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Coop: rischi raccontati dai soci, storie di soldi persi e lavoro. Milioni di famiglie e risparmi a rischio

Sale la tensione sulla questione del prestito Coop. I soci manifestano pubblicamente la propria preoccupazione e non escludono proteste eclatanti.

Coop: rischi raccontati dai soci, storie

Coop: perso soldi e lavori



I soci e i avoratori delle Coop che rappresentano anche i risprmiatori hanno iniziato a raccontare le proprie esperienze di lavoro perso, ma anche di risparmi e soldi investiti drasticamente calati o nel nulla. E nonostante le rassicurazioni dei vertici, si ripropone il rischio per millioni di famiglie italiane e i loro risparmi

Nonostante il tentativo dei vertici Coop di gettare acqua sul fuoco, tra i soci inizia a serpeggiare preoccupazione per le incertezze relative ai 9 miliardi di euro di prestiti. Una cifra monstre che sarebbe a rischio nel caso nel caso di apertura di una crisi. Come dire, non ci sono certezze e si procede in delicato equilibrio come i funamboli. Succede adesso che nel cuore delle Coop, in Emilia, c'è già chi è passato dalle parole ai fatti con le prime proteste ovvero le mobilitazioni negli ipermercati. Il tutto il attesa del 27 settembre, quando in calendario c'è l'incontro a Roma con Legacoop. Le premesse non sono affatto incoraggianti e, senza troppi giri di parole, c'è chi pronuncia la pesantissima parola di tradimento. La vicenda è insomma sotto gli occhi dell'opinione pubblica e gli sviluppi sono tutti da scoprire.

Coop: primi racconti dei soci

A seguire da vicino la vicenda è il quotidiano La Stampa, autore dell'inchiesta, con un focus su quanto avvenuto a Reggio Emilia con i soci spiazzati rispetto alle novità di questo modello di sviluppo finanziario. Dai racconti di vita vera, emerge non solo come molte proposte non siano state accolte, quali la creazione di un fondo di garanzia a copertura delle perdite subite dai sottoscrittori, ma anche come la perdita di lavoro, denaro prestato e perfino abitazioni da parte delle coop edilizie. Perché poi esistono casi concreti in cui i fallimenti sono diventati concreti per cui ai primi scricchiolii è inevitabili che scatti immediatamente l'allarme dei soci Coop.

Il prestito Coop è uno strumento attraverso il quale il socio può finanziare la Cooperativa e tutelare il suo risparmio. Semplicità, assenza di spese e una interessante remunerazione caratterizzano il servizio, così come presentato da Coop, ma con l'incognita della sicurezza degli ultimi tempi. I prelievi e i versamenti possono essere effettuati in contanti, con assegno o tramite bonifico. La garanzia sulle somme prestate è data dalla solidità patrimoniale della Cooperativa. Ogni socio può aprire un libretto nominativo di prestito sociale nel quale versare l'importo voluto, fino al tetto massimo consentito dalla legge. Ma proprio l'assenza di un sistema di controlli serrati viene considerato il principale vulnus.

Controlli del prestito sociale

A differenza di quanto accade con gli istituti di credito, l'attenzione della Banca d'Italia è molto più attenuata. Stando al regolamento sul prestito sociale approvato dalla Coop, al socio prestatore deve essere fornita, almeno una volta all'anno e alla scadenza del contratto, una comunicazione completa e chiara in merito allo svolgimento del rapporto contenente ogni elemento necessario per la comprensione del rapporto. Completezza e chiarezza, dunque. Il socio può richiedere che la comunicazione annuale gli venga fornita su supporto elettronico.

In mancanza di opposizione scritta entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione o dalla pubblicazione sul sito web nell'area riservata, le operazioni e i dati contenuti nella comunicazione si intendono approvati dal socio a tutti gli effetti. Più precisamente, in questa comunicazione, la cooperativa espone i risultati dell'attività di vigilanza svolta internamente dal collegio sindacale, oltre a illustrare l'andamento della cooperativa stessa come risulta dal bilancio e dai programmi di investimento e il rispetto delle linee guida approvate dal Consiglio di amministrazione in materia di politica di investimento finanziario. La percentuale di prestito sociale da mantenere sempre liquida o in attività prontamente liquidabili non può essere inferiore

  1. al 40% per l'anno 2017
  2. al 43% per l'anno 2018

Con riferimento alla determinazione della percentuale massima di immobilizzazione del prestito, e che non dovrà superare il 30% del prestito raccolto tra i soci, in sede di chiusura del bilancio sono messi a confronto tre valori: l'ammontare del prestito sociale, il totale delle immobilizzazioni, i mezzi di copertura delle immobilizzazioni diversi dal prestito sociale.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il