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Pensione anticipata, quando posso andare

Sistemi, novità per le pensioni, requisiti e condizioni per andare in pensione anticipata: come, quando e chi può accedervi

Pensione anticipata, quando posso andare

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Dal prossimo primo gennaio 2019 l’età pensionabile aumenterà, passando dagli attuali 66 anni e sette mesi ai 67 anni e dopo mesi di richieste, polemiche e discussioni sul blocco del sistema delle aspettative di vita nulla è stato, dunque, fatto, Tutto procederà esattamente come previsto dalle attuali norme pensionistiche in vigore. Tuttavia, esistono sistemi, alcuni già in vigore, altri pronti ad entrare in vigore a breve, che permetteranno di andare in pensione anticipata. Quando è possibile andare in pensione anticipata?

Pensione anticipata: i sistemi

Sono diversi i sistemi che permettono e permetteranno di andare in pensione anticipata e tra questi vi sono:

  1. staffetta;
  2. possibilità di andare in pensione a 64 anni per impiegati di determinati settori;
  3. isopensione;
  4. assegno straordinario;
  5. ape volontaria e ape social.

Pensione anticipata con la staffetta: cosa prevede

La staffetta per andare in pensione prima è una possibilità di pensione anticipata valida per gli impiegati del settore privato che lascia loro la facoltà di decidere se passare dall’impiego a tempo pieno all’impiego con orario ridotto, con una conseguente riduzione dell'orario di lavoro del 40, 60%, e conseguente riduzione dello stipendio mensile, mentre i contributi previdenziali continuerebbero ad essere versati regolarmente. I requisiti richiesti per uscire prima con la staffetta sono aver maturato almeno 20 anni di contributi e avere 63 anni e sette mesi entro il 31 dicembre 2018.

Pensione anticipata a 64 anni: cosa prevede e per chi

Altra possibilità di pensione anticipata è quella che prevede l’uscita prima a 64 anni di età per gli impiegati dipendenti del settore privato che abbiano maturato almeno 36 anni di contributi o 61 anni di età con 35 di contributi entro il 31 dicembre 2012, e per le impiegate che abbiano raggiunto 60 anni di età e 20 anni di contributi, sempre entro il 31 dicembre 2012, a condizione di essere regolarmente impegnati in una attività dipendente nel settore privato al 28 dicembre 2011, con ulteriore estensione di questa possibilità per chi alla data del 31 dicembre 2012 non avesse regole impiego nel settore dipendente e per le impiegate cosiddette quindicenni.

Pensione anticipata con Isopensione: cosa prevede

Altra possibilità di pensione anticipata si chiama Isopensione, trattamento destinato al sostegno del reddito, come fosse una mobilità e la disoccupazione, che vale per i lavoratori in esubero: questo sistema permette di anticipare la pensione finale fino a 4 anni senza rinunciare alla propria retribuzione e possono avervi accesso solo gli impiegati di aziende con più di 15 dipendenti e gli impiegati cui manchino solo 4 anni al raggiungimento della normale pensione.

L’isopensione non può essere presentata direttamente dal lavoratore ma deve essere effettuata dall’azienda e prevede diversi passaggi dall’individuazione da parte dell’impresa dei lavoratori in esubero, alla sottoscrizione di un accordo sindacale che individua i lavoratori che entro 4 anni possono andare in pensione prima, alla valutazione da parte dello stesso Istituto di Previdenza della posizione dei lavoratori interessati all’isopensione. Solo dopo la valutazione di questi elementi, sarà possibile definire calcolo ed erogazione degli importi previsti da parte dell’azienda all’Istituto di Previdenza, in un’unica soluzione o a rate. La nuova Legge di Bilancio ha però ampliato la possibilità di pensione anticipata con l’isopensione fino a 7 anni.

Pensione anticipata con assegno straordinario: cosa prevede

Altro sistema di pensione anticipata fino a 7 anni, stando a quanto riportano le ultime notizie, è quello che prevede l’erogazione di un assegno straordinario, possibilità che vale esclusivamente i lavoratori delle imprese che aderiscono ai fondi bilaterali per incentivare l’uscita volontaria in casi di esuberi. Per poter andare in pensione anticipata con questo assegno straordinario i lavoratori devono maturare i requisiti di pensione attualmente richiesti entro un massimo di 7 anni. E per quanto riguarda l’importo dell’assegno straordinario, il suo valore sarà calcolato in base agli anni di contributi mancanti per la maturazione della pensione finale.

Pensione anticipata con ape volontaria e ape social: cosa prevedono

Con netto ritardo, dal prossimo anno saranno finalmente in vigore ape volontaria e ape social e quota 41 per andare in pensione anticipata. Dopo mesi di attesa dei decreti ufficiali per il loro ufficiale avvio, che in realtà avrebbe già dovuto essere avvenuto lo scorso maggio 2017, finalmente le novità per le pensioni per anticipare l’uscita fino a tre anni saranno finalmente possibili. Ma cosa prevedono? Partendo dall’ape volontaria, è un ennesimo sistema sperimentale per andare in pensione prima che prevede l’erogazione di un prestito anticipato fino alla maturazione dei normali requisiti pensionistici attualmente richiesti e che coinvolge le banche nel meccanismo di prestito che dovranno erogare, attraverso l’Inps, per 12 mensilità.

L’ape volontaria viene riconosciuta in via sperimentale, in maniera retroattiva, dal primo maggio 2017 al prossimo 31 dicembre 2018. Chi deciderà di andare in pensione prima fino a 63 anni con l’ape volontaria dovrà obbligatoriamente sottoscrivere una polizza assicurativa di copertura di eventuali costi del prestito da rimborsare in caso di premorienza. Con l’ape volontaria si può andare, dunque, in pensione prima fino a tre anni, quindi a 63 anni, chiedendo un prestito pensionistico della durata minima di sei mesi e una durata massimo di 43 mesi, da rimborsare con un piano 20ennale una volta maturati i normali requisiti di pensione richiesti e che avrà un importo che oscillerà tra un minimo di 150 euro mensili e in un massimo compreso tra il 75 ed il 90% della pensione netta maturanda.
Per richiedere l’ape volontaria bisognerà:

  1. aver raggiunto 63 anni di età al primo maggio 2017;
  2. aver maturato almeno 20 anni di contributi;
  3. aver una pensione non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps, e vale a dire di circa 702,65 euro al mese;
  4. sottoscrivere un’assicurazione di copertura di eventuali costi residui del prestito in caso di premorienza del richiedente.

Passando all’ape social, invece, cui è collegata la quota 41 per i precoci, anche in tal caso, come per l’ape volontaria, è prevista la possibilità di uscita fino a tre anni, cioè a 63 anni, rispetto ai 66 anni e sette mesi ma, a differenza dell’ape volontaria, non vale per tutti ma solo per le categorie di persone considerate svantaggiate e che sono:

  1. disoccupati che abbiano raggiunto 63 anni di età e maturato almeno 30 anni di contributi, e abbiano esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione;
  2. disabili che abbiano raggiunto 63 anni di età e maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su, e vale anche per parenti che assistono da almeno sei mesi parenti invalidi di primo grado, come figli o genitori, o coniuge convivente;
  3. coloro che sono impiegati in lavori usuranti, che abbiano maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle attività inquadrate come faticose, come facchini e spazzini; infermiere ed ostetriche; maestre d’asilo nido ed educatori di asilo; macchinisti e personale viaggiante ferroviario e autisti di mezzi pesanti e camion; addetti all’estrazione e alla lavorazione dell’amianto; ma anche lavoratori marittimi e pescatori.

    

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di Marianna Quatraro pubblicato il