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Banche a rischio, troppi Npl crediti deteriorati. Necessari aumenti di capitali e fusioni per Fitch

Il nuovo allarme arriva adesso dall'agenzia di valutazione Fitch: è soprattutto il sistema bancario italiano che deve temere l'eccessiva presenza di sofferenze creditizie.

Banche a rischio, troppi Npl crediti det

Banche a rischio per Npl



Se in passato il sistema bancario italiano veniva considerato sicuro, alla luce degli ultimi avvenimenti queste certezze non sono più così granitiche. Questa volta è l'agenzia Ficht a lanciare un serio allarme per le sofferenze creditizie di molti istituti che potrebbero acuire una crisi che potrebbe avere serie ripercussioni sullo sviluppo dell'Italia.

Non sono mai uscite di scena perché gli Npl, i cosiddetti crediti deteriorati che gli istituti di credito nazionali si trovano in pancia, continuano a rappresentare un problema. Ma sulla loro valutazioni le opinioni sono discordanti. In comune c'è il trend in discesa: la loro incidenza, seppur non trascurabile, è inferiore rispetto a quella di pochi anni fa. Su quanto impattino le analisi non sono concordi. A far suonare un campanello di allarme è adesso la società di valutazione Fitch, secondo cui le banche italiani non solo non devono abbassare la guardia. Ma rischiano di trovarsi davanti a pericolosi bivi ovvero valutare la fusione con altri istituti oppure andare alla ricerca di nuovi capitali. E c'è soprattutto un passaggio che merita di essere evidenziato. Quando Fitch mette in guarda il sistema europeo, evidenzia la situazione italiana, quella che più cdi altre si rivela preoccupante.

Ma non tutti vedono rischi per Npl

Ci sono due casi presi in considerazione dell'azienda di valutazione:

  1. Monte dei paschi di Siena in Italia
  2. Banco Popular in Spagna

A suo dire dovrebbero essere da monito per avviare un percorso di ricostruzione e di ripensamento delle disposizione bancarie. Ma evidentemente non tutti la pensano allo stesso modo e la valutazione che viene dello stato di salute del sistema italiano degli istituti di credito non è ovunque lo stesso. C'è infatti chi ritiene che le banche nazionali stiano adesso cominciano a respirare. Fino a qualche mese fa era addirittura inimmaginabile, ha detto il presidente dell'Abi Antonio Patuelli, eppure gli istituti di credito sono riusciti a dare una bella ripulita ai propri bilanci e a ripulirli da una buona parte della zavorra dei crediti deteriorati.

A dar misura del progresso compiuto fin qui è il numero uno dell'associazione bancaria secondo il quale negli ultimi sette mesi gli Npl (Non performing loans) sono diminuiti del 25 per cento. Dato questo corroborato anche dai numeri usciti dal rapporto mensile dell'Associazione bancaria italiana. A luglio infatti le sofferenze nette (quelle al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalla banche con proprie risorse) sono scese a 65,8 miliardi di euro, toccando il valore più basso da marzo 2013. L'Abi ricorda che le sofferenze sono calate sia rispetto ai 71,2 miliardi di euro di giugno sia agli 86,8 miliardi di euro di dicembre; e rispetto al picco di sofferenze di novembre 2015 (88,8 miliardi di euro) si è avuta una riduzione è di 23 miliardi di euro. A chiudere il cerchio si ricorda il report di Moody's sull'esistenza di 549 miliardi di titoli tossici nel corpo di cinque note banche europee ovvero

  1. Ubs (Svizzera)
  2. Deutsche Bank (Germania)
  3. Barclays (Regno Unito)
  4. Royal Bank of Scotland (Regno Unito)
  5. Credit Suisse (Svizzera)

La risposta dell'esecutivo

Da parte sua, il Tesoro sta valutando la possibilità di creare nuove obbligazioni bancarie che vengano colpite in caso di bail in prima dei bond senior. Il tutto con la supervisione dell'Unione europea. Allo studio c'è il patto marciano ovvero qualsiasi contratto con cui creditore e debitore si accordano nel senso che, in caso di inadempimento del debitore, il creditore acquista la proprietà del bene del debitore e da quest'ultimo offerto precedentemente in garanzia. Con l'obbligo però del creditore di versare al debitore la differenza tra l'importo del proprio credito e il valore del bene oggetto di garanzia. Il patto marciano si differenzia dal patto commissorio (nullo) proprio per quest'ultimo aspetto.

A ogni modo, arrivano notizie favorevoli di una certa rinata dinamicità del sistema arrivano anche dal fronte dei finanziamenti: ad agosto per l'ottavo mese consecutivo, è stato registrato un aumento oltre l'1 per cento dei prestiti a famiglie e imprese. E di questi il settore che presenta la maggiore dinamicità è quello dei mutui. Per il responsabile del Tesoro, l'Italia ha invertito la rotta e l'obiettivo è adesso quello di ridurre lo stock in modo tangibile. Ma in Senato slitta il voto sulle banche.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il