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Honeywell, chiude con di 400 licenziamenti sede di Atessa. Via in Slovacchia

L'azienda statunitense che realizza turbocompressori per motori diesel decide di lasciare l'Italia e trasferirsi in Slovacchia. Si tratta solo dell'ultimo caso di questo 2017.

Honeywell, chiude con di 400 licenziamen

Honeywell, fabbrica Atessa chiude. Licenziamenti



Il Mise stessa ha definoto come gravissima la decisionedi chiudere la fabbrica. Nel frattempo lo sciopero si è ferato e si continua  lavorare nella sperenza che le trattative portino ad un cambio di idea al momento molto difficile.

Stiamo iniziando a perdere il conto e questa volta tocca alla multinazionale statunitense Honeywell, che realizza anche turbocompressori per motori diesel, a interrompere l'attività lavorativa. Nel suo caso, lo stop alla produzione riguarda l'impianto di Atessa, provincia di Chieti. C'è già un cronoprogramma ben preciso che porterà alla dismissione: da aprile 2018. La decisione rischia di provocare il licenziamento di 420 addetti di un impianto storicamente con alti livelli di produttività. Un caso non di poco conto, a tal punto che il governo ha deciso di aprire un tavolo di confronto al Mise per scongiurare l'abbandono dello stabilimento. Ma, come premesso, non si tratta dell'unico caso che sta guadagnando i riflettori per lo stesso motivo.

Honeywell: un'altra azienda che chiude (in Italia)

La multinazionale americana Honeywell chiude allora lo stabilimento di Atessa dove produceva turbo diesel per molti marchi automobilisti. Dal punto di vista occupazione significa mandare a casa tutti i 420 lavoratori, a meno che non accettino il trasferimento in Slovacchia, dove è in corso il processo di delocalizzazione. Un annuncio che ha lasciato sorpreso il ministro dello Sviluppo economico che aveva avviato un tavolo di trattativa. Appena l'altro giorno al Mise era stato ricevuto il vertice aziendale e il governo aveva rinnovato la disponibilità piena a sostenere programmi di investimento in innovazione e ricerca, per 50 milioni di euro, per mantenere l'attività produttiva nello stabilimento di Atessa. La Honeywell non ha accolto la proposta avanzata dal ministro e ha comunicato la decisione di cessare l'attività.

In una nota il gruppo parla di difficile decisione presa in seguito a un'approfondita analisi dello stabilimento, che da diversi anni si trova ad affrontare problemi di sovracapacità e di competitività a causa del declino dei motori diesel e della crescente concorrenza internazionale. Nello stesso comunicato la multinazionale a stelle e strisce si dice disponibile fin da subito ad avviare il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori, per individuare le soluzioni migliori che possano minimizzare l'impatto su tutte le persone coinvolte. La vertenza era iniziata già a luglio quando la Honeywell ha dato disposizione di fare il back up dei codici di produzione di Atessa per utilizzarli in uno stabilimento della Slovacchia.

Non si tratta dell'unica fabbrica in difficoltà

Solo pochi giorni fa, abbiamo appreso che le storiche autolinee pugliesi Marozzi, controllate dalla società Sita Sud, è costretto ad accompagnare all'uscita 85 lavoratori (su 92) per via della concorrenza insostenibile con con Flixbus, la compagnia di trasporto low cost. Impossibile competere con le tariffe infinitamente più convenienti per muoversi dalla Puglia alle città di Roma, Siena, Firenze e Pisa, solitamente molto frequentate dagli studenti. E che dire di Melegatti, la famosa azienda veneta del pandoro, pronta a passare in mani maltesi? Dal punto di vista occupazionale stiamo parlando una realtà di circa 300 lavoratori tra dipendenti fissi e stagionali.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il