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Banche a rischio fallimento, bail in cosa succede, situazione a metà Aprile 2017 e Maggio Banca Popolare Vicenza e Vento Banca

A proposito di banche a rischio e a rischio fallimento, bail in e salvataggi con soldi pubblici, sono arrivati quasi a 90 milioni i rimborsi forfettari.

Banche a rischio fallimento, bail in cos

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Continua a essere delicata la situazione delle banche italiane. A preoccupare anche in questa metà del mese di aprile e in attesa di capire cosa succederà a maggio 2017, i riflettori sono puntati su Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Chiusa la partita del salvataggio, l'obiettivo è adesso quello di rimetterle in carreggiata. Si tratta di una operazione tutt'altro che scontata e immediata.

Negli ultimi 12 mesi le sofferenze delle banche italiane sono arrivate a quota 203 miliardi e i prestiti alle aziende sono crollati di 12 miliardi. Lo dicono i dati del rapporto del Centro Studi Unimpresa: da febbraio 2016 a febbraio 2017 i crediti deteriorati sono saliti di 7 miliardi in aumento di oltre il 6%, mentre i finanziamenti alle imprese sono diminuiti da 791 miliardi a 779 miliardi (-1,52%). In aumento, invece, gli impieghi alle famiglie, spinti dal credito al consumo e dai mutui, saliti di oltre 8 miliardi (+1,35%). In calo le sofferenze nette scese a 77 miliardi in diminuzione di 5,5 miliardi (-6,74%).

Intanto al via le domande per i rimborsi

E a proposito di banche a rischio fallimento, bail in e salvataggi con soldi pubblici, sono arrivati quasi a 90 milioni i rimborsi forfettari, pari all'80% del capitale investito dai risparmiatori, che il Fondo di solidarietà ha finora liquidato agli obbligazionisti di BancaEtruria, BancaMarche, Carife e Carichieti, azzerate con la risoluzione di dicembre 2015. È stata presa in esame, fino a oggi, la metà delle 15.000 pratiche presentate. I risparmiatori delle 4 banche avranno tempo ancora fino alla fine di maggio per presentare l'istanza al Fondo, ferma restando la possibilità di tentare invece di recuperare l'intero investimento attraverso l'arbitrato, per il quale ancora non sono stati emanati i decreti attuativi.

Il Fondo di solidarietà alla prima scadenza del 3 gennaio aveva aperto oltre 15.000 pratiche e al 12 aprile, come si legge sul sito del Fitd, aveva già liquidato 86,08 milioni, per 6.965 pratiche. Oltre due terzi degli indennizzi assegnati riguardano richieste di rimborso per investimenti sotto i 10.000 euro. Solo una pratica ha finora riguardato un importo sopra i 500.000 euro. Il Fitd ha anche aggiornato il regolamento per presentare la domanda dopo che con il decreto salva-risparmio si è consentito l'accesso anche a chi aveva ricevuto le obbligazioni subordinate inter vivos ovvero coniuge, convivente more uxorio e parenti entro il secondo grado e si è escluso il corrispettivo pagato per i bond dal calcolo del patrimonio mobiliare, che ha il tetto a 100.000 euro.

In particolare il Fondo precisa che anche chi si fosse visto rigettare la domanda (174 le pratiche non accettate finora) ma oggi rientra nei nuovi parametri potrà inviare una nuova istanza nella quale va indicato anche il codice della vecchia pratica. Chi sia in possesso di bond subordinati ricevuti direttamente dall'investitore dovrà invece presentare la documentazione che attesti il passaggio inter vivos. Potrà rifare domanda anche chi l'avesse presentata in ritardo rispetto alla prima scadenza del 3 gennaio.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il