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Call center crisi per aziende stesse con margini risicati e chi vi lavora precari

Si registra resistenza da parte di imprese e sindacati sulla creazione di un prefisso unico per le chiamate a scopo promozionale, con una crisi sempre più forte ei clla center con margini sempre più bassi e condizioni di avoro negative. Le ragioni sono differenti.

Call center crisi per aziende stesse con

Call center prefisso unico e blocco chiamate



I call center vivono una doppia crisi, se prima era basata su chi vi lavorava, ora, invece, anche della aziende stesse con marginis empre più bassi e chiusure e trasferimenti all'estero che si accentuano (ma tavllvolta sono chiusi pure questi)

Call Center un settore sempre più in difficoltà non solo per chi ci lavora dentro, con stipendi precari o che rimangono semre in dubbio, non pagati e provvigioni ridicole. Ma anche per lo stesso stesso per gli stesi call center come aziende con margini in caduta e ora l'arrivo di regole che dovrebbe rendere ancora più difficile, ma che sono necessarie per diferendere i consumatori nonostante le opposizioni.

I binari lungo i quali il legislatore sta cercando di muoversi per limitare le chiamate moleste sono il miglioramento del funzionamento del Registro delle Opposizioni e l'istituzione di un prefisso unico nazionale per le telefonate da call center. Ma diciamola tutta, gli interessi in gioco sono alti e non è affatto causale che parlamento e governo abbiano sempre proceduto con molta cautela fino ad arrivare all'approvazione di provvedimenti che si rivelano poco o nulla efficaci. Al di là della questione occupazione, spesso utilizzata come cartina di tornasole dalle stesse imprese perché le condizioni imposte ai centralinisti sono molte volte al limite dell'indecenza, le chiamate a scopo promozionale così come quelle per ricerche di mercato sono comunque uno strumento molto sfruttato dalle aziende. Il problema è rimuovere l'uso distorto di questo strumento, ma il mondo delle imprese considera strategico il settore dei call center.

Prefisso unico: cosa pensano le aziende

Con la premessa che è indispensabile distinguere tra le aziende che agiscono con trasparenza e rispettando le norme e quelle che invece adottano pratiche al limite (e anche oltre) della scorrettezza, la posizione ufficiale è quella di coniugare le tutele dei consumatori con l'esigenza di mantenere la sostenibilità e l'occupazione delle attività. Si tratta infatti di un comparto molto vivace e in crescita e che, nonostante i limiti e le condizioni imposte ai lavoratori, è fonte di occupazione. Da qui la richiesta alla definizione di un complesso di regole di garanzia nello svolgimento di queste attività, senza che venga indistintamente colpito tutto il comparto.

Il timore è proprio per quella disposizione che prevede la creazione di un prefisso unico per tutti i call center, anche quelli delocalizzati, che operano in outbound ovvero che effettuano e non ricevono telefonate. L'alternativa?

  1. controllo del rispetto delle regole già esistenti;
  2. mantenimento dei i consensi già espressi dai consumatori;
  3. favorire l'identificazione del numero del chiamante, ma senza prefisso unico.

Call center: la posizione dei sindacati

In realtà, sono anche le organizzazioni sindacali a temere questo scenario poiché, a loro dire, il prefisso unico porterebbe alla delocalizzazione all'estero. Tradotto, significa mettere a repentaglio la posizione lavorativa di 25.000 occupati. La questione è comunque sotto i riflettori poiché il disegno di legge contenente le nuove disposizioni è ancora in discussione in parlamento con tanto di presentazione di emendamenti. Riuscirà a vedere la luce prima dello scioglimento delle Camere e dunque prima di nuove elezioni?

L'articolo contestato del disegno di legge prevede che tutti gli operatori che svolgono attività di call center rivolte a numerazioni nazionali fisse o mobili devono garantire la piena attuazione dell'obbligo di presentazione dell'identificazione della linea chiamante. All'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni viene assegnato il compito di individuare un codice o prefisso specifico per identificare in modo univoco le chiamate telefoniche finalizzate al compimento di ricerche di mercato e alle attività di pubblicità, di vendita o di comunicazione commerciale. Gli operatori esercenti l'attività di call center dovranno provvedere ad adeguare tutte le numerazioni telefoniche utilizzate per i servizi di call center, anche delocalizzati, facendo richiesta di assegnazione delle relative numerazioni. La stessa Autorità è infine chiamata a vigilare sul rispetto delle disposizioni.

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di Luigi Mannini pubblicato il