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POS obbligatorio: due problemi per esercenti e consumatori. Misura non convince

Non è un periodo positivo per i contribuenti italiani, alle prese con aumenti generalizzati. Conti correnti più cari anche per i giovani.

POS obbligatorio: due problemi per eserc

Conti correnti: aumentano i costi di gestione



Tempi duri per i contribuenti italiani per i quali l'autunno non riserverà certo sorprese gradevoli. Da una parte il via libera ai pagamenti di qualunque importo con bancomat o carta di credito con tanto di sanzioni per chi rifiuta di accettare pagamenti via Pos, va incontro alle esigenze dei consumatori. Dall'altra ci sarà da ammortizzare l'aumento dei costi di gestione dei conti correnti.

Oltre al Pos obbigatorio che di per sè presenta in questo momento e in queste condizione un problema sia per gli esercenti che potenzialmente per i consumatori, anche per i consumatori (ma non solo) c'è un problema relativo alla carte di credito e bacomat legato sempre ad un aumento dei prezzi con un effetto di costi elevati che, per i norali cittadini, potrebbe essere doppio.

Non si prospetta affatto un autunno positivo per i contribuenti italiani, alle prese con una serie di sorprese al ritorno dalla pausa estiva. O meglio, alcune delle novità erano già state messe in conto perché annunciate da tempo mentre altre hanno colto alla sprovvista. E così da una parte c'è il via libera ai pagamenti di qualunque importo con bancomat o carta di credito con tanto di sanzioni per chi rifiuta di accettare pagamenti via Pos. Dall'altra l'aumento dei costi di gestione dei conti correnti, anche quelli online, hanno il sapore della beffa. In qualche modo sembra infatti che la crisi degli istituti di credito finisca anche sulle spalle dei correntisti.

Pos obbligatori: la misura non convince tutti

Le resistenze dinanzi al provvedimento che stabilisce l'obbligo di accettare pagamenti di qualunque entità con il Pos sono fondamentalmente di due tipi:

  1. la difficoltà a smaltire i micro-pagamenti in quegli esercizi commerciali come i bar in cui gli avventori sono continui
  2. l'applicazione di commissione che rendono poco conveniente questo strumento

Stando alle intenzioni del governo, si punta a comminare sanzioni da 30 euro a commercianti e artigiani che oppongano il rifiuto alla richiesta della clientela di pagare per via digitale. Sono comunque allo studio esenzioni per alcune categorie. L'idea è di introdurre dei meccanismi premiali per i pagamenti digitali sotto forma di detrazione fiscale. A permettere il pagamento con il Pos sono anche i parchimetri, il cui utilizzo non sarà più vincolato alle sole monete o, in alcuni casi, alle banconote. Vale la pena evidenziare che il mercato dei pagamenti elettronici, dati della Banca d'Italia alla mano, sta registrando comunque un certo dinamismo. Lo scorso anno i pagamenti online sono cresciuti del 13% e quelli con le carte di pagamento del 14%, anche se le transazioni pro capite restano ben al di sotto della media europea

Conti correnti: in aumento i costi di gestione

Ma è forse sul fronte dei conti correnti che si registrano le sorprese negative. Non erano infatti previsti aggravi nella spesa di gestione. Perché poi gli aumenti possono coinvolgere tante voci, quasi a voler fare passare inosservate le spese. Ricordiamo che occorre sempre tenere conto di canone annuo carta di credito, bonifico allo sportello in contanti, bonifico allo sportello con addebito in conto, utenze allo sportello con addebito in conto, prelievo bancomat su altra banca, richiesta elenco movimenti allo sportello, bonifico online su altra banca, prelievo di contanti allo sportello, tasso attivo minimo, tasso passivo nominale massimo.

Allo stesso tempo, coloro che hanno attivato un conto corrente online devono fare attenzion a canone annuo carta di credito, bonifico online altra banca, prelievo bancomat su altra banca, tasso attivo minimo, tasso massimo passivo in assenza di fido. Ebbene, sulla base di questi indicatori i conti correnti tradizionali più convenienti sono

  1. Banca Nazionale del Lavoro: costo medio 151,95 euro
  2. Credem: costo medio 138,64 euro
  3. Crédit Agricole Cariparma: costo medio 175,15 euro
  4. Ubi: costo medio 92,10 euro
  5. Unicredit: costo medio 169,35 euro
  6. Intesa Sanpaolo: costo medio 187,80 euro
  7. Monte dei Paschi di Siena: costo medio 131,90 euro
  8. Banca Popolare di Milano: costo medio 113,26 euro
  9. Carige: costo medio 158,86 euro
  10. Poste Italiane: costo medio 85,15 euro

Volendo invece limitarci all'online, segnaliamo

  1. Ing Direct: costo medio 0 euro
  2. Hello Bank (Banca Nazionale del Lavoro): costo medio 0 euro
  3. Webank (Banca Popolare di Milano): costo medio 0 euro
  4. Widiba (Monte dei Paschi di Siena): costo medio 0 euro
  5. IwBank (Ubi): costo medio 4 euro
  6. Fineco (UniCredit): costo medio 3,80 euro
  7. Sella.it: costo medio 46,70 euro
  8. Chebanca! (Mediobanca): costo medio 48 euro

Questi numeri tengono sono relative alle famiglie con media operatività (228 operazioni nell'arco di un anno), anche se l'aumento dei costi nel mantenimento del conte corrente bancario si registra anche per le altre categorie, come pensionati e giovani, per i quali le condizioni sono comunque più agevolate.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il