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Sacchetti frutta e verdura a pagamento per la spesa. E imposte ulteriori stabilite per tutti in silenzio

Dal primo gennaio fare la spesa di frutta e verdura costerà di più perché si pagheranno anche i sacchetti. Si tratta di uno dei tanti aumenti che attende gli italiani.

Sacchetti frutta e verdura a pagamento p

Sacchetti frutta e verdura a pagamento



Sui sacchetti della spesa per il supemercato e la cosidetta tassa della spesa ne abbiamo già parlato e se ne contina a parlare. Ma ulteriori tasse molto più pensati sono state giù certificate per l'anno prossimo per tutti per circa 9 miliardi. 

Perché poi sembra quasi un presa in giro che vengono levate le tasse più vistose, come quelle sulle prime abitazioni, se poi la stessa somma viene riscossa con tante altre microimposte. L'ultima di queste fa quasi sorridere se non fosse che è terribilmente seria. Si tratta di quella che è stata battezza la tassa sui sacchetti della frutta e della verdura. Dal punto di vista strettamente tecnico non è così, o comunque lo è solo importa in quanto nelle casse statali finisce solo una parte del costo a carico del cittadino, ma si tratta appunto di una spesa che colpisci tutti indiscriminatamente. Non si tratta dei sacchetti biodegradabili con cui portiamo la spesa dal supermercato a casa (peraltro a pagamento anch'essi, ma di quelli utilizzati nel reparto dell'ortofrutta per contenere mele e pere, melanzane e zucchine, limoni e arance, solo per citarne alcune.

Sacchetti frutta e verdura a pagamento dal primo gennaio

Non si tratti, si badi bene, di una proposta da approvare perché è già tutto fatto. Dal primo gennaio anche i sacchetti di frutta e verdura avranno un costo. Una brutta sorpresa che non si potrà evitare. Non c'è un prezzo prefissato poiché varierà per ogni supermercato ma è lecito credere che possa rientrare nella fascia tra 2 e 10 centesimi di euro. La decisione è stata assunta per ridurre il consumo e l'abuso di quei sacchetti di plastica così nocivi per l'ambiente. In buona sostanza si tratta di una estensione di quanto già avviene con i sacchetti per la spesa e il cui costo raggiunge appunto i 10 centesimi. Facile credere che, nel pieno spirito della normativa italiana che recepisce una specifica direttiva europea, ci si potrà in qualche modo attrezzare diversamente, anche per evitare l'accumulo di inutili sacchetti.

E per dimostrare che fanno sul serio ovvero che commercianti e supermercati non potranno chiudere un occhio, sono previste multe salatissime: da 2.500 a 25.000 euro e fino a 100.000 se la violazione del divieto riguarda gradi quantitativi di buste di plastica o se il loro valore è maggiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore. Per evitare discussioni all'interno degli stessi punti vendita, piccoli o grandi che siano, il prezzo sarà inserito nello scontrino. Se è innegabile che gli attuali sacchetti di plastica vadano fatti sparire e sostituire, non si capisce perché spetta al consumatore farsi carico di costi. Perché poi non si tratta dei pochi centesimi sborsati lì per lì, ma di tutte le volte che siamo chiamati a farlo nell'arco di un anno. Al supermercato come in svariati altri settori poiché gli aumenti di tasse e piccole imposte sono ben piazzati un po' ovunque. E alla fine dell'anno tutte queste spese finiscono in cavalleria.

Ulteriori tasse già decise

Conti alla mano, sono ammontano già a 9 miliardi di euro le tasse a carico dei contribuenti italiani e la tendenza è quella del continuo rialzo. Ci sono infatti piccoli balzelli, come questo dei sacchetti di frutta e verdura, che sfuggono dal conteggio generale, ma non da quello dei bilanci di famiglia. E poi attenzione, perché una decisione di questo tipo rischia di avere effetti opposti ovvero di spingere i consumatori a preferire prodotti confezionati anziché quelli freschi. Con una doppia beffa: a rimetterci sarebbero sia i produttori impegnati nella filiera di frutta e verdura e sia l'ambiente per la diffusione i sacchetti più difficili da smaltire. La variabile decisiva sarà probabilmente rappresentata dal reale costo dei sacchetti: 10 centesimi, o giù di lì, sembrano troppi.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il