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Agenzia Entrate: rottamazioni liti chiarimenti e modifiche da Equitalia per tutti. Cosa cambia

Il processo di revisione del rapporto dell'Agenzia delle entrate con i contribuenti va avanti e arrivano puntuali nuovi chiarimenti sul modo in cui procedere con la definizione rottamazione delle liti.

Agenzia Entrate: rottamazioni liti chiar

Agenzia Entrate sta cambiando per tutti



L'Agenzia delle Entrate sta subendo un processo di revisione che dovrebbe portare a un rapporto più diretto e sereno con il contribuente. Questo significa che molti aspetti cambieranno rispetto al passato, anche più recente. Proviamo a sintetizzarne alcuni in questo articolo.

L'obiettivo è ambizioso e di oggettiva difficile realizzazione: trasformarsi in una sorte si consulente dei contribuenti anziché in un ente che va alla ricerca di evasori e sempre pronto a inviare cartelle per riscuotere i crediti non pagati. In qualche modo si tratta di lavorare molto sulla fase preventiva anziché su quella repressiva. E, a dirla tutta, l'implementazione di alcuni strumenti come la dichiarazione precompilata sia per i dipendenti e sia per i professionisti, va proprio in questa direzione. In realtà c'è ancora molto su cui lavorare, proprio in relazione alle liti pendenti tra fisco e contribuenti. I nuovi chiarimenti dell'Agenzia delle entrate gettano adesso luce sulle situazioni in corso, precisando anche che la definizione delle cartelle non cancella le sanzioni sul Registro irrogate con successivo provvedimento.

Chiarimenti Agenzia delle entrate su liti pendenti

L'Agenzia delle entrate procede dunque lungo la sua strada di chiarire la normativa in vigore e lo fa adesso con una nuova circolare. L'ipotesi è quella in cui sia pendente una controversia su una sanzione non collegata al tributo e il contribuente abbia già definito, attraverso la definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, l'iscrizione a ruolo dei due terzi dell'importo in contestazione. In questo caso, l'Agenzia di via XX Settembre specifica che la lite pendente può essere definita con il pagamento del 40 per cento dell'importo della sanzione non collegata al tributo ancora in contestazione ossia un terzo non ancora iscritto a ruolo, essendo stata già definita in modo agevolato la restante parte ossia i due terzi già iscritti a ruolo.

È solo il primo degli aspetti chiariti dall'Agenzia delle entrate nell'ultima circolare che completa il quadro già delineato dalla circolare pubblicata a luglio sull'agevolazione introdotta dall'esecutivo. L'Agenzia delle entrate si incarica anche di chiarire le procedure per la definizione delle liti in caso di fallimento del contribuente. In questo caso, spiega il provvedimento di prassi, l'istanza di definizione agevolata delle controversie pendenti può essere legittimamente presentata dal curatore e, in caso di inerzia di quest'ultimo, dal fallito. La circolare conferma poi che le somme eventualmente versate a titolo provvisorio da parte dei coobbligati che non aderiscono alla definizione agevolata non possono essere scomputate dall'importo lordo dovuto per la definizione.

Esempi di compilazione del modello F24

La lite con l'Agenzia delle entrate relativa alla cartella di pagamento con l'iscrizione a ruolo della sanzione può essere definita senza alcun pagamento nel caso in cui il tributo richiesto con l'avviso di rettifica sia già stato versato o sia stata definita contestualmente la lite su questo avviso. La circolare contiene alcuni esempi pratici per aiutare i contribuenti nella compilazione del modello di versamento F24. L'Agenzia delle entrate chiarisce come va correttamente suddiviso, tra i vari codici tributo istituiti, l'importo netto da versare per la definizione agevolata della lite. Nel modello di pagamento l'importo netto va ripartito, voce per voce, nella stessa proporzione percentuale degli importi contenuti nell'atto impugnato. Se, ad esempio, l'importo lordo dovuto per Irpef e relativi interessi era pari all'89,82 per cento del totale indicato nell'atto impugnato, al codice tributo 8122 ("Altri tributi erariali e interessi") dovrà essere imputato l'89,82 per cento dell'importo netto dovuto.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il