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Agenzia Entrate: sempre più stringenti e numerosi sistemi controllo. E niente o quasi si ottiene di più

Rispetto all'imponente macchina di controlli messa in campo, la lotta all'evasione fiscale dell'Agenzia delle entrate sembra offrire risultati al di sotto delle aspettative.

Agenzia Entrate: sempre più stringenti e

Agenzia Entrate: i sistemi di controllo



Più numerosi e anche potenzialmente più stringenti sono i sistemi di controllo che ora possiede l'Agenzia delle Entrate per controllare e verificare possibli evasioni fiscale, cartelle non pagate e multe. Ma nonostante questo i risultai rimangono sempre molto simili.

L'azione dell'Agenzia delle entrate nel recupero delle somme evase è fuori target. Sono gli enti certificati che hanno messo sotto controllo i risultati ottenuti sulla base delle risorse messe in campo ad aver messo in luce una situazione preoccupante. Perché i problemi sono di due tipi. Da una parte c'è la scarsa capacità nell'andare a stanare i grandi evasori e dall'altra ci sono le ingenti spese sostenute dall'Agenzia delle entrate a carico del contribuente. La poco efficacia si abbina ai tempi lunghi per implementare le decisioni assunte dai vari esecutivi e, altro aspetto di cui tenere conto, alla non perfetta corrispondenza tra quanto annunciato in tema di lotta all'evasione e quanto effettivamente ottenuto. La situazione è al limite del paradosso, non volendo credere che di mezzo ci sia un comportamento doloso.

I sistemi di controllo dell'Agenzia delle entrate

Dati alla mano, il contrasto all'evasione è certamente migliorato. Ma resta al di sotto delle effettive potenzialità. C'è infatti chi nutre dubbi sull'azione degli agenti di riscossione: vanno a caccia dei pesci grossi per contrastare l'evasione o si concentrano o si concentrano sull'errore involontario e i recuperi di per importi esigui? Perché poi non è in ballo solo la somma di cui entrare in possesso, ma la stessa percezione che si ha dell'Agenzia delle entrate, ben ricordando che l'intenzione dichiarata è di mettere in piedi un fisco collaborativo e non vessatorio. Come è allora cambiato (e sta tuttora mutando) il sistema dei controlli? La prima strada seguita è quella di aumentare il tasso di collaborazione con imprese e professionisti ai fini preventivi anziché repressivi.

E qui entrano in gioco la cooperative compliance con le grandi società e la lavorazione delle istanze della voluntary disclosure. A livello individuale punta invece a favorire l'adempimento spontaneo degli obblighi tributari così da offrire l'occasione di rimediare prima dell'accertamento vero e proprio. La principale novità sono gli Indici di affidabilità (ex Studi di settore), considerati dall'Agenzia delle entrate uno strumento efficace. Per garantire il contrasto dei fenomeni evasivi le Entrate puntano a utilizzate le informazioni di natura creditizia, finanziaria e assicurativa in possesso dei vari Banca d'Italia, Commissione nazionale per le società e la borsa e Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. L'istituto dell'inversione contabile sta assumendo una importanza sempre maggiore per contrastare i fenomeni di evasione in alcuni settori di attività

Tracciate le spese del contribuente

Fedele alla certezza che sia è prioritario incentivare l'uso di strumenti tracciabili con un'attenzione particolare proprio alle attività che si rivolgono al consumatore finale, rinnovati i controlli sui conti correnti e su quelle spese che, se maggiori del 20% del proprio reddito dichiarato, potrebbero far scattare controlli e accertamenti. Comprendono

  1. investimenti immobiliari e mobiliari netti (fondi d'investimento, certificati di deposito, valuta estera, oro, numismatica)
  2. istruzione (anche scuole di specializzazione, master, tutoraggio, corsi di preparazione agli esami e canoni di locazione per studenti universitari)
  3. cura della persona (abbonamenti pay TV, giochi online, cavalli, alberghi, viaggi organizzati e centri benessere)
  4. abitazione (mutui, ristrutturazioni, collaboratori domestici, elettrodomestici, telefonia fissa e mobile)
  5. assicurazioni e contributi previdenziali (obbligatori, volontari e complementari)
  6. attività sportive e ricreative
  7. mezzi di trasporto (minicar, natanti e imbarcazioni, mezzi in leasing o noleggio)
  8. altre spese significative (donazioni in denaro a favore di onlus e simili, veterinarie)

Secondo l'Agenzia delle entrate, la diffusione della tracciabilità, oltre a essere un deterrente all'evasione, può comportare concreti vantaggi ai cittadini per la riduzione dei rischi e degli oneri connessi all'uso del contante, la cui soglia è fissata in 3.000 euro. C'è poi un'altra aspettativa: che l'obbligo di fatturazione nei confronti della pubblica amministrazione induca l'adozione di idonee modalità di fatturazione anche nei rapporti tra imprese, alla luce dei risparmi gestionali che ne possono derivare.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il