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Unicredit cosa sta succedendo e decisioni, azioni salvataggio. Rischio Bail In, fallimento con Banca Veneta e Banca Vicenza

Unicredit è a un passo dalla manovra da 13 miliardi di euro. Oggi è la giornata decisiva per prezzo e condizioni.

Unicredit cosa sta succedendo e decision

Maxi manovra in arrivo per Unicredit



AGGIORNAMENTO: Unicredit è ormai a un passo dalla manovra da tredici miliardi di euro. Jean Pierre Mustier si avvia a concludere il roadshow sull'aumento di capitale, stimato con un sconto tra il 30 e il 40% sul Terp, il prezzo teorico per azione, che dovrebbe partire lunedì per chiudere dopo tre settimane.

Sono giorni decisivi per alcune tra le più importanti italiani, nel contesto di un'opinione pubblica sempre più attenta sugli istituti di credito a rischio fallimento e sicuri e sempre più avvezzi con termini tecnici come bail-in. Dalle parti di Unicredit, oggi è previsto il contratto definitivo con il consorzio delle banche d'affari per la sua ricapitalizzazione che avrà ripercussioni per i suoi azionisti. Solo domani la Fondazione Cariverona riunisce il consiglio per decidere sulla partecipazione all'aumento di capitale da 13 miliardi di euro. Dalle parti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca si va invece verso un aumento da 3 miliardi.

Maxi manovra per Unicredit e le prossime scadenze

Unicredit è allora a un passo dalla manovra da 13 miliardi di euro. Per completare l'iter mancano prezzo e condizioni che saranno definite nel board di oggi. Mentre Jean Pierre Mustier si avvia a concludere il roadshow sull'aumento di capitale, stimato con un sconto tra il 30 e il 40% sul Terp, il prezzo teorico per azione, che dovrebbe partire lunedì per chiudere dopo tre settimane. Al fotofinish arriverà anche la decisione dei soci. Almeno, farà così Cariverona, a lungo primo azionista italiano che giovedì prenderà deciderà sulle modalità di adesione. Mustier vuole completare la ricapitalizzazione entro febbraio e, nonostante il titolo sia in burrasca in Borsa, resta fiducioso sul buon esito. Concetto ribadito anche ieri a una platea di investitori a Milano.

Un'occasione in cui Mustier, a quanto riferito dall'agenzia Reuters, ha indicato che la Banca centrale europea è contenta del piano di Unicredit e che non ci sono state nuove richieste. Anche sull'andamento del titolo, che in tre mesi ha guadagnato il 16%, non ci sono timori: arriva da un buon momento e la finestra temporale delle prossime tre settimane non dovrebbe riservare sorprese. Sulle Piazze azionarie pesa l'incognita Trump, ma il clima tra le banche d'affari resta positivo con l'attesa che soci istituzionali e fondi facciano la propria parte. La maxi-svalutazione con un rosso 2016 vicino ai 12 miliardi di euro, in qualche modo era attesa. Anche tra gli analisti i giudizi non cambiano.

E le ex Popolari venete

Si è riunito il consiglio di amministrazione di Veneto Banca per esaminare lo stato delle procedure per l'aggregazione con Banca Popolare di Vicenza e l'andamento dell'Opt, Offerta pubblica di transazione, lanciata per raggiungere accordi di conciliazione con i soci, proponendo un ristoro del 15% della perdita teorica sofferta ovvero 6 euro ad azione nel caso di acquisto al valore massimo di 40,75 euro. Il trend sarebbe buono e vi sarebbero possibilità di raggiungere entro i termini del 15 marzo le adesioni di azionisti detentori complessivamente dell'80% del patrimonio bruciato. La soglia è stata posta dal proprietario Atlante in solido con la parallela operazione di Opt lanciata da BpVi, che offre 9 euro ad azione indipendentemente dal valore di acquisto, anch'essa posseduta dal fondo di Quaestio Sgr.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il