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Pensioni 2017: chi, quando, come può uscire prima con le novità per le pensioni 2017 e leggi già vigenti

Andare in pensione anticipata nel 2017 è possibile anche se non per tutti: ultime notizie su sistemi in vigore e per chi valgono e ultime novità per le pensioni approvate

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Dalle ultime novità di mini pensione e quota 41, seppur limitate e per pochi, che anticipano l’età pensionabile fino a 63 anni rispetto ai 66 attualmente richiesti, ma per cui però manca ancora l’ufficialità che sarà data dai prossimi relativi Dpcm attesi per il prossimo mese di febbraio, al cumulo gratuito per tutti i lavoratori, sia lavoratori iscritti a gestioni previdenziali collegate all’Istituto di Previdenza, sia lavoratori autonomi e liberi professionisti iscritti a casse previdenziali private, alla ricongiunzione dei contributi, a part time, al contributivo femminile, alla possibilità di uscita per tutti a 64 anni con 36 anni di contributi al 31 dicembre 2012: sono diversi i sistemi per andare in pensione anticipata nel 2017. Certo, non si tratta di quelle novità per le pensioni universali per tutti e definitive che abbassano per tutti l’età pensionabile, ma rappresentano possibilità di uscita prima per almeno alcune categorie di lavoratori.

Insieme a questi sistemi, ci sono da citare, come confermano le ultime notizie, categorie di persone che vanno in pensione, a prescindere da meccanismi di pensione anticipata approvati o meno, prima rispetto all’attuale soglia fissata dei 66 anni e sette mesi. Si tratta dei lavoratori del comparto difesa, che possono andare in pensione a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o con 40 anni e 7 mesi di contributi senza necessità di raggiungere alcuna età anagrafica; dirigenti medici, professori e ricercatori universitari che possono andare in pensione a 65 anni; i lavoratori del comparto dello spettacolo, che possono andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, che scendono a 61 e 7 mesi per le donne.

Altro sistema già in vigore di pensione anticipata e che, come riportano le ultime notizie, è stato ulteriormente prorogato, non fino al 2018 come era stato richiesto ma fino al 31 luglio del 2016, è il contributivo femminile che permette a tutte le lavoratrici, sia statali che del privato e lavoratrici autonome, di andare in pensione prima, rispettivamente, a 57 o a 58 anni, con almeno 35 anni di contributi accettando, però, di calcolare la propria pensione finale esclusivamente con metodo contributivo e si tratta di un sistema che riduce fortemente il valore dell’assegno pensionistico finale, con tagli fino anche al 30%.

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di Marianna Quatraro pubblicato il