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Marina Berlusconi, i predatori della Rete e i veri obiettivi

Marina Berluconi pala die giganti del web e dei loro eccessi e dei rishi che possono comportare

Marina Berlusconi, i predatori della Ret

Mediaset accordo con Vivendi sembra trovato



Marina Berlusconi a tutto campo sulla Rete, arrivando a definire un quadro piuttosto allarmistico ed esasperato, ma che in diversi tra vari esperti condividono almeno in parte.

Si ritorna a parlare di regole dei giganti del web e lo fa Marina Berlusconi in una lunga intervista rilasciata al quotidiano torinese 

La sua idea

Marina Berlusconi ha in mente soprattutto le grandi azieende del Web come Google,Apple, Amazon, Facebook, Microsoft nell'intervista con la Stampa

Marina Berlusconi sia fa tre domande da madre, imprenditrice e cittadini. Il primo interrogativo che si pone è quale prezzo a livello di privacy, ma anche di di cambiamenti di vita privata dovranno pagare i propri figli e le giovani generazioni e di condizioni e oppurtunità di lavoro. Cis arano degli elementi positivi, ma anche negativi.

La seconda questione è come questi mezzi e siti oltre a intergaire nella nostra vita privata potranno condizionare la democrazia e la vita delle nazioni, basti pensare ai presunti scandali di diverse elezioni già avvenute e non solo per quanto riguarda quelle Usa e la Russia.
Sembra davvero nelle parole di Marina Berlusconi una idea che non è solo la sua che quate grandi sorelle vogliano conquistare il mondo nel vero senso della parola. Come con un piano segreto. E fa un esempio. Quando Amazon avrà distrutto la filiera dei librai, librerierie....non deciderà che cosa farci leggere?

E poi come impredntrice che ci possa essere una sfida leale con diritti e leggi uguali per tutti e che queste multinazionali sfruttando proprio la loro posizioni non ne approffitano sia a livello fiscale che di regole.

E sottolinea che le regole attuali non possono più valere sono state scritte decenni fa e bisogna cambiarle per un modo che sta cambiando

In cerca di accordi

C'è Vivendi tra i grandi protagonisti del mercato italiano. La stretta attualità passa dal possibile accordo della holding di Vincent Bolloré con Mediaset prima che la questione approdi in tribunale tra meno di un mese. Ed è una stretta di mano che piace, considerando la reazione positiva in Borsa con quel +3,87%. Al netto delle grane giudiziarie di una vicenda piuttosto delicata che presenta ricadute anche occupazionali, è sul fronte dell'innovazione e delle conseguenze per il mercato che va inquadrata la situazione. Il gruppo sta cercando con sempre maggiore insistenza di registrare una parte da protagonista nel settore multimediale e l'accordo raggiunto tra Tim e Canal+, in cui è la stessa Vivendi a fare da collante essendo entrambe partecipate dal gruppo di Bolloré, è la dimostrazione più lampante. C'è chi ha definito questa joint venture una mossa anti Netflix, anche al di là dello stretto fronte di film e serie TV. Come annunciato pubblicamente, Tim e Canal+ si occuperanno di produzioni originali, ma anche dell'acquisizione di diritti sportivi.In realtà, è stata la stessa Vivendi a definire questa nuova società una Netflix europea. In questa che sembra una partita a scacchi, il governo non molla la presa su Tim. Secondo il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, su Vivendi va fatto tutto il processo. Prima del secondo incontro con l'amministratore delegato di Tim, Calenda mette in chiaro che le azioni adottate nei confronti della compagnia telefonica in seguito alla mancata notifica del controllo da parte dei francesi non sono una levata di scudi fine a se stessa in nome dell'italianità, ma un vero e proprio processo attraverso il quale accompagnare lo sviluppo della digitalizzazione del Paese.

E nel frattempo...

Occorre aspettare solo fino a mercoledì 22 novembre per la presentazione di Sky Q in Italia. Da lì alla sua disponibilità i tempi saranno stretti e già entro la fine dell'anno può essere preso in considerazione come possibile regalo. Il nuovo dispositivo non va derubricato a semplice upgrade del decoder perché rappresenta il tentativo più avanzato per saldare il mondo dei contenuti on demand con quelli classici a cui siamo stati abituati fino a oggi. L'utilità è prsto detta: gli abbonati possono accedere ai contenuti della TV satellitare sfruttando la rete Wi-Fi domestica. Anche se il ricevitore è attivo da tempo in Gran Bretagna, la versione italiana potrebbe presentare alcune particolarità significative che saranno svelate solo tra un paio di giorni. Tra le funzione che Sky Q porta con sé c'è la possibilità di registrare una serie di programmi (più di uno) sul proprio hard disk della capacità di 2 TB di storage.

Di più: unità secondarie dello stesso Q (Sky Q Mini) consentono di vedere su altri televisori i canali sintonizzati dal decoder principale e i programmi registrati sull'hard disk. Il tutto facendo riferimento alla connettività Wi-Fi e senza cavo satellitare. Parte essenziale del nuovo servizio Sky Q è il telecomando con le sue funzioni rapide. Naturalmente sarà sempre possibile interrompere la visione di un programma su una unità Q e riprenderla altrove, anche su smartphone e tablet Android e iPhone e iPad. Non solo, ma viene anche offerta l'opportunità di trasferire i programmi registrati tramite Sky Q su dispositivi mobile e guardarli senza connessione web. I principali elementi da scoprire sono naturalmente prezzi e condizioni, ma per Sky si tratta evidentemente della mossa per rilanciarsi su un terreno in cui la concorrenza a copi di innovazione si fa sempre più agguerita, come dimostrato dalla vicenda Vivendi.

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di Luigi Mannini pubblicato il