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Piemonte, grazie all'export distretti positivi continuano a crescere

Da una parte ci sono i dati sorridente sulle esportazioni italiani del Piemonte, ma dall'altra ci sono le tante criticità italiane non ancora risolte.

Piemonte, grazie all'export distrett

Piemonte: positivi i distretti con l'export



Continuano a crescere i distretti del Piemonte in modo positivo soprattutot trascinati dall'esportazione. Ma quale è la vera situazione in Italia, c'è la ripresa per le persone normalii, la stragrande maggioranza degli italiani?

C'è un pezzo di Italia che può sorridere ed è quello dei distretti piemontesi. Come viene fuori dal Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo, quelle esportazioni aumentate di 295 milioni di euro nel secondo trimestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è una cifra che non può lasciare indifferenti. La crescita è stata in doppia cifra, pari al 15,3%. Tanto per intenderci, è la quota maggiore registrata tra i vari distretti messi sotto esame, come la pelletteria e le calzature di Firenze, l'oreficeria di Valenza, le piastrelle di Sassuolo, gli elettrodomestici dell'Inox Valley, il mobile del Livenza e Quartier del Piave, la rubinetteria e il valvolame di Cusio‐Valsesia, il tessile di Biella e il legno‐arredo della Brianza, ma anche i dolci di Alba e Cuneo, i vini di Langhe, Roero e Monferrato e i vini del Veronese.

Ma qual è il distretto che ha fatto registrare la migliore crescita nel secondo trimestre del 2017? Quello orafo di Valenza:

  1. esportazioni salite a 660 milioni di euro
  2. flussi verso la Francia accresciuti di 176 milioni di euro

E per i prossimi mesi, almeno sotto questo profilo, le aspettative sono positive. L'export dei distretti industriali può continuare a crescere a tassi sostenuti, in presenza di un contesto macroeconomico favorevole e di un tasso di cambio non eccessivamente penalizzante. Un sostegno alla crescita può venire anche dal mercato interno, grazie al buon andamento atteso per consumi e investimenti.

Ma è tutto oro quel che luccica?

L'ambiente è favorevole per fare realmente sperare nella ripresa per la maggior parte dei distretti che sia duratura nel tempo? Fino a che punto le misure governative a sostegno degli investimenti innovativi sono efficaci? E che dire della disponibilità delle condizioni di finanziamento? Qui si entra su un terreno minato perché il nostro non è evidentemente un contesto in cui difficile. I continui report, elaborati dentro e fuori il nostro territorio, rivelano come la quantità di indigenti sia in costante ascesa così come il tasso di disoccupazione, tra i giovani e non. E chi lavora già valuta con sempre maggiore convinzione sull'opportunità di trasferirsi all'estero per via degli stipendi bassi e del basso riconoscimento delle professionalità. Il tutto mentre le norme approvate negli ultimi anni non sembrano essere andati nella direzione giusta.

In ogni caso, continuano a distinguersi per intensità di crescita i distretti della metalmeccanica, grazie anche alla ripresa dei prezzi alla produzione, soprattutto delle fasi più a monte del processo produttivo. Sono brillanti i metalli di Brescia, la meccatronica del barese, la metalmeccanica di Lecco, le macchine per l'imballaggio di Bologna e la termomeccanica scaligera. Da soli questi cinque distretti hanno complessivamente realizzato un aumento delle esportazioni in valore assoluto di tutto rispetto. La ritrovata vitalità delle aree distrettuali si spiega con una diffusa ripresa dei flussi diretti sia nei tradizionali mercati di sbocco sia verso i nuovi mercati che stanno recuperando il loro ruolo di acceleratore del commercio mondiale. Svizzera, Germania, Russia, Spagna, Francia, Cina, Stati Uniti e Polonia sono i paesi in cui le esportazioni distrettuali italiane è cresciuto di più in valore assoluto. Per la prima volta dopo molto tempo tutti i più importanti mercati mondiali mostrano un segno positivo. Ma è sufficiente per dire che la ripresa in Italia è solida e soprattutto costante nel tempo? Difficile a essere così sicuri?

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di Luigi Mannini pubblicato il