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Area E-Expo Milano: la città del futuro, cosa ci sarà

Non solo aziende del farmaceutico, anche bar, negozi, palestre. L'obiettivo è tenere viva l'area 24 ore su 24, come ai tempi dell'esposizione universale.

Area E-Expo Milano: la città del futuro,

Area Expo Milano: la città del futuro



È dal giorno di chiusura dell'Expo che si discute del futuro dell'area. Lo spazio è immenso e una città di Milano non ha la volontà e né il dna per abbondarlo a se stesso. Resta solo da decidere una volta per tutte cosa fare perché il tempo trascorre inesorabile e le ombre della confusione non sono state affatto tutte diradate. Di certo c'è che il gigante australiano dell'immobiliare Lendlease ha messo sul piatto due miliardi di euro per far diventare l'area Expo di Milano la città del futuro. Quella che ancora non esiste ed è in grado di diventare un'eccellenza nel mondo.

Ed ecco allora che lo coordinate seguite sono quelle della ricerca e della scienza medica. Non solo aziende del farmaceutico, perché la società Arexpo proprietaria dei terreni intende accogliere bar, negozi, palestre. L'obiettivo? Tenere viva l'area 24 ore su 24, come ai tempi dell'esposizione universale. Nulla sarà lasciato al caso, come l'introduzione di auto elettriche per spostarsi nell'area.

Ricerca e scienza medica nell'area Expo di Milano

A dimostrazione di come le cose si fanno sul serio, l'Università Statale ha già annunciato la volontà di abbandonare il quartiere di Città studi e traslocare le facoltà scientifiche. Non solo aule e laboratori, ma anche campi sportivi a disposizione sia di chi lavora e sia degli studenti. Alla periferia nord ovest della metropoli prenderà invece vita Human Technopole, centro studi nel campo sanitario e della genetica sostenuto dal governo con circa 150 milioni di euro all'anno per 10 anni, e il nuovo ospedale Galeazzi che farà dell'ortopedia il suo motivo di vanto. Ecco poi due nuovi edifici alle spalle di Palazzo Italia da consegnare entro il 2021, quando il centro di ricerca sarà finalmente attivo. E poi tanto, tanto verde. A iniziare dal parco lineare lungo la strada del Decumano ovvero una strada punteggia Da alberi e percorsi verdi.

Le linee di indirizzo

E poi, da ricordare il numero 4: 4.000 metri quadri di vasche di depurazione, 4.000 metri quadrati di specchi d'acqua e 4 chilometri di nuovi percorsi ciclabili. Insomma, siamo davanti a un Parco della scienza e dell'innovazione che, attraverso la contaminazione delle diverse funzioni, favorisca relazioni, ricerca, cultura e sviluppo economico in un ambiente sostenibile e in un paesaggio di pregio. I lavori inizieranno nel 2019 e dovrebbero concludersi nel 2027. Come spiegato nelle linee di indirizzo, sono tre i filoni a cui si ispira l'azione:

  1. aziende leader high-tech e pharma con l'insediamento di aziende che possono integrarsi con università e ricerca, generando mutui vantaggi di condivisione del know how;
  2. eccellenze del Made in Italy con la forte integrazione tra accademia, formazione e sviluppo applicativo dei saperi in tutti gli ambiti di eccellenza italiani tra cui la cultura, l'arte, la moda e il design, la manifattura;
  3. operatori sanitari e ospedalieri con l'opportunità di sviluppare una collaborazione stretta tra le attività di ricerca portate avanti nel Science&Technology Park e l'applicazione pratica apportata dagli operatori sanitari e ospedalieri.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il