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San Marino: forti probabilità crac. E alcuni ritengono Italia stessa a rischio

Tutto dipenderà dalle decisioni dei risparmiatori: se dovessero effettuare prelievi di massa ovvero prosciugare i conti correnti, allora il fallimento diventa inevitabile.

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San Marino: il crac è vicino



Per diverse variabili che sono presnti nel rischio di cra e default di San Marino, alcuni analisti pur facendo le debite proporzioni rilanciano l'ipotesi di un dì un rischio fallimento per l'Italia stessa.

Guai in vista per San Marino perché quel buco di circa 900 milioni di euro equivale al dissesto finanziario. E le prime conseguenze sono in corso, a iniziare dalle dimissioni di Raffaele Capuano, da poco eletto direttore generale della Banca centrale sammarinese. Una mossa che segue la perquisizione domiciliare della polizia giudiziaria. Osservatori e analisti sono alla finestra in attesa di capire come si evolverà la situazione ovvero se scoppierà o sarà disinnescata quella che viene definita una bomba a orologeria. Dalla piccola Repubblica arriva comunque la notizia del mancato accoglimento delle dimissioni da parte del Consiglio direttivo della Banca centrale poiché nelle mire degli inquirenti ci sarebbe l'attività della precedente gestione dell'istituto e non di quella dell'attuale inquilino.

San Marino: 900 milioni di buco

Ma dai numeri non si scappa e quell'ammanco di 900 milioni di euro è un fardello da portarsi dietro con le banche che vedono all'orizzonte una crisi di liquidità senza precedenti. La cifra è abnorme per le casse di San Marino, considerando che il Prodotto interno locale generato in un anno ammonta a circa un miliardo e mezzo di euro. Il fallimento è dunque possibile e, anzi, è una delle possibilità contemplate e con cui occorre eventualmente fare i conti. Tutto dipenderà anche dalle decisioni che assumeranno nelle prossime ore i risparmiatori. Se dovessero decidere di effettuare prelievi di massa ovvero di prosciugare i conti correnti ed esportare altrove le somme, allora il crac diventa inevitabile.

Della partita fa parte la Cassa di Risparmio di San Marino che ha provveduto ad alcuni aggiustamenti sugli attivi. Sulla base della ricostruzione del Messaggero, la Cassa di Risparmio è stata costretta a fare rettifiche sugli attivi per oltre 500 milioni di euro: 400 milioni sono crediti del gruppo Delta riclassificati a zero. Qunindi c'è Asset Banca con un deficit di capitale superiore a 60 milioni di euro e perdite totali passate e previste per più di 160 milioni di euro. Poi c'è bisogno di liquidità per fronteggiare le richieste dei depositanti per circa 72 milioni di euro e infine Banca CIS a caccia di 50 milioni di euro per coprire le sofferenze.

Tra smentite e lunga crisi

L'intenzione per uscire da questo stato di crisi sarebbe di ripianare i debiti 30 anni offrendo ai depositanti Bond di Stato non negoziabili. C'è da fare presente come il segretario di Stato alle Finanze, che ha chiesto al dg della Banca centrale di ritirare le dimissioni, abbia riferito che a San Marino la situazione è sotto controllo ovvero che on esistono problemi di liquidità in istituti sammarinesi. Ma non c'è dubbio che la situazione è delicatissima anche perché segue il terremoto che ha spazzato via banche accusate di riciclaggio con tutto il loro corollario di politici e professionisti. Da parte sua il dimissionario Capuano denuncia la mancanza di certezze sia rispetto alla strategia del sistema bancario e sia rispetto alla sua posizione personale presso la banca, considerando la perquisizione senza preavviso una grave violazione dei suoi diritti individuali.

Crisi in Italia e fallimento, ci sono stesse variabili

Il rischio per l'Italia secondo alcuni analisti e commentatori è molto simile sia per i problemi delle banche che per il deficit fortissimo che non accenna a diminuire.  Come questa recente analisi in questo articolo

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di Chiara Compagnucci pubblicato il