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Licenziamento valido e legittimo per Cassazione se attestazione medica non fornita

L’intervento della Corte Costituzionale ha confermato la sentenza di Appello dichiarando il licenziamento del dipendente che si era assentato dal posto di lavoro adducendo motivi di salute, legittimo

Licenziamento valido e legittimo per Cas

Senza l'invio del certiifcato medico in caso di assenza dal lavoro il licenziamento è legittimo. Ecco la vicenda



Seconco una sentenza della Cassazione il licenziamento di un dipendente è legittimo e valido se attestazione medica non viene fornita, come unc ertificato medico, anche se ci sono tutte le codnizioni. I motivi.

Che il mondo del lavoro, compresa la relazione tra lavoratore e datore di lavoro, stia attraversando una fas se non viene manadata e di cambiamento è un dato di fatto. Non solo grazie ai provvedimenti che hanno riguardato quest’anno la liberalizzazione del mercato del lavoro, Jobs Act in testa. L’intervento della Corte Costituzionale ha confermato la sentenza di Appello dichiarando il licenziamento del dipendente che si era assentato dal posto di lavoro adducendo motivi di salute, legittimo.

Semplice il motivo: se non viene inviato il certificato medico la malattia non può essere valutata come tale e l’assenza del lavoratore viene considerata non giustificabile. Nella Pronunciamento che in pratica ha accolto l’impostazione della Corte di Appello che aveva accolto la richiesta del datore di lavoro che aveva impugnato la richiesta di primo grado favorevole al dipendente. Ma vediamo più da vicino la vicenda che sta facendo molto discutere in queste ore

Licenziamento legittimo senza invio certificato medico

Quello che emerge chiaramente da questa vicenda è che il licenziamento è legittimo se, in caso di malattia, il lavoratore non invia il certificato medico al proprio datore di lavoro. Questa è in pratica la ratio della sentenza con la quale la Corte di Appello ha ribaltato il giudizio di primo grado accogliendo in pieno le richieste del datore di lavoro. Il dipendente, si era assentato per dal 27 agosto al 9 settembre 2011. In primo grado il giudice aveva valutato che l’assenza poteva ritenersi giustificabile, e quindi che il lavoratore potesse continuare a lavorare, perché il certificato medico, rilasciato dall’Inps dopo la visita domiciliare avvenuta il 2 settembre, che accertava la sua reale malattia esisteva anche se non era stato inviato al datore di lavoro.

Impostazione non condivisa dal giudice della Corte di Appello che ha specificato come anche il contratto collettivo prevede che se l’assenza dal proprio posto di lavoro si prolunga per quattro giorni consecutivi e al datore di lavoro non arriva nessuna comunicazione ufficiale, al di la se si tratti di malattia o di qualsiasi altra motivazione, il licenziamento con preavviso è legittimo, mentre la sanzione conservativa riguarda l’ipotesi del lavoratore che non giustifica l’assenza entro il giorno successivo a quello dell’inizio dell’assenza stessa.

Non invia il certificato medico, licenziamento legittimo

Insomma il ragionamento sembra essere molto chiaro: se il lavoratore, in questo caso a causa di malattia, non invia il certificato medico al datore di lavoro, il licenziamento sarà legittimo e sarà anche la norma. La ratio di tale disciplina risiede nella necessità, obbligo, per il lavoratore, di avvisare in maniera tempestiva il proprio datore di lavoro nel caso in cui per una ragione o per un’altra ci si assenta dal proprio luogo di lavoro. Alla base, dunque c’è la necessità del datore di lavoro di poter riorganizzare in maniera rapida ed efficace il lavoro alla luce dell’assenza di un suo dipendente.

Quindi prima arriva la comunicazione, prima può provvedere a creare le condizioni affinché il lavoro della sua attività non venga ostacolato dall’assenza di un dipendente. Le parti sociali hanno valutato che il protrarsi dell’assenza non assistita dall’adempimento degli obblighi suddetti costituisce inadempimento così grave da giustificare il licenziamento, in quanto trascende il limite di tollerabilità di un’assenza non giustificata. Il ricorso del lavoratore è stato rigettato, con condanna al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

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di Luigi Mannini pubblicato il