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Sacchetti frutta e verdura a pagamento per spesa. Si otterrà finalità contrario

La data fissata per l’entrata in vigore dei sacchetti bio per contenere frutta e verdura è stata fissata per il primo gennaio del nuovo anno. Da quel momento bisognerà pagare ogni singolo sacchetto

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I nuovi sacchetti per frutta e verdura saranno bio e pagati con una tassa sulla spesa



I sacchetti della frutta e verudyra usa e getta saranno a pagamento nei supermercati quando si farà la spesa, ma si rischia di ottenere il contrario di quello che si vorrebbe fare con tale legge sia per i cittadini che per l'ambiente e l'inquinamento.

Gli italiani, forse, non si sono ancora abituati alla novità costituita dal sacchetto biodegradabile distribuito da qualche anno in tutti i supermercati che tra pochi mesi dovranno fare i conti con un provvedimento analogo. Questa volta saranno i sacchetti biodegradabili che dovranno essere distribuiti obbligatoriamente, pena il pagamento di multe molto elevate, anche per quanto riguarda per il comparto di frutta e verdura.

Certo, come il suo omologo, questo provvedimento è stato preso per ovvi motivi di tutela dell’ambiente, l’obiettivo è quello di ridurre al minimo la produzione della plastica e di milioni di buste non biodegradabili che finivano per inquinare l’ambiente. La data fissata per l’entrata in vigore di questa novità è stata fissata per il primo gennaio del nuovo anno e da quel momento i consumatori non dovranno meravigliarsi se sul conto totale della propria spesa in frutta e verdura, troveranno una maggiorazione dovuta proprio all’utilizzo dei nuovi sacchetti biodegradabili. E si, perché il costo verrà scaricato sui consumatori che dovranno sostenere una vera e propria tassa sulla spesa.

Sacchetti frutta e verdura come si pagheranno

La novità dei sacchetti biodegradabili che saranno utilizzati per contenere la frutta e la verdura, si potrà vedere concretamente, dunque, a partire dal nuovo anno. Anche se il costo di un singolo sacchetto non sarà certamente molto elevato, si pensa che esso possa oscillare da un minimo di due centesimi a un massimo di dieci il fatto che lo stesso sacchetto non potrà essere utilizzato che per un solo prodotto, può dare l’idea dell’aggravio sul totale della spesa. Insomma, per i consumatori, all’orizzonte si intravede un altro aumento, anche se indiretto, sul carrello della spesa. Il timore è che l’aggravio per le famiglie produca una nuova contrazione dei consumi. Che sarebbe un duro colpo proprio nel momento in cui l’Italia sta muovendo i primi timidi passi verso l’uscita dalla crisi economica.

Tassa sulla spesa cosa prevede

Il provvedimento, che già qualcuno ha avuto modo di ridefinire, tassa sulla spesa, è stato salutato con favore perché è all’avanguardia e proietta l’Italia al vertice delle classifiche dei paesi che prestano più attenzione alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente. Un provvedimento che effettivamente dovrebbe ridurre sensibilmente il consumo di plastica visto che spesso i sacchetti per la spesa ortofrutticola rappresentano comunque un aspetto non secondario. Ma cosa prevede questo nuovo provvedimento che è stato emanato ad agosto e che entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2018?

La legge dice che anche i sacchetti che hanno uno spessore di una singola facciata minore di quindici micron dovranno essere compatibili con lo smaltimento ambientale, al pari di quelli che si utilizzano oggi quando si acquistano altri beni alimentari. La percentuale rinnovabile del sacchetto deve essere come minimo del quaranta per cento altrimenti verranno considerati fuori legge. E infine essi non potranno essere distribuiti gratis. Chi non rispetta queste regole dovrà pagare pesanti sanzioni. Se da un lato l’obbligo di vendere questi nuovi sacchetti produrrà un aggravio sul carrello della spesa dei consumatori anche per quanto riguarda frutta e verdura, bisogna però anche tenere presente dall’altro che calcolando il consumo pro capite, il business che si svilupperà intorno alla vendita dei nuovi sacchetti biodegradabili si aggirerà intorno ai quattrocento milioni di euro ogni anno, con una ricaduta positiva anche sulla questione occupazionale.

Effetti contrari ai desiderati

Come ha spiegato il presidente della Fida, Federazione italiana dettaglianti dell'alimentazione, serve assolutamente una proroga in quanto in questo modo ci sarà solo un effetto boomerang rispetto a quello voluto dal legislatore con i cittadini che avranno un aumento sulla spesa continuo, in quanto i sacchetti non si possono riutilizzare, e così c'è il rischio concreto che i prodotti sfusi vengono sostituiti dagli imballaggi per il confezionato che sono più difficile da smaltire. Dunque danni per l'ambiente e per i consumatori

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di Luigi Mannini pubblicato il