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Istat: povertà costante famiglie non cala e peggiora in Italia per giovani

Se per le famiglie l'incidenza della povertà assoluta rimane stabile nel 2016, per gli individui segna una variazione statisticamente non significativa mentre per i giovani il futuro è ancora plumbeo

Istat: povertà costante famiglie non cal

La fotografia dell'Istat: l'Italia ancora nella morsa della crisi. Non cala la povertà soprattutto tra i giovani



Ora ci sono anche i numeri dell’Istat a certificare quello che tutti sanno. E cioè che la povertà è ormai una costante per le famiglie italiane e non cala. Altro che crisi superata. Altro che ripresa. I dati dell’Istituto di statistica dicono il contrario. Nel 2016 sono un milione e 619mila le famiglie italiane in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni e 742mila individui. Situazione sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente anche se, a quanto pare, peggiora in Italia per i giovani.

Se per le famiglie l'incidenza della povertà assoluta rimane stabile nel 2016, per gli individui segna una variazione statisticamente non significativa, portandosi al 7,9% dal 7,6% del 2015, mentre per i giovani le prospettive non sono certamente più rosee.

Anche la posizione professionale incide molto: per le famiglie in cui la persona di riferimento è un operaio, l'incidenza della povertà assoluta è doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%). Rimane, invece, piuttosto contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,5%) e ritirata dal lavoro (3,7%). Stesso discorso per il titolo di studio: la povertà assoluta è all'8,2% per le famiglie con persona di riferimento che ha al massimo la licenza elementare, mentre scende al quattro per cento se ha almeno un diploma.

Famiglie povertà non cala in Italia

Per quel che riguarda le famiglie il dato che emerge è che la povertà non cala in Italia. Nel 2016, stando al rapporto dell’Istat, il numero degli individui in povertà assoluta, che sale da quattro milioni e 598 mila a quattro milioni e 742 mila (+3,1%), un livello mai raggiunto dall'inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005. Questo dato è piuttosto emblematico perché dimostra l’insufficienza dei provvedimenti adottati fino a questo momento per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà.

Infine anche se per le famiglie povere non si è battuto il record del 2013, 1 mln e 641 mila famiglie, rispetto al 2015 si registra un peggioramento notevole, pari al 2,3 per cento" dichiara Massimiliano Dona, segretario dell'Unione Nazionale Consumatori.

Giovani e povertà che peggiora in Italia

Tra le pieghe del rapporto Istat emerge chiaramente il quadro di una società ormai liquida senza alcuna traccia della classificazione utile a capirne la composizione delle classi sociali. Addio quindi alla classe operaia e alla piccola borghesia, mentre aumentano le diseguaglianze tra le classi sociali in un Paese a prevalenza di impiegati e pensionati.

Discorso a parte per i giovani che per lo più restano a casa, a causa di una povertà che peggiora in Italia, a casa con i genitori fino a trentacinque anni, anche perché l’aumento dell’occupazione di questi ultimi mesi ha riguardato principalmente le fasce d’età più adulte. Quasi sette giovani under trentacinque su dieci vivono ancora nella famiglia di origine. Nel 2016 così i 15-34enni che stanno a casa dei genitori sono precisamente il 68,1% dei coetanei, corrispondenti a quasi nove milioni di individui.

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di Luigi Mannini pubblicato il