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Contenziosi, contribuenti perdono 4-3 con il Fisco in tribunale e contenziosi studio Cgia

La sconfitta per i contribuenti fa parte dell'immaginario collettivo ma le proporzioni non sono così schiaccianti a favore del fisco visto che assume il rapporto, più equilibrato di quattro a tre

Contenziosi, contribuenti perdono 4-3 co

La partita tra fisco e contribuente si conclude con un 4 a 3. Ecco il dettaglio della battaglia quotidiana



Nei tribunali e nei contenziosi, il Fisco vince 4-3 sugli esiti finali e questa offere diversi aspetti su cui riflettere come l'evasionefiscale trovata e quella davvero poi recuperata ( e non c'è solo questo elemento)

I dati diffusi dalla Cgia di Mestre che provano a far luce sulla quotidiana battaglia tra il Fisco e i contribuenti italiani confermano alcune convinzioni che fanno parte ormai dell’immaginario collettivo e cioè che i secondi ne escono sconfitti.

Non mancano sorprese, però, soprattutto per quel che riguarda la proporzione di questa sconfitta, che non è di dimensioni epiche ma assume il rapporto di quattro a tre. Questo significa che, per quel che riguarda il totale dei contenziosi tra fisco e contribuente andati in scena nel 2016, la percentuale è a favore dell’erario che la spunta nel 45% dei casi contro il 31,5% dei caso in cui ad esultare è il contribuente.

Fisco vince sui contribuenti 4-3

Se, come abbiamo già avuto modo di vedere il fisco vince sui contribuenti con una media di 4-3 quando si tratta della quantità intrinseca dei contenziosi, il gap aumenta quando si entra nello specifico del provvedimento. E cioè quando si prende in esame il valore dei contenziosi e non la quantità intrinseca dei provvedimenti. L’anno di riferimento resta il 2016 e la percentuale in questa circostanza parla di un 48,1% a favore del fisco mentre la percentuale dei successi del contribuente si ferma a un più misero 23,4 per cento.

Quando si prendono in esame queste percentuali bisogna sempre tenere in considerazione che il contribuente per far valere le proprie ragioni nei confronti del Fisco deve esborsare cifre ulteriori, oltre alle perdite di tempo che è difficile quantificare, per istruire l’iter con giustizia tributaria denaro. Le cifre che si deve sobbarcare il contribuente variano di molto in relazione alla complessità e al valore della pratica e sono dell'ordine delle migliaia di euro. Inoltre il ricorso non evita il versamento, anche se parziale, di quanto richiesto dal Fisco.

Aggiungendo il tempo, che è denaro, necessario alla giustizia tributaria per fare il suo corso (in media ci vogliono circa due anni e due mesi) è facile capire come, se si tratta di importi piccoli, il contribuente preferisca pagare il dovuto piuttosto che avventurarsi in questa giungla.

Cgia Mestre esiti contenziosi

I dati della Cgia di Mestre aiutano a capire quindi meglio quale è la situazione dei contenziosi tra Fisco e contribuente. Come è facile immaginare in ogni caso numeri parlano di un vantaggio per il fisco in tutte le condizioni, anche se lo scarto non è così ampio come si potrebbe immaginare. Se si analizza con più attenzione la percentuale di vittorie del contribuente che si attesta intorno al trenta per cento, si capisce che contrariamente a quanto sarebbe facile pensare, si tratta di un ottimo risultato.

Basta valutare i costi che fare valere le proprie ragioni nei confronti del fisco, ricorrendo alla giustizia tributaria ha un costo, non solo in termini di tempo, ma anche di denaro; le cifre che si deve sobbarcare il contribuente variano di molto in relazione alla complessità e al valore della pratica e sono dell’ordine delle migliaia di euro.

Si consideri poi che il ricorso non evita il versamento, anche se parziale, di quanto richiesto dal fisco: ad esempio a fronte di un avviso di accertamento è prevista la riscossione di un terzo delle imposte contestate, mentre prima di ricorrere in secondo grado si deve versare due terzi degli importi dovuti a titolo di imposta ed interessi.

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di Luigi Mannini pubblicato il