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Grecia: deficit eccessivo, Ue decide chiusura. E l'Italia ora rappresenta minaccia per molti

La Grecia sta per mettere definitivamente alle spalle il periodo buio mentre le luci dei riflettori sono ora puntate sulla situazione italiana.

Grecia: deficit eccessivo, Ue decide chi

Grecia: chiusura deficit eccessivo



La Grecia sembra essere ritornata sulla retta via, sicuramente non ancora completamente ripresa, ma meno in allarme di prima. Allarme che ora pare spostarsi sull'Italia almeno secondo diversi analisti

Verrebbe da dire che la tempesta è ormai alle spalle e dopo anni di sacrifici e ristrettezze, passati da un drammatico referendum, la crisi economica della Grecia è quasi scomparsa. Come raccomandato da Bruxelles, il Consiglio ha confermato la chiusura della procedura per deficit eccessivo del Paese ellenico. A distanza di 8 anni e al termine di un periodo faticoso per tutti tra clausole di salvaguardia e crisi di liquidità, il deficit è ora sotto la soglia del 3 per cento rispetto al Prodotto interno lordo. La roadmap prevede adesso un altro anno di accompagnamento finanziario, al termine del quale la Grecia potrà raccogliere fondi sui mercati a tassi sostenibili.

Respiro di sollievo in sollievo, anche per il debito con l'Italia

Per anni si è parlato degli effetti che avrebbe avuto un eventuale fallimento della Grecia sull'economia nazionale. Basti pensare che il Paese ellenico è debitore di 40 miliardi di euro nei confronti dell'Italia. Tuttavia si tratta di una cifra che, in base agli accordi bilaterali stipulati, dovrà essere restituita solo a partire dal 2020. Non ci sarebbe dunque stata alcuna conseguenza per i conti pubblici, anche perché la somma non era stata iscritta a bilancio. L'incognita principale era piuttosto legata a una eventuale vendita di titoli del debito pubblico italiano in tempi rapidi. Sarebbe infatti aumentato lo spread tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi e lo Stato avrebbe dovuto pagare più cari gli interessi a chi presta denaro acquistando gli stessi titoli.

Provano a riavvolgere il nastro degli eventi, quali sono state le tappe della crisi? Nella notte tra il 26 e il 27 giugno di due anni fa, quando una soluzione sembrava essere vicina, il premier greco Alexis Tsipras aveva annunciato il referendum per sottoporre ai suoi concittadini la proposta dei creditori. Una scelta che era stata vista come una rottura unilaterale che faceva saltare il tavolo europeo insieme al programma di aiuti internazionale. Tsipras aveva chiesto un'estensione del piano di salvataggio almeno fino al referendum. Ma la cancelliera Angela Merkel aveva rifiutato rinviando a dopo la consultazione e ammonendo che se fallisce l'euro, fallisce l'Europa. Con la Borsa di Atene chiusa e una serie di limitazione al credito imposte dal governo greco, i mercati avevano reagito all'incognita greca con una serie di ribassi bruciando centinaia di miliardi.

E ora la minaccia è l'Italia

Se c'è una posizione che continua a essere monitorata all'interno dell'Unione europea con riferimento al suo sistema bancario, è quello dell'Italia. Sono i numeri a svelare come il nostro Paese trova ancora difficoltà a rimettersi in sesto dopo la crisi mondiale di circa dieci anni fa. L'allarme degli analisti e degli esperti è stato ufficialmente lanciato. La crescita avviene con molta lentezza, l'incertezza politica è evidente e gli istituti di credito hanno ancora in pancia troppe sofferenze. Va da sé che rimangono in auge i problemi atavici del nostro Paese, come il debito pubblico che non cala. Occorre poi valutare come la Banca centrale europea, pur senza indicare una data precisa, ha intenzione di fare un passo indietro rispetto al piano del quantitative easing, con conseguenze tutte a da scoprire. Come fanno notare gli esperti, i responsabili delle istituzioni finanziarie, non avendo ormai più munizioni, potrebbero essere costretti a lasciare il campo ai rappresentanti della politica i quali si potrebbero dimostrare ancora più impotenti o addirittura incapaci con l'adozione di strategie potenzialmente letali.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il