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Conti correnti, modifiche duplici. Non più risparmi garantiti e blocco denaro permesso

Potrebbero presto venire a cadere le regole prevedono che dalla procedura di salvataggio siano esclusi i correntisti fino a 100.000 euro ovvero quelli protetti dal Fondo di garanzia dei depositi.

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Conti correnti: Bce potrà congelare risparmi



Due duplici modifiche sono omriai in arrivo diversi anni di lavoro da parte dei vari organisimi Ue e bancari sempre europei che unificano le regole bancarie a sfavore, però, degli italiani che erano tra i più protetti, se non i più protetti in tutta l'Ue

C'era una volta la soglia dei 100.000 euro di risparmi nel conto corrente come soglia entro la quale rimanere per non vedersi chiamati a ripianare le perdite della propria banca del caso di attivazione della procedura di bail in. Questo limite che segnava la differenza formale tra chi possiede di più e chi di meno potrebbe presto venire meno. Significa che chiunque potrebbe fattivamente contribuire ad aiutare l'istituto di credito. Ma sapendolo, in quanti raccoglierebbero tutti i risparmi e cambierebbero banca nel più breve tempo possibile? Probabilmente tutti, o quasi. Ed ecco allora che a corollario di questa misura viene immaginato lo stop, o comunque la limitazioni, ai prelievi per cinque giorni lavorativi. Giusto il tempo di mettere a posto i conti della banca in crisi e a rischio fallimento. Uno scenario non proprio rassicurante che, stando quanto riferisce il quotidiano La Verità, è adesso sotto esame della Banca centrale europea su spinta della Germania.

Conti correnti senza fascia di sicurezza

Ci sarebbe allora poco da sorridere per i risparmiatori italiani se la Bank recovery and resolution directive (Brrd) dove ottenere il via libera della Bce. In qualche modo si tratta di scavalcare le regole sul bail in che fissano un preciso ordine gerarchico di interventi interni per salvare la banca in crisi, ma soprattutto tira una riga ben precisa. Da una parte rientrano quei soggetti interessati, dall'altra chi non può essere tirato in ballo. Questa riga rischia allora di essere cancellata. Le norme in vigore prevedono che siano esclusi i correntisti fino a 100.000 euro ovvero quelli protetti dal Fondo di garanzia dei depositi. Sono tra l'altro tutelati anche i conti deposito, i libretti di deposito e i certificati in deposito.

Rischio prelievi di massa

Stando a quanto riporta il quotidiano, c'è un fronte tedesco molto convinto che spinge in questa direzione e dicendosi stupita delle reazioni negative, se non spaventate, dinanzi a questo scenario. Naturalmente non è solo l'Italia a essere coinvolta, ma per via dei recenti accadimenti sono proprio i nostri risparmiatori sul chi va là. Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, è possibile che al momento in cui il fallimento dell'istituto risulti imminente, un cospicuo numero di correntisti decidano di prelevare i propri fondi immediatamente, per evitare l'incorrere in possibili interruzioni nel servizio bancario o semplicemente perché hanno perso fiducia nel meccanismo di garanzia dei depositi. In ogni caso, il meccanismo del bail in si applicherebbe secondo un ordine ben preciso ovvero a

  1. azioni e altri strumenti finanziari assimilati al capitale, come le azioni di risparmio e le obbligazioni convertibili;
  2. titoli subordinati senza garanzia;
  3. crediti non garantiti, come le obbligazioni bancarie non garantite;
  4. depositi superiori a 100.000 euro di persone fisiche e pmi, solo per la parte superiore a questa soglia.
  5. In parallelo sono esclusi
  6. le obbligazioni bancarie garantite;
  7. i titoli depositati in un conto titoli;
  8. le disponibilità dei clienti custodite presso la banca, come il contenuto delle cassette di sicurezza;
  9. i debiti della banca verso dipendenti, fornitori, fisco ed enti previdenziali ovvero quanto riguarda retribuzioni, prestazioni pensionistiche e servizi essenziali per il funzionamento della banca.

Possono comunque essere escluse dal bail in anche categorie ulteriori di strumenti secondo una valutazione che verrà fatta di volta in volta dalla nuova Autorità di risoluzione europea o dall'Autorità di risoluzione nazionale.

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di Luigi Mannini pubblicato il