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Milan, Yonghong Li inedita inchiesta su suoi affari e soldi. Risposta di Fassone

Continuano a moltiplicarsi dubbi e timori sulla proprietà della squadra rossonera, la sua solidità e il vero patrimoni di Mister Li mentre si ha un disperato bisogno di nuovi soci.

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Dopo la nuova e inedita inchiesta del CorSera sul Milan e sul suo proprietario Yonghong Li che abbiamo illustrato nella pagina, Fassone ha deciso di spedire l'intero dossier pubblicato al patron rossonero e si è detto fiducioso di una risposta da parte sua per spiegare tutti i nodi non ancora chiari.

Con una periodicità molto frequente saltano fuori i dubbi sulla reale portata economica del Milan e della nuova proprietà cinese. A sollevare timori non sono però improvvisati analisti, ma (anche) le testate più autorevoli italiani. Se prima era stato il Sole 24 Ore, adesso è il turno del supplemento economico del Corriere della Sera, L'Economia, a mettere nel mirino Li Yonghong. Nato nel 1969, originario del Sud della Cina, avrebbe partecipazioni in aziende del packaging, in miniere di fosfati e asset nel real estate. Se questi sono i fatti, il quotidiano rivela che per avere la squadra rossonera ha presentato carte che indicano un patrimonio personale di mezzo miliardo, ma le sostanze dell'uomo d'affari di Hong Kong risultano già in pegno a enti e istituzioni.

La nuova inchiesta sui soldi del Milan

Al di là dell'aspetto sportivo, che almeno in questa prima fase del campionato conta poco, se c'è un aspetto che non convince è la richiesta di soldi e coperture del nuovo proprietario del Milano proprio appena arrivato. Il gioco di parole è mirabile: non è un mistero che Mister Li sia un mistero. La domanda del giornalista Mario Gerevini è chiara: come si fa a spendere 200 milioni di euro per la campagna acquisti dopo che ti hanno prestato centinaia di milioni al tasso dell'11 per cento, cioè più di quanto pagherebbe di interessi un qualsiasi pensionato da 1.500 euro al mese per l'acquisto del frigorifero? C'è un'impostazione di base che non torna. E forse è la stessa che aveva evidenziato a suoi tempi James Pallotta, proprietario della Roma, costretto nell'arco di alcune ore a fare marcia indietro. E lo stesso Silvio Berlusconi, nonostante la vendita, non è mai sembrato un convinto sostenitore.

E se il closing è stato un vero e proprio parto, lo stesso si sta prospettando per l'approvazione del bilancio al 30 giugno: è stata rinviata al 30 giugno e senza dubbio sarà in rosso. Tre numeri sono significativi:

  1. 740 milioni di euro è la valutazione del Milan, inclusi i debiti al 30 giugno 2016, circa 220 milioni di euro;
  2. - 50 milioni di euro è il patrimonio netto del Milan secondo il bilancio 2016, l'ultimo dell’era Berlusconi;
  3. 303 milioni di euro è il prestito del fondo americano Elliott a Li Yonghong.

Proprio questo è il punto: l'importanza strategica dell'hedge fund Elliott, con cui Yonghong Li ha dovuto indebitare soldi di tasca sua a tassi di interesse a doppia cifra, associata a un piano industriale che L'Economia considera "particolarmente aggressivo" ovvero "potenzialmente miracoloso sulle attese di ricavi in Cina". Ed ecco allora che si torna al punto di partenza: l'indispensabilità di far salire un nuovo socio nella barca, soprattutto se la ben pagata qualificazione in Champions League non dovesse essere raggiunta. Qui entra in gioco una nuova figura: Marco Fassone. Già direttore generale dell'Inter, Fassone è diventato amministratore delegato del Milan ad aprile, sostituendo Adriano Galliani. In queste settimane, complici le quattro sconfitte in campionato, non ha fatto altro che gettare acqua sul fuoco: la mancata qualificazione nell'Europa che conta non cambierebbe le strategie manageriali e sportive, se non la cessione di uno dei calciatori di punta.

Ma poi, ed è l'altra grande questione, quanto solido sarà il patrimonio di Li. Il problema, spiega L'Economia, è la sua staticità ovvero è poco redditizio. Senza considerare che, scava scava, il suo è un impero di partecipazione e frazionamenti, quasi come se fosse un inestricabile gioco di scatole cinese, almeno per noi mortali.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il