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Ghizzoni in Commissione Banche. Ecco chi sarà sentito. E la Boschi attende

Ghizzoni arà ascoltato dalla Commissione Banche, il Pd non ha paura, come ha detto Orfini. Ecco come si sta evolvendo la crisi delle banche.

Ghizzoni in Commissione Banche. Ecco chi

Scontro Consob-Bankitalia: cosa è successo



Cerchiamo di capire meglio cosa sta accadendo per la crisi delle banche di Banca Etruria, ma non solo.  Dopo e oltre i vari scontri che ci sono stati e che potete trovare sotto e le parole di Ghizzoni, cosa ne pensa, almeno in parte della vicenda, ora l'ex Ad di Unicredit viene chiamato a parlare alla Commissione Banche e si dice che l'intero Pd sia preoccupato, per Etruria per la Boschi e non solo. Anche se Orfini afferma di non avere probemi e, infatti, ieir il voo contrario è stato di Casini, presidente della ommissione, spiegando che non vuole che davanti alla Commissione dove i vari esponenti non sono chiamati a dire per forza la verità, si tendano a strumentalizzare le loro posizioni. Si inizierà dal 20 Dicembre e non ci sarà solo Ghizzoni a parlare

Cosa ha detto Ghizzoni

Roberto Ghizzoni nel libro dell'ex direttore del Sole24ore Robero Napoletano de Il Cigno Nero e il Cavaliere Bianco parla anche delle banche, della loro crisi e nel ruolo della società. Roberto Ghizzoni è bene ricordarlo è l'ex amministratore, Ad di Unicredit. 
L'autore del libro racconta che per la prima volta nell'intervista, ma anche in generale, vede Ghizzoni accalorarsi, dall'altra parte si sta toccando un punto mlto delicato. E spiega che durante il periodo della crisi del 2011, si iniziò a vendere obbligazioni a clienti con problemi in modo esagerato e sbagliato e senza voler difendere nessuno o giustificare, anzi nelle banche ci sono troppi ladri dice, il vero problema è stato dall'alto, perchè se non si vendevano prodotti, anche di quel tipo e  al canale retai, non si aveva liquindità, non veniva data. C'è chi lo ha fatto anche in fiducia, di poter poi alla fine ripagare. Ma era l'unico kodo epr salvarsi. Il problema era, dunque, di tutto il sistema bancario, finanzario e in ultima istanza anche politico, ai massimi livelli ben al di fuori dell'Italia, o almeno non solo italiano
 

In Commissione

In Commisione Banche, a questo punto dopo, la votazione, oltre Ghizzoni il 20 Dicembre ci saranno Gianni Zonin, Pietro d'Aguì, Vincenzo Consoli, Ignazio Angelon, Ignazio Visco, Margrethe Vestager, Guido Tabellini, Salvatore Maccarone, Giulio Tremonti,Maria Cannata, Vittorio Grilli, Gualdio Gualtieri, Mario Monti, Fabrizio Saccomanni, Francesco Schlitzer  Le audizioi saranno pubbliche, ma si potrà decidere di secretare alcune parti e/o fasi

Che costa sta succedendo esattamente

Dinanzi alla crisi senza fine del sistema bancario italiano, era praticamente inevitabile che tra Consob e Bankitalia ci fosse scintille. Si tratta di uno scontro destinato a proseguire nel tempo e che coinvolge tutti i livelli, finanziario, politico e popolare ovvero quelli dei correntisti. Succede che nel 2009 una lettera degli ispettori di Bankitalia all'allora governatore Mario Draghi, adesso al vertice della Banca centrale europea, evidenzia criticità nella Banca Popolare di Vicenza. La Consob contesta il prezzo delle azioni della Banca Popolare di Vicenza e l'impossibilità della conversione del bond subordinato La disputa su Veneto Banca. Su Veneto Banca la disputa tra Consob e Bankitalia verte sul prezzo crescente e incoerente con le performance.

Nell'audizione, Consob ha accusato di aver ricevuto su Veneto Banca solo nel 2013 un rapporto di Bankitalia con cui si descriveva una situazione non certo di crisi, e di essersi mossa da sola nel 2015, mentre su Popolare di Vicenza non ebbe alcuna comunicazione. Banca d'Italia ha replicato che nella lettera inviata a fine 2013 alla Consob sull'istituto trevigiano c'erano tutti gli elementi per far scattare i warning. Il responsabile di Via Nazionale ha ammesso che il sistema dei controlli e l'equilibrio delle competenze tra le diverse authority può darsi che non sia adeguato e probabilmente quanto è accaduto con le banche venete impone una riflessione. Verrebbe da dire che le liti non servono e adesso occorre che si vigili di più.

Scontro Consob-Bankitalia: cosa è successo

Giovedì sono stati ascoltati dalla Commissione di inchiesta sulle banche il capo della Vigilanza di Bankitalia e il direttore generale della Consob, organo di controllo del mercato finanziario. Sulle crisi bancarie di cui hanno fatto le spese decine di migliaia di risparmiatori delle banche venete, la Consob ha accusato la Banca d'Italia e viceversa. Sia Consob sia Via Nazionale erano già stati sentiti nelle scorse settimane dalla Commissione, ma adesso sono stati ascoltati nella veste di testimoni. Sono proprio le lettere riservate tra Consob e Banca d'Italia e le relazioni ispettive acquisite dall'organismo bicamerale a evidenziare le falle in un sistema di controllo che alla fine ha penalizzato proprio chi aveva investito i propri risparmi cioè i clienti delle banche. giustizia e soprattutto di ottenere il risarcimento per ciò che ha perso.

Consob vs Bankitalia: le due versioni

Il direttore generale della Consob Angelo Apponi, in audizione alla commissione Banche, ha sottolineato che da Bankitalia nel 2013 arrivarono informazioni incomplete per valutare il prezzo dell'aumento di capitale di Veneto Banca mentre sulla Popolare di Vicenza, Consob non ricevette nessuna informazione da parte di Bankitalia sul prezzo. Carmelo Barbagallo, capo Vigilanza di Banca d'Italia, ha sottolineato che su Veneto Banca l'informativa alla Consob era più che sufficiente a fare scattare un allarme. Sulla Popolare di Vicenza invece erano venute fuori problematiche non catastrofiche sul rischio di credito. Cose segnalate nella lettera di risposta alla Consob di metà 2013. Secondo il senatore Andrea Augello, le testimonianze consentiranno di trasmettere gli elementi utili alla magistratura per le azioni di chi sta cercando di avere

Le nuove linee guida sui crediti deteriorati su cui sta lavorando la Banca centrale europea sono in consultazione fino all'8 dicembre e hanno già sollevato dure contestazioni dal governo italiano, Banca d'Italia e parlamento europeo. Quest'ultimo ha un parere legale secondo cui le misure prospettate vanno oltre le competenze della vigilanza di Francoforte.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il