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Crollo in Borsa di Pirelli dopo lo scandalo Telecom

In attesa della conferenza stampa di oggi ancora vendite in casa Tronchetti Provera



In attesa della conferenza stampa di oggi ancora vendite in casa Tronchetti Provera. Le holding di controllo del magnate italiano delle telecomunicazioni accusano perdite molto pesanti a piazza Affari con ribassi anche superiori al 4% e volumi vertiginosi. Pirelli, che di solito non raggiunge i 70 milioni di pezzi scambiati in un giorno, nel primo pomeriggio di oggi ha già visto passare di mano oltre 188 milioni di pezzi. Cosa sta succedendo? Succede che le speculazioni dei giorni passati su uno scorporo di Tim che avrebbe alleggerito i debiti di casa Tronchetti Provera e favorito la distribuzione di un maxidividendo agli azionisti si sono spente dopo gli interventi politici sulla vicenda, l’allontanamento dalle trattative sulla media company di Rupert Murdoch e i fari puntati da diverse Autorità sul riassetto della nazionale delle telecomunicazioni. Il futuro della compagnia ora guidata da Guido Rossi si fa sempre più incerto e, nonostante la volontà del nuovo vertice di proseguire nel riassetto di Telecom tramite una collaborazione sempre più stretta con gli sceriffi del settore, fra ombre giudiziarie e la sensazione sempre più netta che la politica abbia costruito un recinto di filo spinato intorno alla società gli azionisti temono ancora una volta di essere quelli che ci rimetteranno di più.

Oggi però qualcuno teme che anche marco Troncghetti Provera possa rimetterci dalla vicenda e non riesca a portare in porto il suo piano per abbattere il debito che grava sul suo impero e così quanti avevano scommesso sulla possibilità di incassare da Pirelli o da Camfin iniziano a non crederci più di tanto. Di certo al momento rimane solo l’uscita miliardaria di Unicredit e Intesa da Olimpia e la consistenza di un debito da 43,1 miliardi di euro che nessun investitore italiano sembra al momento disposto ad accollarsi. Sull’altro piatto della bilancia le strategie di Tronchetti Provera che per il momento sembrano tutte in forse quando non definitivamente tramontate: la vendita di Tim, l’accordo con Murdoch sulla media company, l’accordo con l’Antitrust sull’importazione del modello della British Telecom in Italia, ossia sulla possibilità di mantenere la proprietà delle diverse regioni dell’impero Pirelli Telecom, senza però dovere subire le penalizzazioni salomoniche di Antonio Catricalà.

Mercoledì ci sarà proprio l’incontro con l’Autorità per la concorrenza, oggi c’è già stato quello con la Consob, dal quale però nulla è trapelato. Quello che adesso tutti si chiedono è cosa rimarrà dei piani di Tronchetti dopo l’altolà del Governo?

In merito qualcuno ha tirato fuori un’altra incognita ed esattamente quella delle strategie del gruppo Benetton che con Tronchetti Provera è legato a doppio filo. Edizione Holding è, infatti, azionista di Olimpia con una quota del 20% circa e di Pirelli con poco meno del 4%. La galassia che ruota intorno al gruppo di Ponzano Veneto appare però per il momento esclusa dagli effetti delle deflagrazioni governative che hanno già colpito Tronchetti Provera. Rimane il problema di valutare se si tratta di una mina inesplosa o di una zona franca. Se si considera che anche sul gruppo Benetton pesano le decisioni del Governo sulla faccenda Autostrade-Abertis, si capisce perché un orecchio teso su Roma lo terranno anche Ponzano.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il