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Evasione fisco, Muravera bloccata Coop finta. E la vicenda dell'evasione perfetta reale

Il rapporto tra l'amministrazione fiscale e i contribuenti va necessariamente migliorato perché il tasso di evasione continua a rimanere molto alto nonostante l'efficacia dei controlli.

Evasione fisco, Muravera bloccata Coop f

Evasione fisco: finta Coop Muravera



Uno dei simboli dell'Italia che accumuna purtroppo tutta la penisola è quella dell'evasione fiscale. Due storie esemplificative.

Può sembrare solo un caso isolato e dall'importo relativamente contenuto. Ma se un contribuente è stato in grado di evadere il fisco in maniera pressoché totale per una somma che supera i 700.000 euro tra ricavi non dichiarati e Iva non versata, significa che qualcosa non va. Non tanto nel sistema dei controlli, perché poi il cittadino inadempiente è comunque finito nelle maglie della Guardia di finanza. Quanto piuttosto in termini di capacità di stroncare il fenomeno dell'evasione. Si tratta evidentemente di un problema a monte e del rapporto tra contribuente e tasse. Nonostante i progressi degli ultimi anni, l'impressione è che resta ancora molto da fare e da migliorare.

Scoperto un evasore totale

Entrando nelle specifico della vicenda fiscale, le Fiamme Gialle di Muravera, nel Cagliaritano, si sono messe sulle tracce di una società agricola camuffata da cooperativa di lavoro in agricoltura senza fini di lucro che, in base ai risultati delle indagini, si sarebbe ben vista dall'adempiere agli adempimenti contabili, dichiarativi e di versamento di Iva e Irap. E lo avrebbe fatto mascherando la sua attività commerciale sotto forma di cooperativa, più facilmente gestibile dal punto di vista fiscale. In attesa di capire quali risolti giudiziari assumerà la vicenda, inevitabile la denuncia ai responsabili dell'azienda per omessa dichiarazione delle scritture contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Nuove regole anti evasione in arrivo

Si accennava al contrasto all'evasione che sta diventando sempre più efficace. Stando ai dati rilevati nei primi otto mesi nell'anno, la quota di incassi è stata superiore del 23,1 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta di una cifra non di poco conto che equivale in termini pratici a 1.304 milioni di euro recuperati. Vale la pena evidenziare che un contributo decisivo è arrivato dalle disposizioni approvate nel corso dell'anno sulla definizione agevolata delle cartelle. Sono incluse anche le multe stradali non pagate: è stata infatti data la possibilità di definire anche gli interessi e le somme aggiuntive dovute per ritardati versamenti purché sia versta la sanzione base prevista per l'infrazione commessa da parte di chi ha violato il Codice della strada.

E nuove regole sono in arrivo anche per il prossimo anno. Tutto lascia perciò immaginare che la quota di somme recuperate dall'evasione fiscale possa essere ancora positiva. L'importo delle entrate tributarie - rende nota l'amministrazione fiscale - comprende le compensazioni delle imposte dirette, indirette e territoriali, le vincite lotto e le entrate degli enti territoriali. In questo contesto di milioni sottratti al fisco, vanno comunque ricordate le migliaia di cause che sommergono le commissioni tributarie e rischiano di intasare, fino a bloccare, la sezione civile della Cassazione. A crescere è anche il contenzioso arretrato davanti all'Alta Corte, a dimostrazione ulteriore di un rapporto con i contribuente da migliorare.

E la storia dell'evasione perfetta

Di circa due settimane fa, risale una altra evasione totale che avevamo già raccontato ed era stata definita come una evasione perfetta, o quasi perchè poi è stato trovata dalla Guardia di Finanza che era partita da una normale indagine di controllo e aveva trovato un ristorante in Umbria perfettamete in regola con documenti senza una virgola fuori posto, assolutamente, appunto, perfetti. Vi erano tutte le fatture perfettamente in ordine così come tutti gli altri documenti previsti per legge.

L'unica cosa era che i prezzi erano particolarmente bassi e dopo una serie di accertamenti si è capito che qualcosa poteva non quadrare. E infatti, tutti i documenti erano in ordine, peccato che non venivano per nulla trasmessi al Fisco. E così il ristorante che appariva un contribuente modello, o meglio il suo proprietario, in realtà evadevano totalmente. 

E la ricostruzione della cifra è stato piuttosto facile farla, basta vedere tutte le fatture di entrata e uscita che erano state diligentemente inserite. Ed  uscita così un totale di circa  un milione di euro di giro d'affari con 400mila circa di utili non dichiarati negli ultimi anni.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il