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Agenzia Entrate: cosa cambia cartelle, multe e adempimenti ulteriori per imprese e cittadini

Sono tanti i cambiamenti in corso nel rapporto tra fisco e contribuente e non riguarda solo le dichiarazioni dei redditi. Ecco tutte le novità allo studio.

Agenzia Entrate: cosa cambia cartelle, m

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Vi sono una serie di cambiamenti con l'Agenzia delle Entrata entrata in vigore sotto molto aspetti tra cui diversi adempimenti per cittadini e imprese, ma anche la gestione e il pagamento di cartelle e multe

Rafforzare gli strumenti che hanno avuto maggior seguito come l'obbligo della fatturazione elettronica e il rinnovo della rottamazione delle cartelle, e la definizione di questioni ancora aperte, come l'obbligatorietà di accettare i pagamenti con Pos per qualunque importo. Prosegue senza soste la riorganizzazione del fisco, con provvedimenti che impatteranno in maniera diretta sia su cittadini, imprese e professionisti e sia su commercianti, artigiani ed esercenti. Ecco allora che esecutivo e Agenzie delle entrate stanno pensando di allargare le fatture elettroniche anche sul segmento business-to-business mentre l'ipotesi di una nuova partita di rottamazione delle cartelle esattoriali per chi è rimasto fuori (per ritardi, sbagli o volontà) è tutt'altro che campata in aria. Sul Pos obbligatorio sono due le questioni aperte: le commissioni da applicare a carico dei commercianti, professioni e artigiani, e l'entità delle sanzioni per chi non si attiene alle nuove disposizioni.

Il progetto del numero uno delle Entrate: fisco leggero

A illustrare il piano di lavoro dell'Agenzia delle entrate ci ha pensato lo stesso direttore, arrivando a ipotizzare che sia la stessa amministrazione a fare le dichiarazioni dei redditi, dopo aver dialogato online col cittadino. Il presidio della legalità - ha fatto ulteriormente presente - non si risolve nel sintetico slogan della lotta all'evasione, ma si sostanzia in una azione equilibrata e ragionata, attenta alla sostanza dei fenomeni, rispettosa delle garanzie dei contribuenti senza badare appunto al solo aumento degli incassi. Il primo passo da muovere per avvicinare la macchina del fisco ai contribuenti resta quello di rendere loro la vita più facile.

Non solo innovando strumenti e i processi, dalla precompilata alla dichiarazione di successione telematica fino agli invii trimestrali dei dati Iva e agli indicatori sintetici di affidabilità che superano gli studi di settore, ma anche rendendo più chiare e immediate le comunicazioni. E in questo senso ha assicurato che a breve partirà una task force per semplificare i linguaggi, le forme con cui l'Agenzia delle entrate si rapporta a milioni di cittadini, e non soltanto agli intermediari fiscali. Accanto a questa azione proseguirà l'implementazione della dichiarazione dei redditi precompilata, che già a partire dall'anno prossimo potrebbe contenere anche tutte le spese relative alla scuola, alle attività sportive dei figli oltre ai dati delle erogazioni liberali.

Altri provvedimenti in arrivo con la manovra

Il credito d'imposta per la formazione dovrebbe essere del 50 per cento con un limite di spesa di 10 milioni di euro. Per restare nel tetto dei 300-400 milioni dieuro triennali, si sarebbe deciso di ammettere il bonus solo sull'incremento di investimento rispetto al triennio precedente. La deduzione al 140 per cento per l'acquisto di macchinari tradizionali va verso un allungamento dei termini. In pratica, nella legge di bilancio dovrebbe entrare l'allungamento dei termini per coprire anche gli ordini d'acquisto effettuati nel 2018. L'indicazione per l'iperammortamento dovrebbe essere la stessa del superammortamento: anche per il bonus sui beni digitali di Industria 4.0 - in questo caso la deduzione al 150 per cento - la manovra dovrebbe coprire anche gli ordini 2018.

Una dote di altri 150 milioni di euro del pacchetto industria dovrebbero essere destinati al rifinanziamento del piano straordinario per il made in Italy, in aggiunta ai 50 milioni di euro di risorse ordinarie che erano state già previste dai precedenti interventi. Il Fondo Pmi per il Sud - gestito da Cassa deposito e prestito o Invitalia - dovrebbe prevedere 100 milioni di euro di risorse pubbliche che potrebbero essere utilizzate come leva per attivare almeno altrettante risorse private da fondi di private equity e private debt. La manovra dello scorso anno aveva previsto un apporto di un miliardo la Fondo centrale che fa da garanzia per le piccole e medie imprese. L'ipotesi oggetto di discussione è quella di prevedere un importo simile per il 2018 qualora emergesse la necessità di intervenire.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il