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Agenzia Entrate: regole aggiornate nuove e ulteriori in arrivo per prescrizioni multe e cartelle

Dalle attuali alle nuove regole sulla prescrizione delle cartelle esattoriali e delle multe. I tempi variano in base all'imposta oggetto di mancato pagamento.

Agenzia Entrate: regole aggiornate nuove

Agenzia Entrate: nuove regole aggiornate



Vi sono una serie di regole aggiornate nuove dall'Agenzia delle Entrate per la prescrizione, i temini e i tempi di quando le cartelle e le multe deve essere annullate e ne sono arrivo di ulteriori.

I tempi non sono infiniti e anche nell'esigere i crediti non riscossi, per una multa non pagata, ad esempio, l'Agenzia delle entrate deve seguire termini ben precisi. Non solo, ma anche in relazione alle varie cartelle, tra bollo auto e imposte sui redditi, canone Rai (fin quando non era inserito nella bolletta della luce) e contributi e Inps e Inail, tributi locali e diritti camerali, i tempi sono differenti. Si tratta comunque di una materia in continuo movimento, come dimostrato dai recenti tentativi di rivedere le regole. Naturalmente valgono le stesse regole anche per il contribuente che ha a disposizione una finestra di tempo ben precisa per proporre opposizione alla cartella esattoriale che ritiene di non dover pagare, in tutto o solo in parte.

Prescrizione cartelle e multe: le regole attuali

Ci sono dunque tempistiche ben precise dalle quali non si scappa per evitare che la cartelle esattoriale vada in prescrizione e dunque la somma iscritta a ruolo non possa più essere richiesta dall'Agenzia delle entrate. Provando a sintetizzare le regole in vigore, vediamo che

  1. per i contributi Inps di previdenza e assistenza sociale obbligatoria all'Inps, i tempi di prescrizione sono pari a 10 anni se anteriori al primo gennaio 1996; 5 anni se successivi al primo gennaio 1996; 10 anni quando il mancato versamento è denunciato dal lavoratore o dai suoi superstiti
  2. per i contributi Inps Fondo pensioni lavoratori dipendenti e altre gestioni pensionistiche obbligatorie, i tempi di prescrizione sono pari a 10 anni se anteriori al primo gennaio 1996; 5 anni se successivi al primo gennaio 1996; 10 anni quando il mancato versamento è denunciato dal lavoratore o dai suoi superstiti
  3. per i contributi Inps dovuti da artigiani, esercenti attività commerciali e lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata, i tempi di prescrizione sono pari a 5 anni
  4. per i contributi Inail, i tempi di prescrizione sono pari a 10 anni se anteriori al primo gennaio 1996; 5 anni se successivi al primo gennaio 1996
  5. per Irpef, Irap, Iva, i tempi di prescrizione sono pari a 10 anni
  6. per Imu, Ici, Tarsu, Tasi, Tosap, i tempi di prescrizione sono pari a 5 anni
  7. per le multe per violazione del Codice della strada, i tempi di prescrizione sono pari a 5 anni
  8. per il bollo auto, i tempi di prescrizione sono pari a 5 anni
  9. per il Canone Rai, i tempi di prescrizione sono pari a 10 anni
  10. per i diritti annuali Camera di Commercio sono pari a 10 anni ovvero 5 anni per le sanzioni per omesso o ritardato pagamento

Agenzia delle entrate: nuove regole in arrivo

Prima che cali il sipario su questa legislatura, rimane in discussione un testo di legge in base al quale nel caso in cui la cartella di pagamento sia stata notificata dal concessionario oltre la decorrenza del termine di decadenza o prescrizione, senza che siano intercorsi atti interruttivi, le somme iscritte a ruolo sono annullate di diritto e considerate discaricate dai relativi ruoli. Lo scopo dei proponenti è di evitare di costringere il contribuente a ricorrere all'autorità giudiziaria per ottenere una pronuncia di annullamento. A tal proposito viene prevista una forma di responsabilità diretta del concessionario che promuova un atto della procedura cautelare o esecutiva in forza di una cartella di pagamento per la quale sia decorso il termine di prescrizione decennale, obbligandolo a indennizzare il contribuente mediante il pagamento di una somma pari al triplo di quella per la quale ha agito in via cautelare o esecutiva.

Tra le novità che saranno a breve implementate, perché già approvate nel contesto del Codice dell'amministrazione digitale elaborato al Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, c'è la possibilità di ricevere sulla propria casella di posta elettronica le multe ricevute. Non solo quelle, naturalmente, ma anche le notifiche e le comunicazioni della Pubblica amministrazione. Sarà indispensabile il possesso di un indirizzo di Posta elettronica certificata attiva. Le mail ricevute avranno infatti valore di raccomandata.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il