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Imprese, segnali positivi da Romagna. Qual è verità per singoli italiani?

Le indicazioni che arrivano da Bari e Ravenna fanno ben sperare per la vera ripresa dell'Italia, ma restano comunque le criticità su produzione e occupazione.

Imprese, segnali positivi da Romagna. Qu

Imprese segnali positivi da Ravenna



E' significativo che arrivano dei buoni segnali da una regione così importante come la Romagna, ma non è abbastanza se si sottolineano alcuni numeri anche recenti delle situazioni che vivono gli italiani attualmente.

Si tratta di una doppia spia a livello locale, ma è così significativa da valere per tutta l'Italia e che lascia dunque intravedere segnali positivi per il futuro. Nonostante le criticità che non si possono negare. In prima battuta, la quantità di trattrici e macchine agricoli vendute in questo 2017 che sta lentamente volgendo al termine, è maggiore rispetto a quella dello scorso anno. Come da tradizione, si tratta di un indicatore tenuto in debita considerazione per testare lo stato di salute del settore. La buona notizia rivelata da FederUnacoma alla Fiera del Levante di Bari mette fine a un decennio piuttosto più ed è destinata a fare d spartiacque tra il prima e dopo. Dal sud al nord trasferiamoci a Ravenna. Qui ci pensa Confindustria Romagna a instillare segnali di incoraggiamento: le aziende dell'area vasta Ravenna-Rimini hanno ricominciato ad assumere, seppur con cautela.

Trattrici e macchine agricoli: mercato in crescita

Perché i dati di FederUnacoma su trattrici e macchine agricoli sono così importanti e vanno inquadrati ben al di là dello stretto segmento di mercato? Per la semplice ragioni che le conseguenze sono esportazioni e dunque su quella produzione nazionale che continua a crescere troppo lentamente. Anche in questo caso vengono in soccorso i numeri reali. Dopo un triennio di segni negativi di circa due punti percentuali, le aspettative per il 2017 sono positive. La crescita della produzione rispetto allo scorso anno dovrebbe toccare quasi la doppia cifra (9,5%) per un giro d'affari di 8 miliardi di euro.

Non occorre naturalmente fare salti di gioia, ma solo mostrare segni di ottimismo. Se allarghiamo lo sguardo, è facile rilevare come siamo ancora ben distanti dal raggiungimento dei livelli di produzione prima della crisi. Stando alle stime più recenti, siamo in ritardo di 7 punti percentuali di Pil. Mica poco.

Si rimette in moto la macchina delle assunzioni

Il poker di segni + esibito da Confindustria Romagna in relazione all'economia dell'Area vasta Ravenna-Rimini è quasi impressionante in questo periodo di incertezza:

  1. +6,2% del fatturato totale
  2. +6,1% dell'occupazione
  3. +4,3% di investimenti
  4. +2,9% della produzione

Si tratta naturalmente di dati locali, ma essendo ufficiali rivelando una tendenza verosimile anche per le altre aree industriali del Paese, pur con tutte le criticità che il mercato del lavoro continua a esibire. Ma non tutte le professionalità hanno le stesse occasioni di spuntare un contratto di assunzione: in pole position ci sono ingegneri e periti.

La verità per i singoli italiani

Occorre, però, stare molto attenti e capire che questa ripresa è, comunque, una ripresina e come detto più volte non manca occasione che tutto possa facilmente andare ancora in crisi. Per quali motivi? Vediamo anche solo alcuni in maniera per punti

  1. Disoccupazione ancora molto alta, lontano dai livelli pre-crisi. Assunzioni vere poche, molti precari
  2. Partite iva, per studio Cgia uscito due giorni, fa 1 su 4 a rischio povertà e gli altri con una riduzione di fatturato di 6mila-8mila euro
  3. Sei milioni di italiani sotto la soglia di povertà (significa sotto i 9mila euro), si rischia di questo passo dicono i recenti studi di arrivare a 10 milioni in 2-4 anni tra cui molti giovani
  4. Pil cresciuto, ma lontano del 7% rispetto al 2008 e ultimi in Europa e tra gli altimi nel mondo così come crescita occupazione
  5. Debito pubblico record
  6. Evasione Fiscale record
  7. Legge di STabilità senza nessun spunto vero per la crescita
  8. Stipendi tra i più bassi dei Paesi dell'Ue in corrispondenza al reale costo vita

E sono solo sette  punti per citare una crisi che assolutamente c'è ancora e una ripresa che non è ancora ssolutamente sufficiente

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di Chiara Compagnucci pubblicato il