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Sacchetti ortofrutta, nuova norma 2018 a pagamento. E tasse pesanti ulteriori per tutti.

Sacchetti della spesa di frutta e verdura in vendita a pagamento dai 2 ai 10 centesimi: la novità in vigore dal prossimo anno

Sacchetti ortofrutta, nuova norma 2018 a

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Il problema dei sacchetti dell'ortofrutta sono minori a livello di tasse di quelle che sono pronte ad arrivare dall'anno prossimo e che sono già giudicate come ufficiali in 9 miliardi e che in pratica interesseranno tutti i cittadini. Ed è da notare che, tornando sui sacchetti, la decisione potrebbe essere un flop.

Una nuova tassa colpirà dal prossimo anno sacchetti per la spesa di frutta e verdura, un mini costo che sta già provocando reazioni di protesta e polemica da parte dei consumatori. L'obbligo di pagamento per i sacchetti di frutta e verdura è, di fatto, stabilito però da una direttiva europea del 2015, che stabilisce provvedimenti atti a ridurre il consumo e l’abuso dei sacchetti di plastica, nocivi per l’ambiente, la causa, per Marco Versari, presidente di Assobioplastiche, sia di uno spreco di consumi sia per l’ambiente perché in realtà non sono biodegradabili.

Sacchetti ortofrutta: nuova norma dal 2018

Cosa cambia, dunque, dal 2018 per i sacchetti di frutta e verdura? Dal prossimo primo gennaio, stando a quanto riportano le ultime notizie, i commercianti, dal piccolo negozio ai mercati e al grande centro commerciale, saranno obbligati a usare solo sacchetti monouso prodotti con materiali ecocompatibili e riutilizzabili per l’ortofrutta e altri cibi freschi come la carne o il pesce. E tali sacchetti dovranno essere obbligatoriamente pagati alla cassa, con il prezzo inserito nello scontrino che sarà compreso tra i 2 e i 10 centesimi, pena salate sanzioni pecuniarie che oscilleranno tra i 2.500 e i 25mila euro e fino a 100mila se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica.

Sacchetti per la spesa a pagamento: pro e contro

L’avvento dei sacchetti per frutta e verdura a pagamento avrà pro e contro chiaramente, a partire dall’ulteriore aggravio dei costi che saranno a carico dei consumatori, il che fa temere una possibile contrazione dei consumi. Tra i contro potrebbe esserci il fatto che i vari supermercati per non far pagare di più i sacchetti o sapendo che magari i consumatori potrebbero essere restii al loro acquisto, aumentino le confezioni di imballo di frutta e verdura.

Tuttavia, se l’obbligo di vendere i nuovi sacchetti per frutta e verdura rappresenterò un ulteriore costo per i consumatore, d’altro canto produrrà un forte ricavo dalla vendita dei nuovi sacchetti biodegradabili, business che, secondo le stime, dovrebbe aggirarsi intorno ai quattrocento milioni di euro ogni anno, con effetti positivi anche per quanto riguarda il lavoro. Tra gli altri pro dei nuovi sacchetti per frutta e verdura , la sicurezza da un punto igienico e per la salute perché utilizzati di volta in volta non rischiano di essere contaminati con altri batteri.

Insieme al mini aggravio sulla spesa che deriverà dalla vendita dei sacchetti per frutta e verdura, il prossimo anno, secondo le ultime notizie, vi saranno ulteriori aggravi: è, infatti, previsto un generalizzato aumento delle imposte e delle rate tributarie di 9 miliardi di euro, nonostante le novità eventuali riguardanti la nuova imposta sul catasto e la revisione siano al momento saltate. Sono però previsti nuovi rialzi per Imu, Tasi e Tari e ticket sanitari.

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di Luigi Mannini pubblicato il