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Studi di settore 2017: nuovi modelli online. Cosa cambia, miglioramenti, semplificazioni

Cambiano gli studi quest’anno sostituiti dagli indici sintetici di affidabilità fiscale: cosa prevedono e nuove regole da seguire

Studi di settore 2017: nuovi modelli onl

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AGGIORNAMENTO: I nuovi studi di settore prevedono una mole minore di dati da inserire e centonovantatrè modelli pubblicati online sul sito dell’Agenzia delle Entrate molto semplificati, così suddivisi:

  1. 50 studi per il settore delle manifatture;
  2. 53 studi per il settore dei servizi;
  3. 24 studi per i professionisti;
  4. 66 studi per il settore commercio.

Il decreto fiscale 2017 ha sancito l’ufficiale abolizione degli studi di settore che da quest’anno saranno sostituiti dagli indici sintetici di affidabilità fiscale, che premieranno i contribuenti più affidabili, cancellando o riducendo i termini per gli accertamenti. Gli studi di settore vengono usati dal contribuente per verificarne, in fase dichiarativa, la congruità (il contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio, considerando le risultanze dell’applicazione degli indicatori di normalità economica) e la coerenza (che misura il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore).

Chi deve applicare gli studi di settore

Gli studi di settore devono essere applicati agli esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo che svolgono, come attività prevalente, un’attività perla quale risulta approvato un apposito studio di settore. Gli studi di settore si applicano anche:

  1. in caso di cessazione e inizio dell’attività, da parte dello stesso soggetto, entro sei mesi dalla data di cessazione;
  2. quando l’attività rappresenta la prosecuzione di attività svolte da altri soggetti, come operazioni di scissione e fusione di società;
  3. per soggetti con periodo d’imposta diverso dai dodici mesi;
  4. in caso di svolgimento di una attività stagionale o soltanto per una parte del periodo di imposta

Novità degli studi di settore 2017

I nuovi studi di settore prevedono meno dati da inserire e 193 modelli pubblicati online sul sito dell’Agenzia delle Entrate decisamente semplificati, così suddivisi:

  1. 50 studi per il settore delle manifatture,
  2. 53 studi per il settore dei servizi,
  3. 24 studi per i professionisti;
  4. 66 studi per il settore commercio.

Questi modelli riguardano chiaramente le seguenti attività economiche:

  1. delle manifatture;
  2. dei servizi;
  3. delle attività professionali;
  4. del commercio.

 
Semplificazioni e novità degli studi di settore 2017

Tra le novità contenute negli studi di settore 2017 la richiesta di inserimento solo dei dati necessari all’applicazione degli studi e utili all’elaborazione degli indici di affidabilità, ben 5.300 righe  in meno da compilare. I nuovi modelli di studi di settore si possono scaricare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, seguendo il percorso: Cosa devi fare- Dichiarare- Studi di settore e parametri- Studi di settore. Una volta entrati nel servizio si noteranno le novità in vigore da quest’anno, dal quadro A dei modelli, che prevede due strutture, una relativa alle attività esercitate in forma di impresa e l’altra per le attività esercitate in forma di lavoro autonomo; alla possibilità di inserire gli eventi sismici tra le cause di esclusione relative al ‘periodo di non normale svolgimento dell’attività’. Oltre al quadro A, per il personale addetto all'attività, ci sono

  1. I Quadri F e G, per elementi contabili;
  2. il Quadro X, per altre informazioni rivelanti ai fini degli studi di settore:
  3. il Quadro V, per ulteriori dati specifici;
  4. il Quadro T, per congiuntura economica, per adeguare le risultanze dello studio di settore alla specifica situazione di crisi economica.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il