BusinessOnline - Il portale per i decision maker

Decontribuzione, conciliazione vita privata-lavoro: rivoluzione per milioni italiani e sgravi aziende

Sono state approvate le disposizioni per facilitare vita privata e lavoro. Ma si tratta solo di un primo passo e molto resta da fare, anche perché gli strumenti di facilitazione non mancano.

Decontribuzione, conciliazione vita priv

Decontribuzione e sgravi per aziende



Una rivoluzione assolutamente positiva per milioni di italiani sta arrivando con questa normativa e ulteriori altre in modo tale da vivere al meglio la vita privata e gestire il lavoro con numero benefit grazie anche al fatto che le aziende saranno portate a fare queste per ottenere sgravi importanti fiscali.

La rotta è stata già tracciata e le aziende italiane si stanno muovendo nel solco delle disposizioni che prevedono la conciliazione della vita privata con quella lavorativa. La novità principale è il coinvolgimento non solo delle donne, ma anche degli uomini e più in generale di tutta la classe lavorativa. Di che si tratta? In prima battuta dello stanziamento di risorse economiche, sotto forma di sgravi contributivi, a favore dei datori di lavori nel settore privato per favorire la conciliazione tra vita professionale e sfera personale. Si tratta appunto di un primo passaggio poiché sono in arrivo o comunque allo studio benefit ulteriore e misure di welfare aziendale per irrobustire questa opportunità. La chiave può essere rappresentata da quel telelavoro, già parificato al lavoro in ufficio, con lo smussamento di ulteriori angoli.

Conciliare lavoro e vita privata conviene alla aziende

Attenzione: c'è tempi fino al 31 ottobre per depositare per via telematica i contratti aziendali che promuovono misure di conciliazione per i dipendenti, migliorative rispetto alle previsioni di legge o del contratto di lavoro di riferimento. Che sia una esigenza avvertita nel mettere a posto tutti i tasselli del mosaico è dimostrato dal rapporto di Manageritalia-Edenred 2017 realizzata da AstraRicerche, secondo cui per il 92 per cento delle donne manager gli impegni familiari rappresentano un impegno gravoso, per il 37 per cento è molto gravoso, per l'1 per cento non è un problema. Da qui l'indispensabilità di un intervento facilitatore del legislatore. Nel nostro Paese gli impegni familiari ricadono soprattutto sulle spalle delle donne e la questione si complica quando lavorano.

In attesa dell'arrivo di ulteriori provvedimenti, basati anche sul telelavoro o comunque sullo smart working, l'esecutivo ha fissato i comparti di intervento:

  1. Area di intervento genitorialità: estensione temporale del congedo di paternità con previsione della relativa indennità; previsione di nidi di infanzia e spazi ludico-ricreativi aziendali; percorsi formativi per favorire il rientro dal congedo di maternità; buoni per l'acquisto di baby sitting.
  2. Area di intervento flessibilità organizzativa: lavoro agile; flessibilità orario in entrata e uscita; part time; banca ore; cessione solidale dei permessi con integrazione da parte dell'impresa dei permessi ceduti.
  3. Welfare aziendale: convenzioni per l'erogazione di servizi time saving; convenzioni con strutture per servizi di cura; buoni per l'acquisto di servizi di cura.

Come precisa con cura il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell'illustrazione dei dettagli del provvedimento, il 20 per cento dell'ammontare delle risorse finanziarie disponibili in relazione a ciascun anno sia attribuito in misura eguale sulla base del numero complessivo dei datori di lavoro, mentre il restante 80 per cento in base al numero medio dei dipendenti occupati nel corso dell'anno precedente al deposito della domanda di accesso al beneficio all'Istituto nazionale della previdenza sociale.

Ti è piaciuto questo articolo?










Commenta la notizia
di Luigi Mannini pubblicato il