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Bonus bebč 2018: solo per un anno e importo ridotto. Richieste modifiche da Lorenzin

L'obiettivo del prossimo e urgente intervento č riportarlo al modello originale che prevedeva il beneficio per i primi tre anni di vita e non solo uno.

Bonus bebč 2018: solo per un anno e impo

Bonus bebč 2018: solo per un anno



C'è ancora tempo per cambiare la rivisitazione delle nuove regole del bonus bebè 2018 perché così com'è stato modificato non piace a nessuno. In buona sostanza l'idea del governo è stata quella di confermare l'agevolazione per i prossimi 12 mesi, per poi prevedere un drastico dimezzamento. E in un Paese in cui il tasso di natalità è crollato, anche per via delle difficoltà economiche delle giovani coppie, non si capisce la ratio di questo provvedimento. Anche e soprattutto perché questa legislatura passerà alla storia per essere stata quello dei bonus un po' per tutti. Ma che qualcosa cambierà nel bonus bebè o quantomeno sarà oggetto di discussioni prima del voto finale della manovra, è dimostrata dalla recente presa di posizione pubblica di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute.

Bonus bebè: cosa cambia nel 2018

Il punto di partenza per comprendere la direzione imboccata dal governo e le prospettive di modifiche è rappresentato dalle norme attuali. Attualmente è infatti in vigore un'agevolazione di 80 euro. Per famiglie con Isee tra 7.000 e 25.000 euro, 80 euro al mese per tre anni per i figli nati tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Il bonus raddoppia per le famiglie con Isee sotto i 7.000 euro. Lo schema previsto dall'esecutivo allunga i termini del bonus fino al 31 dicembre 2018, senza modificare di una sola virgola l'impianto attuale. Tuttavia dall'anno successivo ovvero dal 2019 viene previsto il dimezzamento aritmetico: 40 euro al mese. Non solo, ma vengono ripensati anchi tempi dell'erogazione dell'assegno pensato per dare un sostegno economico ai genitori, ma anche per incentivare le nascite.

Non più per i primi tre anni di età del neonato, come previsto dalle norme in vigore ancora per poche settimane e dunque riservate ai piccoli che vengono alla luce entro il 31 dicembre di quest'anno. Ma per un solo anno. Una doppia decisione che non è andata giù proprio a tutti, anche considerando l'appuntamento con il voto agli inizi del 2018, pronti a chiedere modifiche lampo. E tra questi c'è appunto il ministro della Salute, secondo cui il bonus bebè è una di quelle misure a sostegno della genitorialità e della natalità. Questo andrebbe a mettere un rimedio sui temi delle disuguaglianze - argomenta l'esponente del governo - specialmente per le famiglie che pagano un prezzo più elevato, soprattutto per quelle svantaggiate. Il tempo comunque stringe e, calendario alla mano, ci sono venti giorni per cambiare ancora, e per l'ultima volta, la manovra che contiene la rivisitazione del bonus bebè 2018.

Come potrebbe essere ancora modificato

Dal punto di vista procedurale, dopo il via libera del Senato, la parola spetta adesso alla Camera con i deputati pronti ad agire in tempi record, almeno stando alle loro parole. In particolare, si cercherà di riportarlo al modello originale che prevedeva il beneficio per i primi tre anni di vita e non solo uno ovvero confermare il sostegno al reddito per le famiglie a basso reddito, pari a 80 euro al mese per tre anni (960 euro all'anno) a partire dalla nascita del figlio e valido per tutti i bambini nati o adottati tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. In questo bonus bebè occorre considerare un vincolo di reddito: l'Isee familiare sotto i 25.000 euro. Se è inferiore a 7.000 euro annui, il bonus è raddoppiato a 160 euro al mese ovvero 1.920 euro l'anno e sempre per tre anni.

Infine, facciamo presente come le modalità di erogazione, al pari di importi e requisiti, dovrebbero essere gli stessi degli anni scorsi, senza alcuna modifica procedurale.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il