle azioni e in totale sono state registrate 65.505 manifestazioni di interesse, 68,8%. I dirigenti che seguono l'operazione mettono in conto un risultato vicino al 70% ovvero al di sotto della soglia dell'80% per ritenere valida l'offerta ed erogare i 9 euro ad azione pattuiti. E dunque, che fine faranno le adesioni se non si arriva all'80%?

La richiesta di aiuto di Stato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca

In riferimento al nuovo piano industriale 2017-2021 attualmente in corso di finalizzazione e già sottoposto alle Autorità di Vigilanza, nel quale è previsto un progetto di fusione con il gruppo Veneto Banca unitamente a un intervento di rafforzamento patrimoniale da realizzarsi nel 2017, la Banca Popolare di Vicenza, nell'ambito delle modalità di reperimento dei capitali necessari a implementare la citata ricapitalizzazione, ha comunicato a Ministero dell'Economia, Banca d'Italia e Banca centrale europea l'intenzione di accedere al sostegno finanziario straordinario e temporaneo da parte dello Stato italiano (ricapitalizzazione precauzionale).

In questo contesto di banche a rischio, la riorganizzazione di Jean Pierre Mustier in Unicredit va avanti e, dal primo marzo ha varato un assetto territoriale in Italia che assomiglia a quello in vigore sei anni fa. Restano i sette regionali, cioè i responsabili delle aree in cui è ripartita l’Italia: Stefano Gallo (NordOvest), Giovanni Solaroli (Lombardia), SebastianoMusso (Nord Est), AndreaBurchi (Centro Nord), Giovanni Forestiero (Centro), Elena Goitini (Sud) e Salvatore Malandrino (Sicilia). Rispetto al passato sotto i capi delle regioni vengono istituiti i responsabili dei segmenti retail e corporate in una logica di specializzazione.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il