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Agenzia Entrate: nulle tutte le cartelle di Equitalia precedenti. I motivi da diverse sentenze

Una nuova battaglia giudiziaria coinvolge l'Agenzia delle entrate e mette a rischio la validità delle cartelle Equitalia. Cosa sta succedendo.

Agenzia Entrate: nulle tutte le cartelle

Cartelle Equitalia potrebbero essere nulle



Secondo alcune sentenze si potrebbe profilare il clamoroso annullamento di tutte le cartelle di Equitalia, ovvero tutte quelle cartelle, multe e sanzioni precedenti all'arrivo dell'Agenzia delle Entrate. E i motivi sono spiegati da difefrenti sentenze.

L'intera impalcatura dell'Agenzia delle entrate è a rischio. Sarà decisiva la sentenza sul ricorso presentato ai giudici amministrativi dal sindacato dei dirigenti del pubblico impiego DirPublica. Motivo della contestazione è l'inglobamento di Equitalia nell'Agenzia delle entrate perché passaggio dei dipendenti dalla società privata all'agenzia pubblica richiederebbe il superamento di un concorso pubblico. La parola spetta dunque ai tribunali, ben sapendo che dal pronunciamento dipende anche una delle più importanti manovre dell'anno: la rottamazione delle cartelle e le stesse cartelle per cui i contribuenti non hanno seguito la strada della definizione agevolata.

Agenzia delle entrate-Equitalia: la partita è anche politica

Forse è anche per questa ragione che già si vocifera della possibile attivazione di una seconda stagione per rottamare multe, sanzioni e pagamenti non effettuati. La partita si gioca dunque su due piani: giudiziario da una parte, politico dall'altra. C'è un precedente che va tenuto di conto a dimostrazione delle difficoltà dell'Agenzia delle entrate e dell'efficacia dell'azione di DirPublica. Si tratta del recente annullamento del concorso per dirigenti di seconda fascia e sul quale gli stessi giudici amministrativi si erano espressi per il congelamento. Un ragione in più per credere come l'esito di questa nuova battaglia giudiziaria non vada data affatto per scontata.

Agenzia delle entrate inflessibile

In ogni caso l'Agenzia delle entrate continua a proseguire lungo la sua strada senza cedimenti. E, anzi, rinnovando la sua inflessibilità nei confronti di chi non paga le rate previste, ma anche per chi lo fa in modo ridotto o ritardato. Nel caso di mancato rispetto di quanto concordato, salta infatti la rottamazione e tornano a scattare sanzioni e interessi delle vecchie cartelle. Non va comunque dimenticato che la società di riscossione deve comunque comunicare al contribuente l'eventuale esistenza di debiti per i quali non è ancora stata emessa la cartella. Si ricorda che la rottamazione vale per tutte le cartelle esattoriali, non solo per quelle di Equitalia. Ed è stata estesa anche ai carichi che sono stati affidati ai concessionari nello scorso anno. In pratica possono essere pagate senza interessi e sanzioni anche le iscrizioni a ruolo fatte dagli altri concessionari. Per le multe stradali, invece, lo buona sostanza riguarda i soli interessi e le altre maggiorazioni previste.

Dopo l'adesione il concessionario della riscossione ha comunicato l'importo complessivo dovuto e le singole rate, con la data di scadenza di ciascuna, inviando anche i bollettini. Le rate sono cinque:

  1. la prima è stata già pagata
  2. la seconda scade in questo mese di settembre 2017
  3. la terza a novembre
  4. la quarta ad aprile 2018
  5. la quinta e ultima a settembre del prossimo anno

L'ammontare non ha parti importo, considerando che il 70% va versato in questo 2017.

Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell'unica rata o di una delle rate richieste comporta la decadenza della definizione e la ripresa automatica di misure cautelari o esecutive sulle somme residue dovute che non saranno neppure più rateizzabili. Può aderire alla rottamazione anche chi ne ha in corso, definendo però solo la parte residua dovuta e a condizione che le rate in scadenza siano pagate, risultando quindi in regola al 31 dicembre. Le norme stabiliscono che per aderire è stato necessario dichiarare di rinunciare a eventuali contenziosi relativi alle cartelle interessate dalla definizione agevolata.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il