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Esenzioni bollo auto: cinque categorie attuali

Una delle ipotesi di cambiamento in pista prevede di far pagare l'imposta sulla base dell'inquinamento prodotto anziché sulla potenza del motore dell'auto.

Esenzioni bollo auto: cinque categorie a

Esenzioni bollo auto: cinque categorie attuali



Se c'è una imposta che non va proprio giù sia perché è in costante aumento nonostante le continue promesse di riformarlo e sia perché si paga per il semplice possesso del mezzo e non per il suoi utilizzo, è il bollo auto. A voler essere precisi, non proprio tutti sono chiamati a passare alla cassa e a versare la tassa calcolata su base annuale. Sono infatti in vigore esenzioni totali o parziali, differenti da una regione all'altra. Ad esempio niente è dovuto per i veicoli storici ultratrentennali; per le auto elettriche e le auto ibride; le auto alimentate esclusivamente a Gpl e metano; l'auto per disabili, invalidi e portatori di handicap. In ogni caso occorre verificare con attenzione le normative applicate a livello regionale perché la situazione non è affatto omogenea s tutto il territorio nazionale.

Esenzioni bollo auto

Il capitolo esenzioni del bollo auto continua a a far discutere proprio perché si discute ogni anno di questi tempi sui modi migliori per cambiarlo. A ogni modo, è ancora in vigore l'esenzione bollo auto per gli invalidi. Più esattamente, nulla è dovuto in caso di veicolo intestato a persona disabile o a persona che ha fiscalmente a carico un soggetto disabile, per patologie gravi che riguardano, sordomutismo, disabilità psichica con indennità di accompagnamento, disabilità motoria con adattamento del veicolo, disabilità fisica con grave limitazione della deambulazione. L'esenzione spetta per un solo veicolo con facoltà di scelta da parte dell'interessato che nella domanda di esenzione deve indicare la relativa targa. Inoltre è necessario che il veicolo abbia una cilindrata non superiore a 2.000 centimetri cubici, se a benzina, e a 2.800 centimetri cubici, se a gasolio.

Qualora il disabile rientri abbia limitazioni permanenti della capacità motoria, il veicolo deve essere stato adattato in funzione della condizione e le modifiche devono risultare dalla carta di circolazione. La documentazione medica, insieme a quella del veicolo può essere presentata presso gli uffici provinciali Aci o gli Uffici dell'automobile Club, o direttamente alla Regione, così da ottenere il certificato di esenzione.

Anche le auto storiche ovvero quelle di interesse storico e collezionistico iscritte in uno dei registri Asi, Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Fmi sono esentate dal versare l'importo del bollo auto. A differenza delle auto d'epoca, che spesso vengono confuse con le auto storiche ma sono tutt'altra cosa, i veicoli in questione restano iscritti al Pra e possono liberamente circolare su strada purché in possesso di sistemi, dispositivi, componenti efficienti e conformi alle prescrizioni in materia. L'esenzione bollo per le auto storiche scatta al compimento del trentesimo anno dalla loro costruzione. Agevolazioni anche per le auto gpl, metano, elettriche e ibride, con accenti diversi in base alla regione di appartenenza. In Piemonte, ad esempio, l'esenzione è totale per i mezzi omologati a gas, le auto ibride (per un certo periodo di tempo) e quelle elettriche (per sempre).

Niente bollo auto per i mezzi intestati alle Onlus, le ambulanze e i veicoli utilizzati per il trasporto di persone in particolari condizioni o di organi e sangue. Diverso è il caso della possibilità di portare in detrazione la spesa per il bollo auto da parte dei titolari di partita Iva, se il mezzo è utilizzato per lo svolgimento della propria attività. Per l'auto acquistata usata presso un rivenditore che ha attivato il regime di esenzione si applicano le stesse regole valide per l'immatricolazione delle auto nuove.

Come può cambiare il bollo auto

Il tutto mentre si continua a discutere su come cambiare il bollo auto. Una delle ipotesi in pista (su cui in realtà si discuteva con maggior vigore fino a poche settimane fa) prevede di far pagare l'imposta sulla base dell'inquinamento prodotto anziché sulla potenza del motore. Il problema è che in questo modo verrebbero tassate le vetture più vecchie ovvero quelle immatricolate almeno dieci anni fa. E che non sono state evidentemente sostituite anche per la poca disponibilità economica. Di conseguenza sarebbero colpire le classi medie e quelle povere ovvero i redditi medio bassi. Una seconda proposta (o prima, secondo l'ordine cronologico) passa invece dalla sua abolizione totale e dalla compensazione delle mancate entrate con l'aumento delle accise.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il