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Popolare di Bari: rischio fallimento, Bail IN o solo multa. Tutte le banche in crisi, non sicure

Riflettori puntati sulla Banca Popolare di Bari, sui rischi per gli azionisti e sulle similitudine con la vicenda delle banche venete.

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Popolare di Bari: rischio fallimento



Cosa può succedere alla Banca Popolare di Bari? Quali rischi per i correntisti, chi ha un conto, delle azioni o obbligazioni? E quali rischi, cosa può succedere per chi ha azioni o obbligazioni della Banca? Si rischia il fallimento? Già, perché l'acquisizione di Banca Tercas da parte della Banca Popolare di Bari sarebbe stata un'operazione rischiosa e secondo la Procura si tratta di una vicenda da approfondire. Si concentra prevalentemente su questa acquisizione l'indagine avviata dalla Procura di Bari e dalla Guardia di Finanza sui vertici dell'istituto di credito. Gli accertamenti riguardano soprattutto la gestione dei bilanci. Le ipotesi sono associazione a delinquere, ostacolo alla vigilanza, falso in prospetto e maltrattamenti. Banca Popolare di Bari è ancora una cooperativa avendo beneficiato insieme a PopSondrio dello stop alla conversione in spa.

Succede così che i rappresentanti del Comitato per la tutela degli azionisti della Popolare di Bari, sono pronti a chiedere il risarcimento dei danni subiti. Si apre la possibilità di costituirsi come parte offesa nel procedimento. Arrivati a questo punto, il rischio che si corre è di una perdita del valore delle azioni. Occorre comunque andarci cauti e non far passare una facile quanto immediata similitudine con le banche venete o comunque con quelle a rischio fallimento e ritenute poco sicure. Anche se il rapporto tra i crediti deteriorati netti e il patrimonio netto della Banca Popolare di Bari mostra un valore elevato, non è infatti paragonabile con quello delle banche venete. Questo almeno è quanto rivelano i numeri perché poi in comune ci sono l'acquisizione di altre banche, gli aumenti di capitale e i prestiti obbligazionari collocati presso la clientela, la svalutazione del 20% delle azioni, i ritardi nella trasformazione in spa.

I fatti contestati a Banca Popolare di Bari

Il via alle indagine è scattato con la denuncia per mobbing di un funzionario licenziato. Gli inquirenti stanno svolgendo accertamenti sull'acquisizione di Tercas, la ex Cassa di Teramo, considerata appunto un'operazione rischiosa per la situazione finanziaria in cui BpB si trovava. L'ipotesi è che Banca Popolare di Bari abbia comunicato alla Consob bilanci non del tutto veritieri, in particolare, con riferimento ai crediti. L'istituto è già coinvolto in una inchiesta sui criteri e i metodi di gestione degli ordini di vendita delle azioni da parte di soci importanti prima del loro deprezzamento. Stando alle ipotesi, i dirigenti della banca avrebbero prima venduto azioni dell'istituto a vari sottoscrittori, tra cui molti correntisti. Quindi avrebbero autonomamente abbassato il valore delle azioni prima della quotazione in borsa, senza comunicarlo secondo le procedure previste dalla legge. Il valore delle singole azioni sarebbe sceso del 20%, procurando così danni economici per molti dei titolari, in difficoltà con la rivendita delle partecipazioni. In sintesi:

  1. l'aver presentato bilanci migliori della realtà agli azionisti e alla Banca d'Italia avrebbe permesso alla Popolare di Bari di acquisire Tercas e Caripe tra il 2015 e il 2016;
  2. una parte dei titoli emessi da Popolare di Bari sarebbero stati sottoscritti da imprenditori e altri soci grazie al finanziamento diretto o indiretto della banca stessa;
  3. si sospetta che i soci che sono riusciti a vendere le azioni a prezzo pieno prima della svalutazione del 20% abbiano avuto prestiti dalla banca per acquistare quelle azioni.

Banca Popolare di Bari si difende

Da parte sua, l'istituto di credito del capoluogo pugliese nega gli addebiti, attribuendoli a "dichiarazioni rancorose di un dipendente licenziato per giusta causa", ritenute "inaccettabili propalazioni". Numeri alla mano, sono 70.000 i soci di Banca Popolare di Bari: l'istituto è il principale del Sud Italia, fortemente radicato in Puglia. Sono 385 gli sportelli: la Popolare controlla anche Banca Tercas e Cassa di risparmio di Orvieto. Gli impieghi alla clientela, a fronte di una raccolta diretta di oltre 10 miliardi, ammontano a 9,3 miliardi. Il prezzo delle azioni all'avvio degli scambi sul circuito Hi-Mtf, nel mese di luglio, è stato invece pari a 7,5 euro.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il