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Ape Volontaria:calcolo, quando conviene. Esempi e simulazioni con regole decreto ufficiale approvato

Provvedimento retroattivo a maggio 2017 e tassi di interesse indicativi non ancora ufficiali: le ultime novità dell’ape volontaria dopo firma del decreto attuativo

Ape Volontaria:calcolo, quando conviene.

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Arrivano interessanti chiarimenti sulla novità per le pensioni dell'anticipo che ha durata minima di 6 mesi e massima di 43 mesi. L'importo mensile nelle ultime notizie e ultimissime deve essere di almeno 150 euro, quello massimo oscilla tra il 75 e il 90% della pensione in relazione alla durata dell'anticipo stesso. L'importo erogato verrà rimborsato dall'interessato una volta raggiunta la pensione e nei primi 20 anni della stessa con rate mensili.

Via libera, finalmente dopo tanta attesa, al decreto attuativo per l'ape volontaria, novità per le pensioni approvata dal precedente esecutivo ma in attesa di ufficializzazione di tutte le regole di funzionamento. Il premier Gentiloni ha, dunque, firmato il decreto che permetterà l'entrata in vigore ufficiale della nuova ape volontaria per lasciare prima il lavoro, possibilità che, tra le novità decise, sarà retroattiva al primo maggio 2017, data in cui, stando a quanto fissato dal precedente esecutivo, l'ape avrebbe dovuto effettivamente entrare in vigore. Per la presentazione delle domande effettive di accesso all’ape volontaria, si potranno inoltrare all'Inps probabilmente ad inizio ottobre, perchè prima il provvedimento passerà dalla Corte dei Conti e solo dopo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ape volontaria: contenuti e regole del decreto ufficiale

Stando a quanto riportano le ultime notizie, nonostante restino ancora delle incognite da definire, il decreto attuativo relativo l'ape volontaria prevede la possibilità di richiesta dell’ape volontaria per tutti coloro che abbiano maturato i requisiti necessari, cioè il compimento dei 63 anni di età e il raggiungimento di almeno 20 anni di contribuzione, tra il primo maggio 2017 e la data di entrata in vigore del decreto ed entro 6 mesi dall’entrata in vigore dello stesso decreto. La platea potenziale di richieste per l’accesso all’Ape volontaria, stando alle ultime notizie rese note dall’esecutivo, dovrebbe essere di circa 300.000 persone nel 2017 e di 115.000 nel 2018. Tutti coloro che decideranno di andare in pensione prima con l’ape volontaria, stando a quanto stabilito in maniera ufficiale dal decreto dovranno:

  1. sottoscrivere convenzioni con Abi e Ania per l’erogazione del prestito e la stipula della polizza assicurativa di copertura di costi eventualmente rimanente in caso di premorienza del richiedente prestito;
  2. tenere contro nella calcolo della rata di rimborso del prestito 20ennale dei tassi di interesse che saranno applicati dalle banche erogatrici del prestito pensionistico e delle condizioni delle polizze assicurative, che saranno obbligatorie.

Stando a quanto riportato nel decreto, la rata di rimborso dell’anticipo pensionistico per andare in pensione prima con l’ape volontaria, dovrà tenere conto anche di altri eventuali piani di rimborso, come per mutui o finanziamenti, che il richiedente prestito sta sostenendo ed è stato stabilito che il costo complessivo massimo della quota mensile di Ape ottenibile non deve superare, sommato ad altri eventuali prestiti, il 30% dell'importo mensile della pensione finale.

Calcoli, simulazioni ed esempi online di pensione con l’ape volontaria

Chi deciderà di chiedere l’ape volontaria per andare in pensione prima è bene che prima si faccia due calcoli per capire, in base alle ultime notizie rese note, quanto potrà effettivamente essere conveniente lasciare prima di solo qualche anno il proprio anno a fronte di penalità, rinunciando alla pensione piena. In alcuni casi, infatti, in base ad alcune simulazioni effettuate, l’uscita prima conviene, ma in altri non sarebbe poi così conveniente chiedere l’ape volontaria e accollarsi un prestito 20ennale con decurtazioni sulla pensione finale per andare in pensione prima e solo di poco. Secondo le ultime notizie del decreto, chi vorrà andare in pensione prima con l’ape volontaria subirà una penalizzazione sulla pensione finale compresa tra il 2% e il 5-5,5% medio annuo. Il valore netto di questa decurtazione, però, sarà attutito dal credito di imposta, che dovrebbe arrivare al 50%, per cui risulterà inferiore.

Per fare degli esempi, prendendo il caso di un lavoratore con una pensione di 1.250 euro netti e un prestito di 15mila euro per andare in pensione prima di un anno rispetto a 66 anni e sette mesi, con penalizzazione al 4,5%, la somma da restituire stimata sarà di 14.627,6 euro, somma inferiore ai 15.000 euro di anticipo percepiti per uscire prima ed è chiaro come per questo lavoratore sarà decisamente conveniente chiedere di andare in pensione prima con l’ape volontaria. Nel caso in cui, però, si tratti di un lavoratore dirigente di un’azienda privata con una pensione netta di 1.600 euro al mese a 66 anni e sette mesi, se chiedesse l’ape volontaria per andare in pensione prima fino a tre anni percepirebbe un prestito di 68.800 euro, prevedendo una detrazione mensile di 269,44 euro per 20 anni.
 
In tal caso il rimborso alla banca sarebbe complessivamente di 75.443,2 euro, ben più, dunque, dei 68.800 euro e in questo caso non converrebbe poi tanto anticipare l’uscita dal lavoro solo di qualche anno con l’ape volontaria. Meglio sarebbe sacrificarsi ancora un po’ ma avere la sicurezza di percepire la propria pensione piena maturata negli anni di attività come diritto.  

Ape volontaria: requisiti per uscire prima

Le regole ufficiali relative alle novità per le pensioni di ape volontaria stabiliscono che possono presentare domanda per la pensione anticipata con l’ape volontaria coloro che:

  1. hanno raggiunto 63 anni di età al primo maggio 2017;
  2. hanno maturato almeno 20 anni di contributi;
  3. hanno una pensione non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps, e vale a dire di circa 702,65 euro al mese.

Chi chiederà l’ape volontaria, la cui domanda dovrà essere presentata all’Inps, riceverà dalle banche, non direttamente ma sempre attraverso l’Istituto di Previdenza, un prestito per l’anticipo pensionistico che dovrà essere restituito con un piano di rimborso 20ennale. Il costo della rata di rimborso considererà anche i tassi di interesse applicati dalle banche e condizioni della polizza assicurativa che dovrà essere stipulata in maniera obbligatoria da ogni richiedente prestito a copertura dei costi eventuali rimanenti in caso di premorienza del richiedente stesso.

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di Marianna Quatraro pubblicato il