BusinessOnline - Il portale per i decision maker

Banche, super procura sì per Patuelli e ulteriori iniziative

Patualli pronto a creare con il Csm delle sezioni per tutelare i risparmiatori mentre nel frattempo gli stessi risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti hanno chiesto attraverso l'Anac un risarcimento complessivo pari a 79,4 milioni di euro.

Banche, super procura sì per Patuelli e

Banche, Anac: 80 milioni richiesti dai risparmiatori



Oltre 80 milioni di euro richiesti per le banche in fallimento o in crisi e poi salvate dai risparmiatori solo ad un Ente e molti altri mlioni di risarcimenti stanno arrivado per altre vie.

Tribunali e super procure per diritti consumatori banche e risparmiatori

Nel frattempo, per cercare di rportare legalità e trasparenza, si è detto pronto a promuovere l'iniziative di tribunali che si occupino solod ei diritti dei consumatori delle banche, Patuelli, il Presidente dell'Abi, accogliendo l'idea di Legnini, vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e auspicando anch testi e regole uniche a livello europeo per salvaguardare ancora meglio i risparmiatori

Richieste di risarcimenti ed è solo una parte

C'è innanzitutto una cifra, 80 milioni di euro. Anzi, 79,4 milioni di euro per la precisione, è il totale delle somme per le quali è stato chiesto il ristoro. Poi, senza una grande sorpresa, si scopre che il maggiore numero di risparmiatori che ha presentato le istanze pervenute al Collegio arbitrale dell'Anac arriva da Banca Etruria. Alle sue spalle, uno dopo l'altro, ci sono CariFerrara, Banca Marche e CariChieti ovvero tutti istituti di credito alle prese con seri problemi di gestione che hanno visto i possessori di strumenti finanziari subordinati bussare alle loro porte. Per essere ancora più precisi, l'importo minimo del ristorno è stato pari a 516 euro, quello massimo di 1.960.409,61 euro. A chiudere il cerchio ci sono le richieste di ristoro anche da 6 titolari di obbligazioni e da due ritenute inclassificabili perché illeggibili da parte dell'Autorità.

Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti: richieste di arbitrato per 1.695

Sono allora 1.695 le richieste di arbitrato avanzate dai possessori di bond subordinati emessi da Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. I risparmiatori hanno chiesto un risarcimento complessivo pari a 79,4 milioni di euro. Entrando allora nel dettaglio della distribuzione in base all'istituto bancario del numero dei procedimenti pervenuti e dei relativi importi richiesti, scopriamo che

  1. Banca delle Marche: 350 procedimenti pervenuti; 35.479.961 euro richiesti
  2. Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio: 840 procedimenti pervenuti; 29.874.196 euro richiesti
  3. Cassa di Risparmio di Ferrara: 382 procedimenti pervenuti; 7.109.132 euro richiesti
  4. Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti: 115 procedimenti pervenuti; 5.998.873 euro richiesti
  5. Veneto Banca: 2 procedimenti pervenuti; 634.429 euro richiesti
  6. Banca Popolare di Vicenza: 4 procedimenti pervenuti; 318.850 euro richiesti

Cosa succede adesso

Ci sono alcuni passaggi procedurali ben precisi che i risparmiatori coinvolti devono tenere bene a mente. Considerando l'elevato numero di richieste finite sul tavolo, probabilmente in misura ben maggiore rispetto a quelle inizialmente immaginate, nella riunione preliminare il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone è stato costretto a costituire un secondo Collegio presieduto da Ferruccio Auletta, ordinario di Diritto processuale civile, e composto da Giuseppe Salmè, già presidente di sezione della Corte di Cassazione, e da Salvatore Messineo, già vice Avvocato generale dello Stato. A presiedere il Collegio arbitrale principale è lo stesso Cantone, affiancato da Raffaele Squitieri, presidente emerito della Corte dei conti, e da Marco Sepe, ordinario di Diritto dell'economia. La Camera arbitrale ha poi fissato i criteri di assegnazione degli affari ai due Collegi, che inizieranno a esaminare la documentazione martedì 19 dicembre 2017.

Ai fini dell’accertamento delle violazioni degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento degli strumenti finanziari subordinati nonché per la determinazione arbitrale della prestazione, sono considerarsi elementi di valutazione rilevanti anche l'attribuzione, non giustificata da criteri oggettivi, da parte della banca agli strumenti finanziari di sua emissione di una classe di rischiosità o complessità inferiore rispetto a quella attribuita a un analogo prodotto emesso da un soggetto terzo; l'adozione di procedure per la profilatura dei clienti strutturate in modo da orientare la classificazione verso i profili più elevati.

Ti è piaciuto questo articolo?










Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il