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Ubi, entro l'anno Governance verso la svolta

Attesa entro l'anno la una svolta che riguarda il modello di Governance di banca Ubi. Al centro la possibilità di passare da un modello duale a quello che prevede un solo consiglio di amministrazione

Ubi, entro l'anno Governance verso l

Dal modello duale a quello monistico. Questa è la svolta prevista per la Governance di un importante istituto di credito italiano



A quanto pare la crisi di Ubi sembra essere arrivato al bivio decisivo. Le indiscrezioni che circolano in queste ore sul fatto che entro l’anno la Governance dell’importante istituto bancario è finalmente sul punto di una svolta si moltiplicano e si arricchiscono di nuovi particolari che conferiscono ancora più interesse a una vicenda che si trascina da qualche tempo. Indiscrezioni che sembrano confermate da fonti autorevoli secondo le quali sarebbe davvero imminente, entro l’anno appunto, la svolta tanto attesa per quel che riguarda la Governance della banca.

Ubi Governance verso la svolta

A far breccia nella cortina di riservatezza che solitamente circonda tutto quello che accade nel mondo della finanza e dell’economia è stato Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza Ubi che ha avuto modo di dichiarare che i lavori della commissione governance è ormai ai titoli di coda e presto, appunto entro la fine di quest’anno, riuscirà anche a esprimere un verdetto concreto, approvando il documento delle linee guida al centro degli ultimi incontri. Secondo questo documento lo statuto non può essere modificato perché comporterebbe la necessità di affrontare un iter troppo lungo e complesso. Passare quindi dal sistema duale a quello, ovvero dai due consigli, uno di gestione e l’altro di sorveglianza ad un solo consiglio di amministrazione appare quanto mai improbabile in questa fase e ascoltandole indiscrezioni. Eppure proprio questo sarebbe l’obiettivo della banca bergamasca che avrebbe intenzione di modificare proprio il modello di governance passando dall'attuale sistema duale ad uno monistico. Una trasformazione che, almeno questo l’auspico, non dovrà mettere a repentaglio la sicurezza e la solidità dell’istituto di credito.

L’iter è molto complesso come ha spiegato lo stesso Moltrasio visto che il Cds deve approvare le linee guida con indicazioni molto dettagliate che poi andranno in Cdg perché secondo il modello dualistico è questo l’organo preposto a stilare un nuovo statuto. Che poi dovrà tornare in Cds. Una volta approvato andrà alle autorità che faranno le loro osservazioni entro novanta giorni. Poi ritornerà in banca e se tutto andrà bene il processo sarà finito altrimenti faremo le modifiche richieste. Intanto, per quel che riguarda le vicende finanziarie il giudice per le indagini preliminari di Bergamo ha escluso tutte le parti civili, tranne la Consob. Vengono così soddisfatte le richieste dei legali degli accusati, mentre restano esclusi dalla costituzione di parte civile associazioni di consumatori e di ex soci, compreso Giorgio Jannnone, ex parlamentare che con le sue denunce aveva dato via all'inchiesta. E c’è chi parla della longa manus dei grandi vecchi della finanza italiana come Giovanni Bazoli che avrebbe orientato questa decisione intervenendo, come un deus ex machina, in vicende che pubblicamente continua ad evitare. Si spiegherebbe così anche la mancata richiesta da parte di Banca d’Italia di costituirsi parte civile nel processo.

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di Luigi Mannini pubblicato il