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Lavoro Atipico? Si rischia di rimanere precari per sempre secondo una nuova ricerca

Lazio. I risultati di un'indagine Istat sul mercato del lavoro regionale



Per un numero sempre maggiore di lavoratori atipici questa condizione è diventata un tunnel senza uscita.

L’indagine campionaria dell’istituto di statistica mostra che nel Lazio i lavori atipici sono la porta attraverso la quale la maggior parte dei giovani entra nel mercato del lavoro, ma indica anche che il lavoro atipico può diventare una condizione dalla quale per molti è difficile uscire. A riprova di ciò vi è il fatto che nella nostra regione una quota consistente di lavoratori atipici non è più giovane, avendo 35 anni o più, e un numero significativo di famiglie ha come unica fonte di reddito occupazioni atipiche.

Dal raffronto su base annua dei dati 2005 con quelli dell’anno precedente si evince che complessivamente l’occupazione regionale non ha mostrato progressi rilevanti. In particolare si nota che il 2005 non ha fatto registrare alcun avanzamento verso il raggiungimento dell’obiettivo dell’Unione Europea di portare il tasso di occupazione delle persone con 15-64 anni d’età al 70% nel 2010. Se si guarda all’andamento degli occupati per genere si vede che l’occupazione femminile è aumentata del 3%, a fronte di una diminuzione di quella maschile dell’1%.

A questo elemento positivo fa da contrappeso un dato preoccupante, ossia la sensibile diminuzione dei giovani occupati. Questo fenomeno non è circoscritto al Lazio, ma è comune a tutto il paese. Ovunque sono i giovani occupati a diminuire, mentre per gli over 35 anni l’occupazione aumenta. Questi dati, che solo in minima parte possono essere spiegati con il calo demografico delle classi d’età giovanili, dimostrano che la riforma del mercato del lavoro effettuata con la legge 30 del 2003 non ha favorito l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. I dati 2005 mostrano anche che le occasioni di lavoro sono state più scarse rispetto al 2004, che vi è stata una forte diminuzione dei lavori autonomi e che l’ammontare dei disoccupati di lunga durata è rimasto stabile.

Disaggregando i dati su base provinciale si notano infine altri elementi interessanti. In particolare che mentre il comune e la provincia di Roma mostrano un aumento di occupazione, rispettivamente di 11mila e 16mila unità, le province di Frosinone e Viterbo fanno registrare un calo di occupati di 2mile e 6mila unità. Inoltre ovunque i lavori atipici hanno rappresentato oltre il 60% delle occasioni di lavoro, con punte del 70% in provincia di Latina e del 64% nel comune di Roma. I dati sulla disoccupazione indicano invece che nel 2005 i livelli più alti sono stati registrati nelle province di Latina, con il 9,5%, di Viterbo con il 9% e di Frosinone con l’8,9%. Il primato del tasso di occupazione più basso spetta, al contrario, al comune di Roma che ha una percentuale del 7,1%.

* Assessora al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il