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Kosovo: indipendenza sarà dichiarata il 10 dicembre unilateralmente. Ue e Nato pronte ad intervenire

Nato e Unione europea si preparano ad accompagnare questo processo, considerato ormai inevitabile, per garantirgli un atterraggio morbido



Mentre a Pristina è già cominciato il conto alla rovescia per la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo, Nato e Unione europea si preparano ad accompagnare questo processo, considerato ormai inevitabile, per garantirgli un atterraggio morbido.


Di Kosovo si è parlato oggi in un incontro bilaterale a Bruxelles tra il ministro degli Esteri Massimo D'Alema e il sottosegretario di Stato Usa Condoleezza Rice. A pochi giorni dalla presentazione del rapporto della Troika (Ue-Usa-Russia), il 10 dicembre prossimo, che dovrebbe constatare l'impossibilità di trovare una soluzione condivisa tra le parti, gli Usa e i principali partner europei lavorano agli scenari futuri. Domani (venerdì) la Nato farà la sua parte: i ministri degli esteri dell'Alleanza "ribadiranno - riferiscono fonti - il proprio forte impegno a mantenere la missione Kfor in Kosovo, per garantire la stabilità e la sicurezza".

La Nato non è direttamente coinvolta nei colloqui sul nuovo status, ma in quanto "stazione dei carabinieri locale" - come definisce un diplomatico la presenza dei 16.450 uomini della forza di pace che dal 1999 vigila sulla piccola ma potenzialmente esplosiva entità interetnica - è molto interessata all'assetto istituzionale futuro del Kosovo.
"Noi resteremo qualunque cosa succeda dopo il 10 dicembre", affermano le fonti. "La risoluzione 1244 da' ai nostri uomini una base giuridica sufficiente per restare".
Gli Usa spingono perché l'Unione europea si assuma le proprie responsabilità nei Balcani. E' questo il messaggio della Rice ai ministri esteri Nato ed Ue, riuniti in una "cena transatlantica" alla presenza dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune Javier Solana. La Ue sta valutando i tempi e le modalità del passaggio di consegne tra la missione Onu Unmik, che amministra il Kosovo dalla fine della guerra, e quella di 1.800 uomini, di cui 1400 poliziotti, che gli Stati europei stanno preparando da mesi dietro le quinte.

La missione della Ue dovrebbe essere dispiegata all'inizio del prossimo anno, secondo l'International crisis group, un autorevole gruppo di riflessione internazionale molto legato agli Usa, che oggi ha presentato il suo ultimo rapporto sul Kosovo. "Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Usa dovrebbero, nonostante l'opposizione di Serbia e Russia, cominciare prontamente a implementare un piano per orchestrare la transizione pacifica che culminerà con un'indipendenza condizionata nel maggio del 2008" sul modello del piano di Martti Ahtisaari, afferma il think tank.
Secondo l'Icg, l'Occidente dovrebbe inoltre mantenere "pressioni ed incentivi sulla Serbia affinché accetti la realtà", anche se ciò "richiederà tempo". A spingere per un'azione europea in tempi rapidi è soprattutto la Gran Bretagna.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il