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Tasse Comunali: parte da Palermo la lotta contro evasione. Tutti i Comuni rilanciano

Nuova strategia dell'amministrazione comunale del capoluogo siciliano per combattere l'evasione fiscale a livello locale. Effetto contagio in altri Comuni?

Tasse Comunali: parte da Palermo la lott

Tasse Comunali: da Palermo lotta evasione



Il caso di Palermo può rappresentare un importante precedente nelle strategie del contrasto all'evasione. L'amministrazione comunale del capoluogo siciliano ha infatti deciso di adottare il pugno duro nei confronti di chi non paga la Tari, l'imposta sui rifiuti. In buona sostanza, senza troppi fronzoli ma comunque dopo i necessari avvisi e accertamenti, scatta il pignoramento nel caso di mancato versamento di quanto richiesto. E per farlo, l'amministrazione comunale si avvarrà della collaborazione Riscossione Sicilia. L'obiettivo è evitare che anno dopo anno continui ad accumularsi un tesoretto di somme inevase che poi non saranno mai riscosse anche per avvenuta prescrizione. Insomma, più che di pugno di ferro o di finalità repressive sarebbe più corretto parlare di organizzazione più efficiente.

Nuova strategia nella lotta all'evasione

Il percorso elaborato dal Comune di Palermo con Riscossione Sicilia (l'equivalente dell'Agenzia delle entrate a livello regionale siciliano) prevede alcuni passaggi ben precisi ovvero

  1. il comune invia a Riscossione Sicilia una prima lista di contribuenti che non hanno pagato la Tari: si tratta di quelli che non hanno versato l'imposto né con il modello F24 precompilato inviato a casa e né dopo la notifica di avvisi di accertamento e né dopo l'iscrizione nei ruoli coattivi con la notifica della cartella esattoriale;
  2. al contribuente moroso viene recapitato un primo avviso di intimazione nel caso in cui la cartella è stata ricevuta da oltre un anno e dopo 5 giorni l'avvio della procedura;
  3. in caso contrario scatta subito il pignoramento.

La tassa è dovuta per il possesso, l'occupazione o la detenzione di locali o di aree scoperte a qualunque uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. Sono dunque soggetti le utenze domestiche ovvero le superfici adibite di civile abitazione e relative pertinenze come box e cantine; i locali ovvero le strutture stabilmente infisse al suolo chiuse su tre lati verso l'esterno, anche se non conformi alle disposizioni urbanistico‐edilizie; le aree scoperte sia le superfici prive di edifici o di strutture edilizie sia gli spazi circoscritti che non costituiscono locale, come tettoie, balconi, terrazze, campeggi, dancing e cinema all'aperto, parcheggi; utenze non domestiche ovvero le restanti superfici, tra cui le comunità, le attività commerciali, artigianali, industriali, professionali e le attività produttive in genere.

Per quanto riguarda il calcolo della Tari, si moltiplica la superficie calpestabile dei locali per la tariffa fissa unitaria, e poi si aggiunge la tariffa variabile. In caso di locali il cui possesso, occupazione o detenzione sia di durata inferiore all'anno solare, l'importo del tributo è calcolato secondo i bimestri solari successivi alla data di effettiva occupazione. All'importo della tassa, sia per le utenze domestiche che per le utenze non domestiche, occorre aggiungere il 5 per cento, a titolo di Tributo Provinciale dovuto per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene ambientale.

Effetto contagio in altri Comuni

La decisione dell'amministrazione comunale di Palermo nel rendere più fluide e organizzate le procedure di riscossione fino ad arrivare al pignoramento, ha catturato le attenzioni di altri Comuni che potrebbero seguire la stessa strada. Non tanto e non solo con la Tari, rispetto a cui i tassi di evasione non sono ovunque così pronunciati da spingere all'elaborazione di proposte ad hoc. Ma anche su altre tasse riscosse a livello comunale.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il