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Cartella Agenzia delle Entrate: quando si può non pagare. Tutti i casi da multe ad evasione

I casi in cui non pagare le cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate: quali sono e come evitare il pagamento per prescrizione

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Spesso le cartelle dell'Agenzia delle Entrate sono un vero incubo e hanno anche degli interessi, nonostante quello che spesso si dice o si scrive, più alti di quello che in molti riterebbero idoneo. Ma in pochi sanno che ci sono molti casi, anche semplici, per cui si può non pagate una cartella delle Agenzia delle Entrate. E l'elenco di tali casi  continuano ad aumentare con la nuova giurisprudenza e sentenze dei tribunali sia per le multe per ritardi pagamenti, multe auto, multe per il bollo o per non aver pagato le tasse o averlo fatto in ritardo. Ecco tutti i casi.
 

Cartelle dell'Agenzia delle Entrate lo spauracchio degli italiani eppure vi sono casi in cui gli stessi cittadini pur ricevendo una cartella dall'Agenzia delle entrate potrebbero star tranquilli non avendo alcun obbligo di pagamento. Vi sono, infatti, casi in cui è possibile non pagare le cartelle dell'Agenzia delle Entrate per motivi che potrebbero invalidare le stesse, come i casi di prescrizione o di nullatenenza da parte del debitore. E’ possibile bloccare anche le cartelle dell’Agenzia delle Entrate relative ai procedimenti avviati dopo lo scioglimento di Equitalia.

Blocco cartelle Agenzia delle Entrate dopo scioglimento di Equitalia

Stando a quanto riportano le ultime notizie, all’indomani di un ricorso presentato dai dirigenti delle Entrate potrebbero essere considerati incostituzionali tutti i provvedimenti, le multe e le cartelle esattoriali notificate dalla nuova Agenzia delle Entrate dopo lo scioglimento dell’Agenzia delle Entrate. Stando a quanto riportato, considerando che l'assorbimento di tutti gli ex dipendenti di Equitalia come dipendenti pubblici è stato considerato incostituzionale in quanto non sono stati assunti per concorso, qualsiasi atto da loro firmato potrebbe essere bloccato e annullato. Duque, la nuova Agenzia delle Entrate potrebbe essere incostituzionale e così tutte le cartelle, multe e pignoramenti affidatele.

Tutti i casi in cui si possono non pagare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate

A prescindere dal recente caso di annullamento delle cartelle dell’Agenzia delle Entrate a seguito dello scioglimento di Equitalia e del contestuale assorbimento diretto dei suoi dipendenti nelle stesse Entrate, sono diversi i casi già possibili per non pagare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate. Si può, infatti, non pagare nel caso in cui il debitore sia nullatenente o titolare di un conto corrente in rosso, che non può pertanto essere soggetto a pignoramento. Se il conto corrente contiene, invece, solo redditi di lavoro dipendente o di pensione, anche se il saldo è attivo, il pignoramento non può comunque avvenire entro fino a 1.344,21 euro, cioè il triplo dell’assegno sociale, e ciò significa che il contribuente che riesca a mantenere il conto entro questa soglia non deve temere nulla.

Non si pagano le cartelle esattoriali arrivate dall’Agenzia delle Entrate di un importo inferiore a 30 euro, compresi interessi e sanzioni, mentre se la cartella del valore di 30 euro comprese sanzioni e interessi moratori dovesse superare la soglia dei 30 euro, allora dovrebbe essere pagata. Non sono tenuti al pagamento di sanzioni relative a cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate nemmeno gli eredi che ricevono una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione intestata ad un defunto e potranno del tutto evitare di pagare se rinunciano all’eredità. Non devono essere pagate le cartelle esattoriali dell’agenzia delle Entrate relative a sanzioni che prevedono termini di prescrizione e in tal caso chi decide volontariamente di non pagare determinate imposte dovrebbe solo sperare che nel tempo previsto fino al momento della prescrizione non arrivi alcun avviso. Stiamo parlando di imposte come Irpef o bollo auto. Una volta scattata la prescrizione, infatti, l’Agenzia delle Entrate dovrà cancellare il debito del contribuente. I termini di prescrizione variano in base all’imposta in oggi e sono di 3 anni per il bollo auto, con decorrenza dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta avrebbe dovuto essere pagata; di cinque 5 anni per sanzioni amministrative, codice della strada, contributi Inps e Inail, imposte locali come Tari, Imu, Tasi; di dieci anni per mancato pagamento di imposte Irpef, Iva, Irap, Imposta di Registro, imposta ipocatastale, canone Rai, diritti camera di commercio.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il